<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537</id><updated>2012-02-05T11:11:51.376+01:00</updated><category term='pensieri'/><category term='Lavoro'/><category term='Sicilia'/><category term='Storia'/><category term='poesia'/><category term='CATTOLICESIMO'/><category term='LETTERE'/><category term='TheFrontPage'/><category term='Mafia'/><category term='Giornalismo'/><category term='Religione'/><category term='interviste'/><category term='Cronaca'/><category term='Istruzione'/><category term='Caritas'/><category term='RECENSIONI'/><category term='Università'/><category term='PAGINE'/><category term='Scienze'/><category term='NOTE A MARGINE'/><category term='personale'/><category term='Scuola'/><category term='Cultura'/><category term='diario'/><category term='Giustizia'/><category term='Catania'/><category term='Arte'/><category term='CataniaPolitica'/><category term='Filosofia'/><category term='Società'/><category term='Esteri'/><category term='pensiero'/><category term='Povertà'/><category term='Politica'/><category term='Ars'/><category term='News'/><category term='Fascismo'/><category term='Italia'/><title type='text'>LA STANZA DEL FILOSOFO</title><subtitle type='html'>" Ama la verità; mostrati qual sei, e senza infingimenti e senza paure e senza riguardi. E se la verità ti costa la persecuzione, e tu accettala; e se il tormento, e tu sopportalo. E se per la verità dovessi sacrificare te stesso e la tua vita, e tu sii forte nel sacrificio."

[Biglietto scritto da Giuseppe Moscati il 17 ottobre 1922]</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>367</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5185216564259049339</id><published>2012-02-05T11:11:00.000+01:00</published><updated>2012-02-05T11:11:51.383+01:00</updated><title type='text'>Lombardo e lo stipendio appena decente: se lo merita davvero?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Lombardo e lo stipendio appena decente: se lo merita davvero?" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picasion.com_99c387cf462dc7ff52e41f3028492f5d.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Ha suscitato un vespaio di polemiche la dichiarazione del presidente  della Regione, Raffaele Lombardo, secondo cui la propria indennità ‹‹è  appena decente››. Ad onor del vero, Lombardo non si sbaglia troppo,  almeno se relativizziamo al dato: in Italia siamo i primi per tutta una  serie di spese politiche, dai dirigenti di alto rango dell’apparato  burocratico agli onorevoli, che hanno un contributo perfino per il loro  funerale, ma non per quelle relative all’indennizzo del presidente della  Regione. Il nostro è fuori dal podio: in primo è il presidente  regionale pugliese, e non pare che Nichi Vendola abbia mai accennato ad  un taglio – semmai è il contrario – da quando ricopre la carica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, difendere Lombardo, oltre che  facile, potrebbe essere perfino virtuoso, se consideriamo altri due  aspetti. Il primo è di carattere morale: di solito, quando qualcuno non  si accoda allo strepitio delle mode, vuol dire che non ha molto da  nascondere dietro il paravento del moralismo. Il secondo è più  strettamente legato a quanto davvero detto dal Presidente: il nocciolo  del suo pensiero è che, anche quando la già non esorbitante indennità  avesse un decurtamento, l’importante è poter vivere una vita dignitosa.  Quindi, paradossalmente, seppur in modo abbastanza confuso (cosa  insolita per una persona che sa pesare e centellinare le parole),  Lombardo ha detto qualcosa di molto simile a quanto pensato da chi lo  critica. Potrà non essere simpatico il baffuto capo dell’Mpa, ma gli va  rimproverato il giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il giusto da rimproverargli, infatti,  non è relativo alla sua persona, ma alla sua funzione. Non per quello  che porta a casa, ma per quello che lascia in ufficio. Come i vecchi  politici di una volta (ormai tanto rimpianti), Lombardo sa che la vera  ricchezza non sono i soldi che tieni in banca, ma le azioni del potere  che tieni in piazza. Così, mentre moglie e figli non godono di un  trattamento migliore della media italiana, gli amici e i sodali vengono  fatti prosperare oltre la soglia di sopportazione. Il vero limite  dell’azione politica di Lombardo in Sicilia non è la maggioranza che lo  sostiene, criticabile quanto si vuole. Né l’apparato di potere che ha  spiegato, perché non si ricorda a memoria d’uomo azioni politiche  sostenute dalle pie intenzioni: signori, questa è la minestra, e bisogna  pensare a cuocerla meglio, piuttosto che pensare a un impossibile  cambiamento di portata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il vero limite dell’autonomismo  lombardiano è l’aver lasciata intatta la pachidermica macchina  regionale. Il non aver saputo disboscare la selva di contratti, dentro  la quale si nascondono vergognose sperequazioni rispetto al territorio  circostanze e agli stessi meriti personali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non bisogna perdere la trebisonda,  lasciandosi trasportare dall’antipolitica militante. Perché l’Italia e  la Sicilia non sono frenati dal numero dei politici e dai loro  privilegi, bensì dalla loro imperizia nel curare l’orto comune. Nel  quale ormai da decenni cresce incontrastata la peggiore gramigna del  burocraticismo. Il fiume tira pietre, ed è un fiume che ha per affluenti  milioni di rivoli d’acqua, molto meno evidenti di altri, ma sicuramente  più pericolosi.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 14 dicembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/36267"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5185216564259049339?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5185216564259049339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5185216564259049339&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5185216564259049339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5185216564259049339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2012/02/lombardo-e-lo-stipendio-appena-decente.html' title='Lombardo e lo stipendio appena decente: se lo merita davvero?'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6285935713906699491</id><published>2012-02-05T11:04:00.000+01:00</published><updated>2012-02-05T11:04:39.929+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RECENSIONI'/><title type='text'>La fenomenologia di Husserl riesce ancora ad interrogare il mondo?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-UTnzPk6OW4Q/Ty5TiwO6edI/AAAAAAAAAd8/pChjMH58IMY/s1600/ref+-+jpg+ottimo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="156" src="http://3.bp.blogspot.com/-UTnzPk6OW4Q/Ty5TiwO6edI/AAAAAAAAAd8/pChjMH58IMY/s320/ref+-+jpg+ottimo.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; Embree, Lester, &lt;i&gt;Analisi riflessiva. Una prima introduzione all’investigazione fenomenologica&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif; text-align: justify;"&gt;Roma, Edizioni Studium, 2011, pp. 166, ISBN 978-88-382-4071-3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Recensione di Antonio G. Pesce - 29/11/2011&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Angela Ales Bello, nome  di peso nella fenomenologia italiana, e Angelo Bottone, che ha tradotto  un testo assai difficile, nel presentare questo lavoro di Embree  insistono non soltanto sul ruolo giocato dalla scuola di Husserl nella  storia della filosofia del Novecento, ma anche su quella peculiarità che  la contraddistingue dalle filosofie analitiche: non l’argomentazione,  tipica di quest’ultime, bensì la riflessione.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="" name="more"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;“L’impegno di questo  testo – scrive a conclusione l’autore - è stato di presentare la  fenomenologia in generale come un approccio nel quale lo studio sui  testi è subordinato all’esame delle cose, nel quale piuttosto che  speculare si osserva riflessivamente e nel quale si producono analisi  piuttosto che argomenti” (p. 165). Ecco perché la fenomenologia non è  interpretata soltanto come una tradizione filosofica tra le altre, ma  metodo applicabile a diversi ambiti dello scibile: “C’è stata una  tendenza fenomenologica in psichiatria precedente la prima guerra  mondiale ed è stato facile recentemente identificare delle tendenze  fenomenologiche in più di una ventina di altre discipline non  filosofiche” (p. 16).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Se questo è un libro per  diventare più abili nel metodo fenomenologico, allora servono tre cose  innanzi tutto: adottare un atteggiamento “riflessivo e teoretico”,  analizzare, e intendersi sul linguaggio da utilizzare. Quasi tutta  l’Introduzione è dedicata a questo lavoro chiarificatore su alcune  parole fondamentali della fenomenologia. Se si chiede, infatti, quale  sia la materia trattata da un fenomenologo, la risposta non può che  essere coscienza per i più, e chi ha letto qualcosa si spinge oltre,  affermando l’intenzionalità. Ma coscienza sembrerebbe richiamare la  “contemplazione, mentre la cosa qui in questione è originariamente  pratica”: meglio esistenza, perché così si “denota qualcosa di  originariamente irriflessivo e pratico”. Mentre si propone intentività  come sostituto di intenzionalità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-dSNMBW45xVM/TyCICuc75aI/AAAAAAAAAFE/kuoeLvyG6I0/s1600/9788838240713g.jpg" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-dSNMBW45xVM/TyCICuc75aI/AAAAAAAAAFE/kuoeLvyG6I0/s200/9788838240713g.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Premesso ciò, Embree fa  muovere ai suoi studenti il primo passo dell’approccio fenomenologico  che non consiste nell’osservare semplicemente, perché tutti ne siamo  capaci, ma di aumentarne la capacità. “Possiamo chiamare “teoretico” lo  scopo generale dell’osservazione pratica” afferma Embree, e più avanti  continua: “In quanto tale [teoretico], è distaccato, spassionato e  neutro nei modi valutativi e volitivi” (p. 45). L’esempio, infatti, è  quello del pranzo – banale agli occhi del disinvolto intellettuale,  sempre in cerca di stupore, eppure così complesso per il fenomenologo,  che ha ben chiaro come la terra e il cielo abbiano più cose della  filosofia del primo. Quali le prime determinazioni a cui possiamo  giungere? Embree parla di proprietà, che gli oggetti posseggono “a  prescindere da qualsiasi relazione”, e appunto di relazioni. Queste, a  loro volta, possono essere classificate secondo natura, cioè psichiche o  fisiche. Ma l’uomo non esperisce solo la natura, cioè quel “vasto  sistema di oggetti animati o inanimati con relazioni fisiche e  biologicamente sociali tra loro”: l’uomo ha anche un mondo, cioè gli  oggetti hanno proprietà culturali, che non ignoriamo, frattanto che  determiniamo anche le loro proprietà e relazioni naturalistiche. Le  determinazioni culturali meno complesse sono quelle valutative. Una  madre potrebbe volere che il figlio mangi broccoli, avendo saputo delle  capacità nutritive di questi. Certo, sia per la madre che per il figlio i  broccoli hanno un odore poco invitante, ma per la prima hanno un valore  intrinseco positivo. Vi sono anche determinazioni culturali inerenti  l’uso. Tornando all’esempio del pasto, chiedere a qualcuno di passare il  sale significa usare il commensale e il recipiente del sale come mezzo.  