"-E' come nelle grandi storie, padron Frodo, in quelle che contano davvero. Erano piene di oscurità e pericolo, e a volte non volevi nemmeno sapere come andavano a finire, perchè come poteva esserci un finale allegro? Come poteva il mondo tornare come prima dopo che erano successe tante cose brutte? Ma alla fine, era solo una cosa passeggera, quest'ombra. Anche l'oscurità deve finire. Arriverà un nuovo giorno, e quando il sole sorgerà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, che ti insegnavano qualcosa, anche se eri troppo piccolo per capire perchè. Ma credo, padron Frodo, di capire. Ora, so. I protagonisti di quelle storie avevano molte occasioni per tornare indietro, ma non l'hanno fatto. Sono andati avanti, perchè erano aggrappati a qualcosa. - Noi a cosa siamo aggrappati, Sam? - C'è ancora del buono a questo mondo, padron Frodo. Ed è giusto combattere per questo."
J.R.R. Tolkien, Il signore degli anelli.

11 febbraio 2007

LEGGERE HEGEL

Hegel. Hegel è come il bullo della scuola. Hegel è come l’impiegato impettito o il frustrato professorino da cattedra, parato davanti a te durante un esame universitario. Hegel è come la morte, che ti incute paura e sente il tuo odore quando diventi madido di sudore, con lo stesso olfatto che i cani usano per il tartufo. Hegel non va fatto parlare: va interrogato. Non temuto, bensì sfidato.L’unico modo che si ha di capire uno dei più grandi geni della filosofia è anche il meno riguardoso. Ma è anche il solo che si ha a disposizione, se non si vuole venire irretiti da questa sirena. Perché ognuno ha le sue di sirene, e ad ognuno il suo buco nero: l’antimateria di Hegel sta nel suo stile. E il suo stile cede il passo quando, omeopaticamente, lo si affronta con la medesima determinazione che esso mostra nel guardarci in viso.

1 commento:

Riccardo Moretti ha detto...

Pochi giorni fa ho iniziato la lettura dell'Estetica di Hegel. Mi pare una lettura impegnativa ma appassionante.