Gli uomini non devono trattarsi e trattare gli altri solo come mezzo,  ma ciò non toglie che lo possano anche fare. Per quanto buoni si possa  essere, è difficile pensare al cameriere, che magari aspettiamo con  trepidazione ci porti il tanto atteso pasto (affamati dopo una giornata  di duro lavoro), semplicemente come un fine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I risultati dell’analisi  osservativa è la produzione di resoconti o descrizioni, che “sono  affermazioni vere o false riguardo a cose o, meglio, a “materie”  (matters)”. I resoconti, nonostante la tendenza diversa del nostro  linguaggio, non sono spiegazioni, perché non tutti lo sono, dal momento  che la spiegazione “è un resoconto nel quale si dà conto di una materia  in relazione ad un’altra o ad altre materie” (p. 59).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Bene, abbiamo spiegato  l’osservazione. Ma come è possibile che si è osservata l’osservazione? È  possibile perché vi è un’osservazione teoretica riflessiva (o  semplicemente, riflessione) che può intendere l’osservazione teoretica  non-riflessiva. Ovviamente, vi può essere una riflessione di una  riflessione, e così via. Fino a che punto? Dice Embree che gli uomini,  senza particolare sforzo, possono giungere ad un quarto grado di  riflessione. La differenza tra osservazione e riflessione consiste nel  fatto che in quest’ultima non ci limitiamo alle cose osservate, ma  affrontiamo anche il problema del come sono osservate. “La nostra  riflessione – scrive Embree – parte da una situazione nella quale noi  riflettiamo sia sulle cose (ad esempio, sedie, come appaiono e vengono  date altrimenti) che sui componenti del processo intentivo che ha luogo  all’interno del percepire sensoriale, come il vedere, il toccare e  l’ascoltare” (p. 70). Non c’è soltanto, però, una riflessione sull’ora,  perché possiamo riflettere su quanto percepito ieri, e avremo così un  riflettere reminiscente; o riflettere su quanto ci attendiamo del futuro  – la visita di un amico che sta per arrivare – e in questo caso  parliamo di riflettere aspettativo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Fin qui si è trattato di  raffinare le competenze dello studente. Nei successivi quattro  capitoli, Embree lo applica a diversi aspetti della speculazione  filosofica. Il quarto capitolo, ad esempio, affronta la questione del  volere, del valutare e del credere. In un processo intentivo, la  distinzione più generale possibile è quella che distingue tra esperienza  e posizionalità. “La posizionalità è in generale qualcosa di differente  dall’esperienza e, correlativamente, gli oggetti in quanto dati sono  differenti dagli oggetti in quanto posti, ossia creduti, valutati e  voluti” (p. 87). Non appare molto chiaro il perché Embree identifichi  valutazione ed emozione. Ci dice soltanto che questa operazione ha il  compito di rendere accessibile lo studio delle emozioni, che nella  nostra civiltà godono di scarsa attenzione, sospettosi come siamo di  perdere, a causa loro, la dovuta imparzialità della ricerca. Una nota a  piè pagina, da parte del traduttore o del curatore, avrebbe potuto  rendere più chiaro queste passaggio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Embree divide le  emozioni in sentimenti e stati d’animo. Quest’ultimi possono cominciare  all’improvviso e durare relativamente a lungo, per concludersi  altrettanto improvvisamente. I sentimenti “vanno e vengono” perché sono  focali, “ossia i loro oggetti emergono da un sottofondo”, al quale  tendono, invece, gli stati d’animo. Per intenderci: si può essere in uno  stato d’animo funereo, e tuttavia provare un piacere positivo per un  pensiero o un oggetto. A nessuno è capitato di trovarsi in un funerale,  sinceramente contrito, eppure sorridere a causa di qualcosa? Succede, ed  è anche imbarazzante. Ci abituiamo a certi stati d’animo, che possiamo  anche imparare. E ciò non comporta che, poi, non li si possa  giustificare. Si può imparare ad amare i momenti con Mozart: non si  nasce imparati dai talk show.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel campo della  volizione, l’autore suggerisce di usare la parola azione, anche perché  con questa si includono i movimenti somatici, cosa che volizione non  permette. Se escludiamo la neutralità volitiva, che può anche essere  positiva (astenersi dal prendere parte ad una disputa il più delle volte  ha una valenza positiva, perché perseguiamo uno scopo, che magari non è  assimilabile a nessuno degli altri in gioco), possiamo qualificare le  azioni come preventive o creative, rispetto agli oggetti non attuali ma  possibili; e preservative o distruttive rispetto a quelli attuali. Ma si  può fare un’altra differenza: si possono distinguere processi  automatici, abituali e operazionali. Discrimine? La relazione con l’io –  un’operazione richiede un coinvolgimento dell’io che i processi  abituali o automatici non prevedono – ma anche con gli oggetti. Nulla  toglie, però, che ciò che è un’operazione oggi, non diventi domani  un’abitudine.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;È questo coinvolgimento  dell’io che possiamo chiamare esperienza, differenziandola tra diretta e  indiretta, dove questa include e presuppone quella. Nella prima ci  imbattiamo in due tipi di oggetti: quelli reali, che sono nel tempo, e  gli oggetti ideali, come per esempio il significato delle parole.  Interessante notare che, tra gli oggetti reali, se ne annoverano alcuni  che hanno rapporti temporali e causali, pur non essendo oggetti fisici:  sono le psiche. Questo ci pare il guadagno migliore della riflessione  fenomenologica: “I processi psichici – leggiamo – sono collegati  casualmente e temporalmente a quelle cose fisiche che chiamiamo i nostri  corpi e anche indirettamente collegati agli oggetti che ci circondano,  così come anche l’uno con l’altro all’interno e tra le psiche” (p. 109).  Qui l’uomo conquista la propria concretezza, al di là di ogni  fisicalismo, che negherebbe la specificità umana. Il mondo, inoltre, non  appare slegato dall’attività dell’uomo, e tuttavia non si cade in forme  di solipsismo altrettanto deleterie come il fisicalismo:  l’intersoggettività non è un dato immediato (non c’è unità che non passi  attraverso la distinzione), ma una lenta acquisizione. Gli “oggetti  psichici” sono osservabili direttamentre con l’autosservazione, e  indirettamente attraverso la riflessione sugli altri. Nell’esperienza  indiretta o rappresentazionale, invece, possiamo parlare di esperienza  pittorica, indicazionale e linguistica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Fin qui abbiamo potuto  vedere il vero volto della fenomenologia, la quale non è un mero tornare  alle cose per dirne “qualsiasi cosa ci venga in mente”, bensì un  analizzare in “modo disciplinato” i “resoconti descrittivi”. Oltre  l’analisi “classificatoria” o “tassonomica”, utilizzata nei vari  capitoli, Embree descrive quella intenzionale, perché “ogni singolo  processo intentivo all’interno di un flusso intentivo è sempre intentivo  ai processi che vengono prima e dopo di esso” (p. 127). Per questo si  parla di processo intentivo retroattivo e protentivo. Poi passa a quella  motivazionale che “produce “spiegazioni”, ossia resoconti nei quali si  afferma perché succede qualcosa” (p. 137). E infine si parla  dell’analisi eidetica, che implica una differenziazione tra fatto  particolare ed essenza universale (eidos): è un po’ quello che facciamo,  quando ci chiediamo in cosa consista una sedia – l’esempio di Embree – o  una borsa. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In conclusione, possiamo  dire di trovarci davanti un manuale di riflessione scritto apposta per  gli studenti, e con tanto di eserciziario alla fine di ogni capitolo.  Cosa che può stupire il lettore italiano, sia egli studioso o persona di  buona cultura, poiché solitamente la filosofia viene intesa come mera  carrellata di volti e motti, ad andar bene di teorie, senza alcuna o  poca attinenza tra loro che non un programma da svolgere durante l’anno  scolastico o accademico. Niente da obiettare, allora, a chi la reputasse  mero esercizio erudito, senza che la civiltà – questa civiltà che ora  siamo – ne possa trarre giovamento. Ma se, invece, da Talete ai nostri  giorni gli uomini non hanno fatto altro che interrogarsi e darsi delle  risposte, veder sorgere domande e tentare di trovarne le risposte,  allora perfino dall’attuale crisi finanziaria, che sta mettendo in  ginocchio le economie del mondo, non se ne esce se non con un atto di  pensiero che sia, per quanto umanamente possibile, risolutivo del  problema che ci assilla.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Embree vuole insegnarci a  filosofare? Si può insegnare a filosofare? In ultima battuta, dobbiamo  dire no. No, non si può insegnare a filosofare, quantunque ogni uomo,  almeno una volta in vita sua, abbia filosofato, seppur incosciente di un  linguaggio in cui la sua medesima domanda e (se vi è stata) la sua  medesima risposta hanno trovato formulazione. Non si può trasmettere la  paura dell’insensatezza – questo θάυμα di cui parla Aristotele nella  Metafisica (cfr A 2, 982 b 14). Ma quando qualcosa scatta in un  individuo – in Platone, per esempio, e molto meno in Alcibiade – allora  si può parlare di una educazione del filosofare. Ecco, Embree vuole  educare, vuole consegnare alle nuove generazioni – perché altrimenti  scrivere un manuale? – uno stile del pensiero a cui egli è stato  introdotto. Un fare, non un mero sapere. Tradizione che diventa  orizzonte esistenziale, non cimelio storico.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L’indice&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Presentazione di Angela Ales Bello&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nota del curatore e traduttore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Prefazione per gli istruttori&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;1. Osservare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;2. Render conto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;3. Riflettere&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;4. Volere, valutare, credere&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;5. Far esperienza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;6. Analizzare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;7. Esaminare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Note conclusive&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6285935713906699491?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6285935713906699491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6285935713906699491&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6285935713906699491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6285935713906699491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2012/02/la-fenomenologia-di-husserl-riesce.html' title='La fenomenologia di Husserl riesce ancora ad interrogare il mondo?'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-UTnzPk6OW4Q/Ty5TiwO6edI/AAAAAAAAAd8/pChjMH58IMY/s72-c/ref+-+jpg+ottimo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5575766965960772741</id><published>2012-01-13T10:07:00.001+01:00</published><updated>2012-01-13T10:08:06.927+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='LETTERE'/><title type='text'>Chiesa: tacere? Parlare a ragion veduta</title><content type='html'>&lt;div class="ms-rtestate-field" id="ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_ctl10__ControlWrapper_RichHtmlField" style="display: inline; text-align: justify;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://www.avvenire.it/Lettere/Pagine/tacereoparlare.aspx"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicata su 'Avvenire' dell'11 gennaio 2012 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro direttore,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;mentre le scrivo, ho la tv accesa qui nel mio studio. Sto seguendo  il programma di Myrta Merlino su La7. Alle cose semplici non ho mai  creduto: ho dovuto spezzarmi la schiena sulla sedia per capirci qualcosa  nell’ambito delle mie ricerche. Quindi, quanti promettono di far capire  qualcosa (nella fattispecie, l’economia), con semplicità, solitamente  imbastiscono di buoni propositi (sperando nella buona fede) quello che  si rivela una visione 'semplicistica', in linea con le lauree facili, i  diplomi svenduti, la religione fai­da- te, ecc. Merlino ha già  introdotto tre servizi. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel primo la storia di due imprenditori sardi, non pagati dalla  Pubblica amministrazione per lavori eseguiti, ma in compenso richiamati  all’ordine esattoriale da Equitalia. Tema importante. Nel secondo si  punta a dipingere l’altra faccia della medaglia: gli evasori e i  fannulloni. E la signora presentatrice lascia nel dubbio il  telespettatore circa la valenza morale di quel che si racconta. In un  caso ha perfettamente ragione: il nullafacente non è tale, ma è un  signore che ha vinto regolarmente un concorso pubblico, e che pare  subisca mobbing, in un ambiente che era preparato ad accogliere  personale 'diverso'. Nell’altro, si tratta di un ristoratore . Merlino  si guarda bene dal far notare che, anche al netto dell’enorme prelievo  fiscale, quel signore avrebbe potuto comunque guadagnare al mese tanto  quanto un onesto operaio. Certo, non si starebbe arricchendo, ma in  compenso potrebbe essere ripreso in volto più che di spalle come in  questo caso. Comunque, affare complesso. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lì dove Merlino mostra sicurezza è nella descrizione dei «privilegi  della Chiesa» in fatto di Ici. Neppure un dubbio. Tira in ballo perfino  l’albergatore di Roma, che subirebbe la concorrenza sleale (che non  prenda esempio dal collega ristoratore...). Ma sa chi è stato chiamato,  comunque, a commentare per 'parte cattolica'? &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Don Gallo, il quale ci tiene a precisare: «Non voglio giudicare».  Ma poi si lascia andare a una filippica 'contro'. E la comunità  ecclesiale ne esce male. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora, caro direttore, mi diventa sempre meno chiara la questione  delle responsabilità all’interno della Chiesa. M. è madre di tre figli, e  la vedo ogni giorno a Messa. Non può comunicarsi, perché prima di  abbracciare la fede ha sposato un uomo separato. Un sacerdote, senza  bisogno di sindacati e filippiche, le ha spiegato il grande amore di Dio  e della Chiesa per lei. Lei obbedisce, e nel momento della comunione si  inginocchia, e piange. Insomma, io mi chiedo: perché, nonostante le  tante belle parole sul valore del laicato cattolico, a noi laici si  chiede di obbedire (e io dico: giustamente!), mentre ai chierici non si  chiede (almeno) di tacere?&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Antonio Giovanni Pesce, Catania&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;La sua lettera non impone risposta, caro professor Pesce. Ma mi  pare opportuno condividere con lei e con gli amici lettori un paio di  idee. La prima è che anch’io penso che l’obbedienza possa essere, e  spesso in effetti sia, una gran virtù del cristiano e credo che la  Chiesa debba motivarla con maestrìa e amministrarla da materna «esperta  in umanità» qual è. La seconda è che tacere non è sempre la soluzione  più efficace. Può far comodo, a chi tace o a chi ascolta, ma non è detto  che serva davvero. Meglio per tutti noi, laici e chierici, credenti e  non credenti, esternatori e ascoltatori, parlare e sentir parlare a  ragion veduta. Voglio dire: meglio parlare a ragion veduta di qualsiasi  argomento, ma soprattutto – da cattolici – quando ci avventuriamo in  giudizi sulla nostra comunità ecclesiale e sulle opere che realizza. E a  proposito dell’apparizione televisiva di quel sacerdote a cui lei si  riferisce, penso che per riuscire nell’onesto e coraggioso esercizio che  ho appena descritto – se proprio non intende informarsi personalmente  con compiutezza e serenità – gli basterebbe (almeno) ispirarsi alla  parola e all’esempio del proprio vescovo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5575766965960772741?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5575766965960772741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5575766965960772741&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5575766965960772741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5575766965960772741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2012/01/chiesa-tacere-parlare-ragion-veduta.html' title='Chiesa: tacere? Parlare a ragion veduta'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6186926869055535720</id><published>2011-12-07T10:52:00.003+01:00</published><updated>2011-12-07T10:57:39.444+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CATTOLICESIMO'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Riforma della Riforma: l’Episcopato Francica Nava tra i Pontificati di Leone XIII e San Pio X</title><content type='html'>&lt;div style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Conferenza_Francica_Nava.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="La Riforma e Francica Nava" border="0" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Conferenza_Francica_Nava.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Domenica 4 dicembre, nella chiesa di S. Giuseppe al Transito, si è  svolta la conferenza dal titolo ‘Riforma della Riforma: l’Episcopato  Francica Nava tra i Pontificati di Leone XIII e San Pio X’. A moderare  gli interventi di don Antonio Ucciardo, docente di Teologia all’ISSR  ‘San Luca’ di Catania, e del prof. Antonio Blandini, storico e  giornalista, è stato il prof. Giuseppe Adernò, preside dell’istituto ‘G  Parini’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35924/giuseppe_aderno" rel="attachment wp-att-35925" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="size-medium wp-image-35925 alignleft" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Giuseppe_Aderno-300x225.jpg" title="Giuseppe_Aderno" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Adernò&lt;/b&gt;  ha richiamato le grandi doti morali del vescovo Francica Nava, e ne ha  sottolineato anche quelle intellettuali: fu, infatti, la capacità  speculativa, orientata dal pensiero tomista, a porlo all’attenzione  delle alte gerarchie ecclesiali, nonostante uno zio vescovo avesse  osteggiato il dogma dell’infallibilità papale sancita dal Concilio  Vaticano I.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una figura, quella del card. Francica  Nava, davvero imponente, anche se non molto conosciuta. A tratteggiarla  lucidamente è stato Antonio Blandini, che ne ha messo in risalto  l’inclinazione sociale in una Catania sobillata da un anticlericalismo  di maniera.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Antonio_Blandini-300x225.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" class="alignleft size-medium wp-image-35926" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Antonio_Blandini-300x225.jpg" title="Antonio_Blandini" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹Catania ha sempre ingoiato i suoi figli più gloriosi›› ha aggiunto&lt;b&gt; Blandini&lt;/b&gt;,  raccontando un aneddoto poco conosciuto. Di ritorno in città, il  Cardinale venne avvisato dal proprio cocchiere che in via Etnea era in  svolgimento una manifestazione anticlericale, e che dunque era  pericoloso attraversala. Con decisione, Francica Nava gli ordina di  proseguire, e mentre la carrozza sfila tra due ali di folle, quello che  ne raccoglie non sono fischi ed insulti, bensì l’ossequio della città.  Del resto, quando nel 1904 si parlò di un possibile suo trasferimento a  Palermo, Catania si mobilitò con una raccolta di firme, che raggiunse lo  scopo di convincere la Santa Sede a lasciarlo ai catanesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Esempio di carità, forzò il cordone  sanitario stretto su una Messina sepolta dal terremoto del 1908, al fine  di portare la propria solidarietà al confratello vescovo e alla città  peloritana. Da qui verranno alle pendici dell’Etna migliaia di  orfanelli: per loro, Francica Nava pensò ad un istituto agrario, Il  Valdisavoia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un cardinalato all’insegna del progetto  riformatore di un (apparente) conservatore Pio X, al secolo Giuseppe  Melchiorre Sarto. Del quale, purtroppo, pochi sanno essere stato il  primo papa della storia ad aver attraversato tutti i ‘gradi’ della  gerarchia: da parroco di campagna a parroco del Mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Antonio_ucciardo-300x225.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" class="alignleft size-medium wp-image-35927" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/Antonio_ucciardo-300x225.jpg" title="Antonio_ucciardo" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Antonio Ucciardo&lt;/b&gt;,  infatti, nel proprio intervento ha voluto mostrare come vi siano  chiarissime analogie tra l’ispirazione ‘riformatrice’ di Pio X e quella  che sembra emergere sempre più come caratteristica saliente del  pontifico di Benedetto XVI. A cominciare dal motto, che se del primo è  ‘Instaurare omnia in Christo’ (instaurare ogni cosa in Cristo), quello  sotto il quale si può leggere l’attuale pontificato è ‘Nihil anteponere  Christo’ (non anteporre nulla a Cristo), cioè, in fin dei conti, la  formulazione ‘negativa’ della prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lettura teologica di ampio respiro ed  originalità, che non ha mancato di trattare anche il tema delle riforma  liturgica verso la quale si sta muovendo papa Ratzinger, e di cui il  Summorum Pontificum è il primo momento. Il momento, possiamo dire, in  cui è stata restituita alla Chiesa la propria ‘continuità liturgica’:  con questo documento del 2007, il Papa ha permesso ai sacerdoti – non  più sotto previa autorizzazione vescovile – la celebrazione in rito  romano antico (cioè secondo i libri liturgici in vigore prima della  riforma degli anni ’70), purché vi sia un gruppo di fedeli che lo  richieda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio don Ucciardo, alla fine della  conferenza, ha celebrato secondo il messale tridentino, coadiuvato dal  gruppo liturgico che, proprio nel nome, ricorda il card. Francica Nava, e  che ha in Fabio Adernò e Piersanti Serrano gli animatori di un folto  gruppo di chierichetti. E di un altrettanto nutrito numero di fedeli,  che chiede soltanto rispetto per il proprio ‘carisma’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 7 dicembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35924"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6186926869055535720?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6186926869055535720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6186926869055535720&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6186926869055535720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6186926869055535720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/12/riforma-della-riforma-lepiscopato.html' title='Riforma della Riforma: l’Episcopato Francica Nava tra i Pontificati di Leone XIII e San Pio X'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4018098803088626682</id><published>2011-12-07T10:49:00.002+01:00</published><updated>2011-12-07T10:49:52.788+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Bentornata Laura in una Catania rassegnata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Bentornata Laura in una Catania rassegnata" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/picasion.com_9ab3f34597bc66741e68e9bc3b0a7066.gif" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce  -&lt;/strong&gt;  Bentornata a Catania, Laura. Bentornata nella città che ti ha imposto  domande così grandi, per le cui risposte non ti basterà la vita intera.  Perché quelle domande, ormai, sono tutta la tua vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bentornata qui, cara Laura, bentornata  nella normalità della tragedia: adesso che sei tornata, quella Catania  che ha provato a dimenticarti, potrà finalmente archiviare la tua  vicenda come una delle tante ‘fatalità’ a cui si è rassegnata. Non sei  l’unica, Laura, non lo resterai: ogni anno Catania e la sua provincia  dimenticano carpentieri caduti dall’impalcatura, operai morti tra i  denti di qualche macchina, autotrasportatori uccisi dal sonno che non  potevano smaltire, eccetera. Ogni anno la mancanza di speranza inghiotte  una fetta consistente della sua gente migliore. Ci siamo rassegnati  anche al baratro dell’educazione civile. Mentre leggi queste righe, in  qualche quartiere della città un giovane finisce nelle spire  dell’illegalità, qualche altro viene instradato allo spaccio o  all’estorsione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Catania ci si rassegna presto. A  Catania si fa presto a dire che non si poteva far nulla. A Catania si fa  presto a derubricare tutto a ‘incidente di percorso’. Non farti fare  questo torto, cara ‘collega’. Non cedere alla tentazione – è una  tentazione vera e propria – di pensarti come ‘caso’, un evento tra gli  altri, e così lasciarti andare al gorgo dell’oblio. Tieni per te –  tienitela cara, perché ormai è tutt’uno con te – la pena del tuo cuore,  perché questa ‘piazza’ non merita ancora (non è preparata, non è ancora  matura) ad una riflessione collettiva sul senso della vita. Tieni per te  questa pena, questa ricerca del senso dell’evento in cui è data oggi la  tua esistenza. Ma condividi con noi – se è il caso, gridacelo in faccia  – il male civile che ci affligge.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non lasciarci soli, Laura – noi, che ti  abbiamo lasciata sola. Non dimenticarci, Laura – noi, che abbiamo fatto  di tutto per dimenticarci di te. Stacci vicino, Laura. Catania, ormai,  ti è nelle vene. Ti è entrata dentro come il più inguaribile dei mali.  Tu entrale dentro, come la più passionale delle voci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Catania, paralizzata dalla mancanza di  speranza, ricominci a camminare anche grazie alla tua forza. Non puoi  più mutare il tuo passato, Laura, ma puoi ancora contribuire cambiare il  futuro di questa città. Non sarebbe poco, e donare speranza è il più  grande atto di riscatto che una vita possa compiere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pubblicato il 6 dicembre 2011 su Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4018098803088626682?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4018098803088626682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4018098803088626682&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4018098803088626682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4018098803088626682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/12/bentornata-laura-in-una-catania.html' title='Bentornata Laura in una Catania rassegnata'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6913855995073130174</id><published>2011-12-07T10:48:00.003+01:00</published><updated>2011-12-07T11:00:21.093+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio comunale offline</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio comunale offline" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/PhotoFunia-17ae1ff.gif" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/b&gt;Saro  D’Agata, Francesca Raciti e Manfredi Zammataro sono stati gli ultimi a  dire che c’era un problema di comunicazione tra il Palazzo e la città.  Poi, anche loro sono scomparsi. Inghiottiti nel buio che sta avvolgendo  il Consiglio comunale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un po’ vecchiotto il loro ragionamento:  bisogna riattivare il servizio di trasmissione televisiva delle sedute.  Un po’ datato, perché tanto c’è lo streaming web, la pagina del sito  comunale in cui viene trasmessa la diretta dei lavori d’aula. Manco il  tempo di dirlo….&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche dal web sono scomparsi. Da alcune  sedute, infatti, è venuto meno perfino il servizio internet, che almeno  tentava di mettere una pezza a questa indecorosa situazione. E salvava  la faccia ad un’amministrazione, che si era impegnata a rifinanziare  nottetempo il capitolo di spesa per la copertura della televisiva dei  lavori d’aula.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi saranno più che spiegabili motivi  tecnici: troppo ingiusto pensare –come ha fatto la Raciti nell’ultima  seduta utile – che si voglia imbavagliare il Consiglio. Neppure il più  mefistofelico tra i sodali di Stancanelli – che oltre all’opposizione,  deve pensare anche alla propria maggioranza – potrebbe architettare  qualcosa del genere. Più semplicemente, si ritiene che la trasmissione  dei lavori, quale che ne sia il mezzo, sia un optional, e che se c’è  tanto meglio, ma se non c’è non cade il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, non pare che si sia così  parchi di mezzi, quando c’è da tenere conferenze stampa, annunciare  cambiamenti epocali, vendere il prodotto politico ad una città che non  ha più nulla da spendere per comprare alcunché. Tutta colpa  dell’amministrazione? La colpa c’è. La massima parte pure. Ma non tutta.  I partiti catanesi, i nostri consiglieri, le loro associazioni, quanto  fanno per rendere pubblici i loro dibattiti? Da mesi manca la tv in  aula. Da un anno noi di Catania Politica invitiamo ad un riassetto del  sito web comunale, e ad una maggiore cura del servizio streaming. Non è  che si siano visti miglioramenti. E davvero, poi, non c’era come  sopperire alla mancanza comunale? Davvero non c’era un sito, un blog,  una paginetta Fb di qualche consigliere di municipalità, che potesse  ospitare lo streaming? Lo si fa per Santoro, Crozza, le assemblee di  partito, lo si poteva fare anche per il senato della politica cittadina,  della quale tutti, almeno quando sono seduti sullo scanno, dicono di  voler rendere più democratica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ora basterebbe renderla più trasparente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 29 novembre 2011 su Catania Politica &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6913855995073130174?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6913855995073130174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6913855995073130174&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6913855995073130174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6913855995073130174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/12/consiglio-comunale-offline.html' title='Consiglio comunale offline'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5594280064324602576</id><published>2011-12-07T10:47:00.000+01:00</published><updated>2011-12-07T10:47:23.908+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Emergenza criminalità a Catania… ma non per il Consiglio comunale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Emergenza criminalità a Catania… ma non per il Consiglio comunale" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/picasion.com_23b5cbd03dbbc71e9cb48b480993278e.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Ieri sera Consiglio straordinario sulla legalità in città. Sapete  quanti erano i consiglieri in aula? Quanto le dita delle mani! Erano  dieci. Dico, signori: dieci (10)! Mi sa che qui nessuno si è reso conto  della situazione. Mi sa che qui abbiamo sbagliato candeggio, quando  abbiamo scelto i nostri ‘candidati’ alla Cosa Pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora mi si dirà: moralismo! Populismo!  Bene, sono moralista, sono populista. Ma con una storia alle spalle,  come quella che ha Catania, non si può non metterci il carico nella  partita per la sicurezza. Siamo sinceri: non è che ieri sera, ci fosse  stato il tutto esaurito come mai c’è stato (mai, e se dico mai, intendo  dire ‘mai’, neppure per il bilancio. Mai!), da oggi la nostra città  sarebbe stata diversa. Non è che i nostri commercianti sarebbero stati  liberati, già all’ora della colazione, del giogo dell’estorsione, o i  turisti non sarebbero più stati scippati perfino nella centralissima via  Etnea. E sia chiaro: non è che il comune di Catania, costituendosi  parte civile nel processo in cui è vittima la nostra cara Laura Salafia,  avrebbe risolto i problemi di una persona che, innanzi tutto, deve fare  i conti col proprio destino – non quello che è accaduto, ma quello che  accadrà, le scale che, ancora per lungo tempo, non potranno essere  salite con i propri piedi; la detersione del corpo che non potrà essere  fatta, ancora per lungo tempo, con le proprie mani, ecc.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sia chiaro: non è che al Consiglio  comunale si cambi la Storia dall’oggi al domani. Signori, siam seri: già  è tanto che approvino il bilancio a rotta di collo, figurarsi se  riescano a farsi interpreti della sorte di un popolo. Non è questo il  punto. Il punto è che questa gente – e qui mi fermo nella qualificazione  – ci rappresenta. Signori lettori, volete che vi spieghi che vuol dire?  Vuol dire che ieri sera la città di Catania si è schierata contro  l’illegalità diffusa per non più di un quarto. Cioè tre quarti della  città non ha a cuore la prosperità e la dignità di questo popolo – la  Patria di Agata!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, il problema è questo: chi è il  peggior nemico della patria di Agata? Chi la vuole assaltare, o chi, non  per malafede ma per stupidissima incuria, gli apre le porte  dall’interno? Chi il vero nemico del cittadino: l’antistato che sempre  ci sarà, o lo Stato che non vuole combatterlo, perché frattanto ha di  meglio da fare nei bar della città, magari posteggiando in doppia fila  l’auto perché non trova parcheggio davanti al bancone?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un piccolo appunto per concludere: ieri  sera non c’era la diretta televisiva. Ancora i capitolo di spesa non è  stato finanziato. E questa non è una novità. La novità è che da qualche  giorno non solo è difficile collegarsi al sito del Comune, perché a  volte è irraggiungibile, ma perfino la diretta streaming.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ieri sera i cittadini di Catania hanno  potuto vedere la trasmissione di Santoro, ma non sapere quello che  accadeva ad un passo da casa loro. Tanto per capirci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 25 novembre 2011 su&lt;/b&gt; &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35492"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5594280064324602576?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5594280064324602576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5594280064324602576&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5594280064324602576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5594280064324602576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/12/emergenza-criminalita-catania-ma-non.html' title='Emergenza criminalità a Catania… ma non per il Consiglio comunale'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6585533666091021610</id><published>2011-12-07T10:44:00.001+01:00</published><updated>2011-12-07T10:45:40.859+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio comunale: scontro “autonomista” sui servizi sociali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio comunale: scontro “autonomista” sui servizi sociali" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/picasion.com_cc3235b7a506ae05f713caadecbd3661.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt; Problema Servizi sociali. Credeteci. E un piccolo colpo di scena. &lt;b&gt;Saro D’Agata&lt;/b&gt;  (Pd) forse ha intuito qualcosa che noi non sappiamo? Intanto, ha  chiesto l’appello per la seduta di proseguimento di questa sera. Non che  fosse già prevista – infatti, è una seduta di proseguimento. Però  D’Agata, proprio all’inizio della seduta, lo chiede per quella  successiva, qualora ieri sera fosse mancato il numero legale. Ecco,  appunto…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il capogruppo Pd chiede al sindaco, attraverso l’assessore &lt;b&gt;Torrisi&lt;/b&gt;,  che sia cambiata l’ordinanza circa il deposito dei rifiuti: finora, i  cittadini possono portarli fuori dalla propria abitazione dalle 19 alle  23. Le ragioni? Torrisi spiega che, in estate, era necessario per far sì  che giacessero il meno possibile in strada, onde evitare cattivi odori.  Ora, coll’arrivo dell’inverno, si può pensare ad un anticipo di qualche  ora (ancora non attivo, quindi facciamo attenzione: rimane in vigore  l’attuale ordinanza). Inoltre, D’Agata ha chiesto di sapere come procede  la raccolto differenziata. A stretto giro di posta, Torrisi snocciola i  primi dati: siamo passati dal 5% al 16, ma bisogna fare di più, perché  l’obiettivo è fissato al 35%.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35412/2011-11-22-19-26-35" rel="attachment wp-att-35413" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-35413" height="148" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-22-19.26.35-300x148.jpg" title="2011-11-22 19.26.35" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Manlio Messina&lt;/b&gt;  (Pdl) ha incentrato il suo intervento sulla cura del centro urbano. Due  spine, attualmente: via Umberto al buio, con tutto quello che sta  comportando (una specie di Far West), e la cura di via Crociferi,  tornata alla ribalta anche per via dell’affare del Collegio dei Gesuiti.  Torrisi ha garantito, per quest’ultimo caso, che tutto ciò che si può  fare, si sta facendo. Ma non è mica colpa dell’assessorato, se appena  pulita, la strada torna ad essere sporca: quindi, in poche parole, i  catanesi dimostrino un po’ di collaborazione (e questo lo diciamo noi,  che avremmo parlato anche di civiltà che manca!). Per quanto riguarda,  invece, la mancanza di illuminazione in via Umberto, ciò sarebbe dovuto  ad un problema tecnico, che doveva già essere risolto. Evidentemente,  non si tratta di un banale fusibile!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Letterio Daidone&lt;/b&gt; (Pdl)  ricorda in aula le difficoltà dei siciliani con le ferrovie. La tratta  Catania-Palermo in cinque ore? Non basta. Ecco la riduzione dei treni a  lunga percorrenza. È da un po’ di tempo che Trenitalia ci prova, magari  scontentando i siculi in discesa, ma lasciando immutate le tratte in  salita. Ora, pare che il piano lo si stia facendo completo. Insomma,  snodo a Roma per le grandi città del Nord. Che dire? Massima  collaborazione con Daidone, e con ogni altro amministratore che vorrà  porre all’attenzione dell’opinione pubblica questo ennesimo atto di  apartheid a danno del Meridione (e della Sicilia soprattutto).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35412/2011-11-22-19-25-07" rel="attachment wp-att-35414" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-35414" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-22-19.25.07-300x225.jpg" title="2011-11-22 19.25.07" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Manfredi Zammataro&lt;/b&gt;  (LaDestra-As) rincara la dose su via Umberto, poi ricorda  all’amministrazione che, durante la discussione del bilancio, si era  impegnata a ripristinare al più presto la diretta televisiva che ancora  non si vede. Infine, chiede che sul caso Farmacia il comune di Catania  si costituisca parte civile. Anche &lt;b&gt;Francesca Raciti&lt;/b&gt; (Pd) chiede il ripristino della diretta televisiva, per far vedere che cosa accade ‘dentro il Palazzo’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Agatino Tringale&lt;/b&gt;  (Autonomia in Movimento) la manutenzione degli impianti sportivi se l’è  legata al dito. ‹‹Purtroppo – dichiara il consigliere – l’80% degli  impianti sportivi versa in uno stato di abbandono››. E tira fuori la  lista: il ‘San Teodoro’ di Librino, sotto scacco dei vandali; a  Picanello, un altro impianto inagibile, e per cosa? Per la mancanza di  recinzione; il ‘Duca d’Aosta’  al buio (e dunque inagibile) nelle ore  serali; il Goretti privo di illuminazione e il campo di Nesima senza  tribuna, e col manto dissestato da interventi (poco competenti) dei  cantieri scuola; infine, il PalaNesima, un ‹‹campo che farebbe invidia  ad altre città›› (ma non nelle condizioni attuali).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sui mondiali di nuoto chiede delucidazioni &lt;b&gt;Gemma Lo Presti &lt;/b&gt;(LaDestra-As), e pure &lt;b&gt;Giacomo Bellavia&lt;/b&gt; (Pdl) nel suo intervento, durante il quale ha chiesto di poter sentire l’assessore allo Sport, &lt;b&gt;Ottavio Vaccaro&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il colpo di scena si ha quasi alla fine:  il diverbio scoppiato tra l’Mpa (la parte presente in aula, e questa è  una novità) e l’assessore ai Servizi Sociali &lt;b&gt;Pennisi&lt;/b&gt;. Il capogruppo del partito autonomista, &lt;b&gt;Salvo Di Salvo&lt;/b&gt;,  ha prima posto il problema delle condizioni del PalaNesima. E questo è  un dato. Ma poi Di Salvo accende  i riflettori sui servizi sociali  comunali e sull’assessore competente Pennisi: sottolinea come la  direzione servizi sociali non rispetti in toto la convenzione con gli  istituti di assistenza per i minori; che nonostante l’assessore avesse  dichiarato il contrario l’esiguità di fondi destinati a queste strutture  sta comportando una riduzione dei minori assistiti; che i centri  d’assistenza diurna non ricevono i pagamenti dal mese di aprile, e così  pure i centri per i malati mentali; infine ricorda che per legge il 25%  del Bilancio comunale deve essere assicurato ai servizi sociali. Insomma  il capogruppo Mpa Di Salvo chiede spiegazioni su tutta la linea e,  soprattutto, accusa l’assessore Pennisi di dare scarse risposte, di  presentare una relazione sui servizi sociali ultra scarna e, qui la  botta, di peccare d’iniziativa. I servizi sociali languono, traduciamo  noi, e l’assessore sonnecchia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La risposta di Pennisi, piccata, è il  consiglio a Di Salvo (supponiamo) di evitare di strumentalizzare  questioni di enorme rilevanza a fini politici (quali?). Pennisi si  risiede, e ha un gesto di stizza, presumibilmente (per non scrivere  sicuramente) verso Di Salvo. L’Mpa non ci pensa due volte, ed esce fuori  dall’aula. Da notare, però, che il gruppo non si era presentato in   aula compatto come al solito. L’Mpa, insieme alle opposizioni, è stato  l’unico partito di maggioranza a non far mancare il numero legale,  presentandosi sempre al gran completo. Ieri sera, ancor prima  dell’abbandono dell’aula, Di Salvo si trovava con defezioni importanti. A  questo, uno ci mette sopra il carico: l’esordio di D’Agata, che da  mastino qual è, può aver fiutato qualcosa come un segugio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo resta il fatto che sui servizi  sociali, in una città come Catania, non si può scherzare. E se il senato  cittadino, inoltre con il capogruppo del maggior partito d’Aula, chiede  conto e spiegazioni riteniamo che le risposte debbano arrivare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che sta succedendo dentro la  maggioranza? E in specie quali mal di pancia si manifestano dentro un  Movimento per l’Autonomia in cui il “dialogo” (guerra?) tra lombardiani e  leanziani è ormai sbarcato in pieno anche a Palazzo degli Elefanti? Di  certo lo scontro Di Salvo-Pennisi è banale sintomo di qualcosa di più  profondo covante da tempo nel corpo dell’Amministrazione comunale, tra  assessori invisi a tutti ma ancora abbarbicati alle seggiole e equilibri  politici da riassettare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E pensare che ieri sera, fatto più unico che raro, il Pdl era presente con tutti i suoi consiglieri comunali.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 23 novembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35412"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6585533666091021610?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6585533666091021610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6585533666091021610&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6585533666091021610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6585533666091021610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/12/di-antonio-g.html' title='Consiglio comunale: scontro “autonomista” sui servizi sociali'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-2058698373936859504</id><published>2011-12-07T10:43:00.000+01:00</published><updated>2011-12-07T10:43:13.553+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Franz Cannizzo Vs resto del Mondo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Cannizzo vs resto del mondo" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-15-20.06.51.jpg" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;Nella  seduta straordinaria di ieri sera gran protagonista del Consiglio il  commercio cittadino. Forse. Sicuramente lo è stato il responsabile,  l’assessore &lt;strong&gt;Franz Cannizzo&lt;/strong&gt;, il quale, pur avendo  promesso una relazione non più lunga di dieci minuti, ‘per non tediare i  signori consiglieri’, ha comunque tracciato un resoconto della propria  attività durato una mezz’oretta abbondante. Avendo infine tirato un  sospiro di sollievo, dal momento che la mozione di censura ai suoi  danni, di cui si è parlato nei mesi scorsi, era stata ritirata qualche  ora prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di questa mezz’ora, però, almeno dieci  minuti – anche un quarto d’ora – sono andati spesi per tracciare il  quadro delle attività intraprese al fine di combattere l’abusivismo  commerciale, sia quello in area pubblica che su sede stabile. Cannizzo,  pur non riportando dati se non alla fine del suo intervento, ha  ricordato la sinergia sviluppata con gli operatori della sicurezza  cittadina che ha portato a rimozione, sgomberi, confisca e chiusura di  molte attività commerciale non in regola. Un problema diffuso a Catania,  incrementato anche dall’immigrazione, divenuta col tempo il mezzo  attraverso il quale molte associazioni criminali piazzano la merce  contraffatta. Proprio per combattere questo fenomeno, l’assessorato si è  fatto promotore, grazie alla collaborazione del ministero per le  attività produttive, di una campagna di sensibilizzazione nei confronti  del consumatore. Per quanto riguarda, poi, la lotta all’abusivismo  commerciale, Cannizzo non ha escluso che, nei prossimi mesi, si possa  discutere in Consiglio della istituzioni di nuovi mercati, al fine di  garantire a tutti quelli che lo vorranno la possibilità di mettersi in  regola.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35201/2011-11-15-20-02-36" rel="attachment wp-att-35202" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-35202" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-15-20.02.36-300x225.jpg" title="2011-11-15 20.02.36" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Parte  centrale dell’intervento dell’assessore – quantificabile in altri dieci  minuti – i regolamenti e l’attività fieristica. Per quanto riguarda il  primo punto, Cannizzo ha assicurato che si è in fase di ultimazione:  presto, dunque, il Consiglio potrebbe essere chiamato a trattare dei  regolamenti delle attività delle edicole, dei chioschi, dei paninari,  del mercatino delle pulci, ecc. Fondamentale la riqualificazione, grazie  all’apporto dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, delle botteghe  storiche, che in città sarebbero non meno di 150.  Frattanto, però,  l’assessorato ha attivato lo sportello telematico per le aziende;  stipulato un accordo con i tassisti per l’istituzione di tariffe  agevolate (il cosidetto ‘taxi amico’); ottimizzato il centro commerciale  naturale di via Etnea, mentre è in fase di completamento il piano  urbanistico commerciale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non meno vivace sarebbe la vita  fieristica in città. Spilla all’occhiello dell’amministrazione, la Fiera  dei Morti, con 60 mila visitatori nel 2010 e, addirittura, 100 mila  nella scorsa edizione. Ma non meno fiero è parso Cannizzo del ‘mercatino  etnico’, sviluppato in un ‹‹proficuo dialogo›› con la comunità  senegalese cittadina; di quello del ‘contadino’ ed agricolo, e del  mercato dell’antiquariato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ultimo dieci minuti sono trascorsi nel riassunto ‘cronologico’ di quanto precedentemente esposto dall’assessore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel dibattito seguente l’unico tratto di  distinzione tra maggioranza ed opposizioni è stato rappresentato  dall’estensione del fallimento: queste ultime hanno coinvolto tutta la  giunta, mentre la maggioranza si è limitata ad invitare Cannizzo ‹‹a  tirare le dovute conclusioni››. L’inizio già non faceva presumere nulla  di facile per l’assessore tecnico. &lt;strong&gt;Maurizio Mirenda&lt;/strong&gt;  (Mpa) ha esordito con il leit-motiv della serata: a quando in aula i  regolamenti su chioschi, paninari, edicole, ecc. ‹‹Dobbiamo ancora per  molto sentire queste liste di intenti?›› ha infine concluso Mirenda. &lt;strong&gt;Giovanni D’Avola&lt;/strong&gt;  (Pd) non è stato da meno: mentre state leggendo, è possibile che la  registrazione della seduta la stia facendo vedere ai sindacati e alle  associazioni di categoria. Insomma, secondo il consigliere, l’assessore  ne ha dette di grosse (in soldoni). Perché, tra le altre cose, non  avrebbe difeso quella parte importante della cittadinanza catanese, che è  fatta di artigiani e commercianti. Il mercatino delle pulci? Quello  agricolo? Forse possono favorire il ‘consumatore’ catanese, ma non il  ‘produttore’, che in quei mercatini circolerebbe poco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche per &lt;strong&gt;Manfredi Zammataro&lt;/strong&gt;  (LaDestra-As), l’assessore al commercio non si rende conto di quale  città ci sia fuori dal ‘Palazzo’: una città che soffre, e che soffre in  solitudine. La Destra ha presentato una mozione che impegna il Sindaco e  l’amministrazione a mettere in atto interventi mirati a sostegno del  commercio locale in città, per la valorizzazione dei centri storici,  contro l’apertura di nuovi centri commerciali e contro l’invasione dei  negozi cinesi. “L’economia cittadina è stata messa in ginocchio  dall’apertura senza regola di centri commerciali – afferma Manfredi  Zammataro – basti pensare che la città di Catania è la seconda provincia  d’Europa per la presenza di centri commerciali, in relazione al  rapporto fra popolazione e metri quadrati espositivi, senza dimenticare  che nella maggior parte dei casi, questi centri commerciali non creano  occupazione stabile dei propri dipendenti ma alimentano il precariato”  Secondo Zammtataro un ulteriore problema è dato dalla proliferazione di  negozi cinesi “i centri storici e le piccole città, si stanno svuotando  dei negozi  tradizionali per fare spazio ai negozi dei cinesi che in  questi anni hanno invaso letteralmente il centro storico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una città ostaggio di qualcuno o qualcosa, secondo &lt;strong&gt;Francesca Raciti&lt;/strong&gt; (Pd), che impedisce a Catania un decollo commerciale, come sarebbe necessario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35201/2011-11-15-20-01-19" rel="attachment wp-att-35203" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-35203" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-15-20.01.19-300x225.jpg" title="2011-11-15 20.01.19" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Ma le bordate forti sono ben altre. Perché bordate di forte valenza ‘politica’. Infatti, se per il capogruppo Pd, &lt;strong&gt;Saro D’Agata&lt;/strong&gt;, ieri sera si sarebbe mostrato a tutti il fallimento della giunta ‘del senatore Stancanelli’, per il compagno di partito, &lt;strong&gt;Lanfranco Zappalà&lt;/strong&gt;, si è quasi trattato di un processo a Cannizzo. &lt;strong&gt;Valeria Sudano&lt;/strong&gt;,  capogruppo Pid e prima firmataria delle richiesta di un consiglio  straordinario sul commercio, non si è fatta mancare l’occasione di dire  il faccia all’assessore quello che va dicendo da mesi in aula. Sudano sa  che è quasi inusuale quello che si accinge a fare: la sua storia  politica la porterebbe al rispetto della disciplina di maggioranza. E  tuttavia non se ne può più: i regolamenti sono da così lungo tempo in  itinere, che pare si tratti ormai di un giro del mondo. E l’assessore,  frattanto, che fa? Fa innanzi tutto lo sceriffo, andando a sequestrare  camion di paninari con la municipale. ‹‹È come se l’assessore Bonaccorsi  – continua la Sudano – le ingiunzioni di pagamento le andasse a  recapitare lui stesso››. Poi, oltre che lo sceriffo, fa pure il  presidente di un’associazione di B&amp;amp;B, ma a corrente alternata: prima  si dichiara contro la tassa di soggiorno, e poi si dimette  dall‘associazione di B&amp;amp;B, facendosi rappresentare dal suo vice.  ‹‹Insomma signor assessore – afferma infine la Sudano – tragga lei le  dovute conclusioni››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altrettanto duro, ma ironico, l’attacco di &lt;strong&gt;Manlio Messina&lt;/strong&gt;  (Pdl). Era contento Messina: non vedeva in aula Cannizzo da almeno sei  mesi, e per rivederlo si è dovuta attendere una seduta straordinaria.  ‹‹Nulla di personale, lei lo sa. Ma credo – ha affermato Messina – che  lei poteva essere un buon tecnico, e invece si è rivelato uno pessimo  politico››. Ed ecco perché dieci minuti di relazione: perché altro non  avrebbe avuto da dire. Poco, dunque, per Messina è stato fatto, e molto  di quanto fatto lo si deve al predecessore di Cannizzo, Mario Chisari.  Insomma, l’attuale responsabile al commercio si presenta in aula con una  relanzioncina senza alcun dato sulla città; parla di ‘taxi amico’, e  per Messina che lo ha provato, degli amici ci guardi Iddio: € 11,50 per  la tratta piazza Verga – piazza Università, minuti 5 chilometri 2. Si  doveva parlare del trasporto e della Sostare, in origine un’opportunità  nelle mani dei commercianti, e divenuta col tempo una tassa per i  residenti (Messina ricorda il suo progetto inerente proprio gli stalli  blu per residenti e categorie svantaggiate)… ‹‹e lei mi parla del  mercatino dei senegalesi, con tutto il rispetto…››. In effetti, pare che  a Messina il mercatino vada pure bene (se non diventa l’unico scopo di  un assessorato). Molto meno bene l’invasione del centro storico da parte  di (presunti) magazzini cinese di vendita all’ingrosso, che in realtà  venderebbero al dettaglio. ‹‹A me le palle rosse cinese non piacciono –  sbotta Messina tra le ilarità di Zammataro e della Lo Presti alle sue  spalle – vorrei vedere insegne con puppette ri canni di cavaddu, o palle  con i colori del Catania››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 16 novembre 2011 su&lt;/span&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/35201" style="color: #660000;"&gt; Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-2058698373936859504?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/2058698373936859504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=2058698373936859504&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2058698373936859504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2058698373936859504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/12/franz-cannizzo-vs-resto-del-mondo.html' title='Franz Cannizzo Vs resto del Mondo'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-826098320081575356</id><published>2011-11-12T12:25:00.000+01:00</published><updated>2011-11-12T12:25:13.391+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Ricostruire il Pdl: il caso Catania</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;         &lt;img alt="Ricostruire il Pdl: il caso Catania" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/picasion.com_1404b430b3d9396967b648d4183cec24.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;        &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Ormai il crack c’è stato. Inutile girarci attorno: il centrodestra ha  perso quel predominio politico, che durava ormai da molto tempo.  Predominio giusto, perché sancito dal voto, nelle differenti tornate, e  da una maggioranza, la quale, nei paesi ‘normali’ tanto evocati, è  sempre, alla fine della solfa, numerica. Se c’è un voto in più, c’è  maggioranza. E la discussione è chiusa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Probabilmente, chi della politica ne ha  fatto un mestiere, non tanto per passione continua, quanto per  incapacità di averne un altro, non si farà seppellire dagli eventi.  Berlusconi non può scappare e abbandonare il Titanic, e per diversi  motivi che non si possono affrontare qui. Gli altri, soprattutto gli  anonimi segnaposto, si stanno già ricollocando. E a tutti i livelli.  Fini, che anonimo non lo è affatto, essendo entrando nelle grazie  dell’antiberlusconismo di maniera (che, guarda caso, ora in gran parte  vorrebbe le elezioni, per passare subito all’incasso elettorale), ha  fatto dimenticare abbastanza facilmente i suoi diciotto anni quale  scudiero del Cavaliere. Ma per altri sarà ancora più facile, come è  pronosticabile una certa emorragia di voti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, Stancanelli ha scelto la  poltrona più giusta. Ha fatto bene per sé, e bene per il Pdl, che dovrà  ricostruire dal basso quella credibilità, innanzi tutto nazionale, che  ha perso dall’alto. Ma come ricostruirla, e come ricostruirla partendo  da Catania?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se si pensa di fare leva ‘soltanto’  sulle tessere di partito, si rimane nel guado. Troppo smaliziati, ormai,  per non sapere che i ‘tesserati’, in gran parte (il che non esclude  altre motivazioni), sono dei ‘clientes’ da far pesare nei futuri  equilibri del partito. Non bastano, dunque. Ci vuole dell’altro. E ieri,  quando sorridevano i giorni al centrodestra italiano, ci si era  permessi di indicare qualche strada, soprattutto al Pdl catanese. Non  fummo ascoltati, perché caratteristica saliente della politica, ormai, è  quella del far-da-sé, e infatti se ne vedono i risultati. D’ogni buon  conto, è meglio ripetersi, e aggiungere qualche altra cosa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzi tutto, partire dall’università.  Senza la zavorra di una difesa di partito di ‘tagli’ lineari, che hanno  ridotto il sistema scolastico e universitario italiano alla conta degli  strappi della carta igienica, si potrà rappresentare meglio il corpo  studentesco, magari evitando di impelagarsi sui grandi temi (dove  maggiore è stato il fallimento), e più sulle questioni direttamente  tangibili: battersi per un appello d’esame in più, o su qualche  servizio, non è poi così denigrante dell’alto ruolo della politica.  Ovviamente, non si rimpolpa il bottino elettorale soltanto con  l’università, fatta anche di fuorisede. E allora sotto con il lavoro  nelle municipalità. Questo vale per tutti i partiti, ma finora pare che  solo i piccoli (dall’estrema destra a quella sinistra), si siano degnati  di un radicamento ‘vero’ e più capillare. Le municipalità potrebbero  essere il punto di forza di un recupero, anche perché lì il confronto è  tra persone e non tra ‘narrazioni’, ‘racconti’, ‘immagini’ del grande  Paese che vogliamo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non basta. Servono altre due cose. Il  Pdl pullula di associazioni, anche di un certo peso e di buona  organizzazione. Bisognerebbe, allora, farsi interpreti di un  ‘ripensamento’ della politica, svegliando Catania e inserendone la  discussione pubblica in quella più ampia della nazione e dell’Europa.  Per farlo, non basta portare in città il capobastone nazionale, il più  delle volte un tizio che viene a decantare i suoi meriti e quelli del  potentato di turno a cui, anch’egli, si collega. Serve un coinvolgimento  ‘ideale’, che è poi quello che sta facendo la fortuna del Movimento 5  stelle di Beppe Grillo. E se si vedono i frutti in un partitello, perché  non dovrebbero vedersi in un grande partito? Insomma: perché essere  ancora di destra, nonostante Berlusconi e Fini e le loto scellerate  tattiche?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Armare la testa, armare la mano. E qui  bisogna pensare alla maggioranza in Consiglio comunale. Ora, non è detto  che regga, perché un punto fermo, in questi anni, è stato l’Mpa. Che – è  noto – si è schierato col Terzo polo. Ma è vero che il Pdl potrebbe  serrare i ranghi – se ancora ne ha. Più d’una volta, facedo la cronaca  delle sedute, abbiamo dovuto notare la mancanza di numero legale. Sì,  tutti i nostri consiglieri – nessun partito escluso – preferiscono far  altro, che non presentarsi lì dove hanno voluto essere eletti. Ma non  c’è dubbio che il Pdl potrebbe, presentandosi compatto, dettare tempi e  agenda, e scusate se è poco. Invece, più d’una volta s’è ridotto ad  essere rappresentato da&amp;nbsp;Carmencita Santagati, da Manlio Messina e da  Vincenzo Li Volsi, e qualche altro. È poco, senza scuse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine, un ultimo appunto. E forse il  più pesante. D’accordo: Stancanelli si ricandiderà, come del resto ha  detto (seppur in politichese) nelle sue dichiarazioni in Consiglio  qualche settimana fa. E si rincadideranno in molti a destra, dal Pdl a  Fli, senza tenere in debito conto la storia degli ultimi 20 anni. Rimane  da discuterne, però, la legittimità. Se davvero il Pdl non sarà più  l’azienda berlusconiana, soprattutto quelli che avevano già provato la  caserma finiana, dovranno rimettere tutto in discussione. Si devono  mettere in discussione. Ad oggi, la classe ‘anziana’ del centrodestra,  soprattutto la parte proveniente dall’ex Msi-An, ha responsabilità  difficilmente definibili, se non per mezzo di eufemismi. Ha lasciato  l’Italia senza una destra. E, soprattutto, ha lasciato l’Italia  malamente (in tutti i sensi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse urge, ormai, un cambio generazionale. Un sussulto di dignità dei vecchi, e un grido di arrembaggio da parte dei giovani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicatol'11 novembre 2011 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt; su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34983"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-826098320081575356?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/826098320081575356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=826098320081575356&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/826098320081575356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/826098320081575356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/11/ricostruire-il-pdl-il-caso-catania.html' title='Ricostruire il Pdl: il caso Catania'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5245459146020113124</id><published>2011-11-08T19:36:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T19:36:04.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio da post Stancanelli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio da post Stancanelli" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-07-19.29.29.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt; La scelta del ‘tronista’ &lt;strong&gt;Stancanelli &lt;/strong&gt;tiene  ancora banco al Consiglio comunale. Ieri sera l’assise ha affrontato la  questione più volte, e infine anche il presidente, &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt;,  ha dovuto giustificare la propria posizione, supportata dai capigruppo  della maggioranza, di permettere un intervento del primo cittadino senza  replica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All’inizio della fase delle comunicazioni &lt;strong&gt;Rosario D’Agata&lt;/strong&gt;  (Pd) aveva toccato ampi temi, che meritano l’apprezzamento di tutti.  Come non essere d’accordo col capogruppo Pd, quando chiede un minuto di  silenzio in memoria delle vittime di questa tragica settimana appena  conclusasi? Come non essere d’accordo con lui, quando fa presente che la  richiesta di &lt;strong&gt;Manlio Messina&lt;/strong&gt; (Pdl) e &lt;strong&gt;Gemma Lo Presti&lt;/strong&gt;  (La Destra-As), formulata nel penultimo consiglio, di devolvere un  gettone di presenza alle cure di Laura Salafia, non è divenuto ancora  operativa? Come, infine, non supportarlo nella sua battaglia, quando fa  notare che l’amministrazione comunale di Catania non si è costituita  parte civile al relativo processo? Su queste pagine lo abbiamo scritto  più di una volta: ne valeva del decoro della città e della vicinanza ad  una nostra cara ‘concittadina’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34804/2011-11-07-19-30-24" rel="attachment wp-att-34805" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-34805" height="192" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2011-11-07-19.30.24-300x192.jpg" title="2011-11-07 19.30.24" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Non  pacato il discorso di D’Agata, ma chi si sentirebbe di biasimarlo? Più  pacato, ma altrettanto forte nei contenuti, seppur di natura  squisitamente politica, quello del capogruppo Mpa, &lt;strong&gt;Salvo Di Salvo&lt;/strong&gt;.  Ricordiamo quando invitò l’amministrazione, or sono un bel po’ di mesi,  a rendere davvero funzionanti le muncipalità e funzionali al  decentramento. Come? Di Salvo detta la ricetta anche in questo  consiglio: 1) discutere le deleghe da trasferire e 2) fornire le  municipalità di risorse. Di Salvo fa sempre l’esempio della lampadina di  un lampione, che per essere cambiata deve occuparsene un ufficio  dell’amministrazione centrale. Davvero queste piccole cose non potrebbe  ricevere soluzione più immediata e (forse, e su questo bisogna fare  attenzione) più economica?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di tre parti, invece, l’intervento di &lt;strong&gt;Manlio Messina&lt;/strong&gt;  (Pdl). Innanzi tutto, il consigliere di maggioranza ha segnalato  all’amministrazione il buio in cui versa via Imperia, pericolosa non  sono per la viabilità, ma anche per i ragazzi del vicino liceo Lombardo  Radice che attendono il bus al buio (e senza controlli). Inoltre,  Messina ha sollevato il problema dei lavavetri, segnalando le soluzioni  adottate a Bologna e Firenze. Per ultimo, l’arringa contro il degrado di  via Garibaldi. E qui Messina lancia strali non solo contro l’assessore  al commercio, ma anche verso il comandante dei Vigili Urbani: gli agenti  stazionerebbero sotto il palazzo comunale, al fine di facilitare il  posteggio dei dipendenti e dei consiglieri. Insomma, sarebbero stati  degradati al ruolo di ‘posteggiatori’, quando nella vicina via, fino a  venticinque anni fa una delle zone più ricche del commercio cittadino,  si assiste a scene tipiche di una casba: motorini e bancherelle sui  marciapiedi, camion che scaricano a qualunque ora, macchine in doppia  file, ecc. Al problema della legalità in città, si ricollega anche Gemma  Lo Presti, ricordando come il gruppo consiliare de La Destra abbia  chiesto, mesi fa, un consiglio straordinario per discutere della  legalità in città, e ancora non calendarizzato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È con l’intervento di &lt;strong&gt;Francesco Navarria&lt;/strong&gt;  (Sg-Misto), che gli animi si accendono. Navarria non ha gradito lo  svolgimento delle comunicazioni del Sindaco. Soprattutto, ha ritenuto  lesivo della dignità del Consiglio il fatto che non è stato previsto  dibattito. E ha definito ‘fascista’ questo metodo e ‘complice’ chi lo ha  sostenuto. La replica di&lt;strong&gt; Carmencita Santagati&lt;/strong&gt; (Pdl)  non si è fatta attendere: non si sente offesa ad essere definita  fascista, perché il fascismo come il comunismo hanno fatto anche delle  cose buone. Quali? A Catania il palazzo di Giustizia. Più interessante,  però, la parte dell’intervento inerente la comunicazione del Sindaco.  Secondo la Santagati, Stancanelli poteva non dare spiegazioni in aula.  Se lo ha fatto, è stato proprio per rispetto all’aula. E poi,  l’opposizione non ha perso nulla: il sindaco ha avuto le telecamere, ma  le interviste in tv sono state appannaggio di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Valeria Sudano&lt;/strong&gt; (Pid)  non ha gradito neppure l’affermazione di Navarria, e ha fato parlare la  propria storia famigliare, ben diversa, com’è risaputo, da ogni  possibile influenza fascista. Tuttavia, la Sudano non si è fatta mancare  l’occasione di ben più corpose considerazioni. Quali possono essere,  per esempio, quelli sul piano commerciale, ancora non presentato, e dopo  che a luglio è scaduto il commissariamento da parte della Regione.  Quindi, ora che Catania potrebbe decidere da sé, ma pare che l’assessore  ‘non sia ancora pronto’. Inoltre, attenzione ad un altro  commissariamento possibile: quello sul piano regolatore. La Regione non  ha rispettato il protocollo europeo Vas, e questo rischia di inficiare  molti Prg già approvati. Quello catanese va rifatto, ma è bene informare  la Regione che le lungaggini sono dovute a questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il presidente &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt;,  infine, ha voluto precisare di non sentirsi ‘complice’ di alcun  misfatto, rispondendo a Navarria. La questione è ben altra: Stancanelli  poteva non rispondere in aula. Ma lo ha fatto, e lo ha fatto per ‘motivi  personali’: ciò non prevede un dibattito. Del resto – ha aggiunto  Consoli – c’è un antecedente: quando Bianco scelse tra la sindacatura e  il posto di ministro degli Interni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un Consiglio, dunque, molto ricco di temi, dove non è mancato un affondo del consigliere &lt;strong&gt;Vincenzo Castelli&lt;/strong&gt; (Misto) contro la retorica delle opposizioni e per una maggiore unità delle forze politiche.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa sera si continua.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 8 novembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34804"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5245459146020113124?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5245459146020113124/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5245459146020113124&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5245459146020113124'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5245459146020113124'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/11/consiglio-da-post-stancanelli.html' title='Consiglio da post Stancanelli'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5620162482398328970</id><published>2011-11-06T11:36:00.000+01:00</published><updated>2011-11-06T11:36:55.261+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Come uccidere la Fiera dei Morti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Come uccidere la Fiera dei Morti" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/fiera-morti.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Cominciamo con un po’ di nostalgia. Quando avevo l’età dei giocattoli,  la festività della commemorazione dei defunti sostituiva, quasi del  tutto, il Natale. I miei mi mandavano a letto, dicendomi che nonna Agata  – allora l’unica parente stretta ad aver lasciato questa valle di  lacrime – sarebbe venuta  a portami il regalo. Dovevo soltanto tenere  gli occhietti stretti stretti, e dormire fino al mattino. Poi, lo avrei  trovato da qualche parte, in casa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Era sempre il giocattolo scelto, la sera  prima, in una bancherella della fiera dei Morti, allora di stanza nel  centro fieristico della Plaia. Persi la mia ‘verginità’ molto presto:  una sera, quando con papà, mamma e sorella andammo a fare compere. Papà  mi prese in braccio, ed io, appoggiandomi sulla sua spalla, vidi che con  la sinistra teneva, ben nascosto (secondo lui) alla mia vista, il  triciclo qualche istante prima adocchiato. Mi tenni stretto il segreto  per anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Natale, di solito, i miei genitori  regalavano vestiti. Era per ‘i Morti’ che mia sorella ed io avevamo i  giocattoli. Il 2 novembre era una festa, e per un giorno l’anno mia  nonna non restava nel chiuso di quella lapide. Mi veniva a cercare, mi  pensava – pensava a me, tra i nipoti l’unico che di lei non avesse un  ricordo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora tutto va a rotoli. Le tradizione  pagane di un pugno di caproni sassoni invadono la mente dei bambini e  dei loro idioti genitori. Lo dico prima: educare è difficile. Per  questo, quando avrò figli, spero di usare il morbido metodo dell’olio ‘a  cannaletta’, per chi tra i miei putti oserà pararmisi innanzi col  cappello da maghetto o da streghetta. Olio, sì, olio – e che non vadano a  disturbare i vicini, chiedendo loro dolcetti come se non ne avessero a  casa: piuttosto, che concimino le loro aiuole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spero, tuttavia, che frattanto il  sindaco Stancanelli mi avrà dato una mano, rilanciando la tradizionale  ‘Fiera dei Morti’, che sembra ormai morta (e mi scuso per la ridicola  battuta). Qualcosa di meglio si poteva fare. Non è che uno ce l’abbia  con Stancanelli, e gli voglia sempre rompere le uova nel paniere. Però,  secondo lui è sensata l’operazione che si è fatta? Ecco, ricapitoliamo.  Nel 2009 la fiera è stata allestita nel parcheggio di via Santa Sofia.  Come la fai, ci sono sempre problemi, e questo è ovvio. Ma lì era vicina  la tangenziale, con la quale avevi collegata tutta la provincia, ad  esclusione dei paesi del Calatino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel 2010 un’altra novità: il parcheggio  di Fontanarossa. Entrata sulla stessa bretella che collega l’asse dei  servizi all’omonimo aeroporto, affollatissimo nei giorni di festa,  perché più di tre quarti dei siciliani fuori sede ritorna a casa,  soprattutto se vi è di mezzo un ‘ponte’. Non solo. La zona è di quelle  che offrono molti comfort: uno tra i tanti, quello di poterla  raggiungere in scialuppa, non appena dal cielo si riversano un paio di  gocce. Però il catanese, seppur abitante sul mare, pare non gradire  molto questa concorrenza del villaggio di Santa Maria Goretti a Venezia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, io lo so che il sindaco è stato  molto affaccendato, dovendo scegliere se restare nei piani alti della  politica, dove ormai pare stia crollando la maggioranza, o se onorare  ancora il glorioso impegno sul territorio. Guarda che fortuna: ha scelto  Catania! Però è troppo chiedergli di spostare la fiera, facendo così  due cose buone – evitare che i catanesi (provincia compresa) perdano  quel barlume di tradizione che ancora rimane, e i siciliani l’aereo?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non deve essere difficile capirne la  logica, soprattutto per uno come lui, che ha saputo dirimere l’annosa  questione dei Palazzi che se lo contendevano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 3 novembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34603"&gt;Catania&amp;nbsp; Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5620162482398328970?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5620162482398328970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5620162482398328970&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5620162482398328970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5620162482398328970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/11/come-uccidere-la-fiera-dei-morti.html' title='Come uccidere la Fiera dei Morti'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-1535614613971171907</id><published>2011-10-28T08:58:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T08:58:32.752+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Stancanelli ambiguo: ieri fumata nera, oggi sapremo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Stancanelli ambiguo: ieri fumata nera, oggi sapremo" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/picasion.com_eaa70120ad214c90ada83aae0d5d5fd8.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt; Giovanni Grillo si illudeva ieri, &lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34299"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;quando nell’editoriale&lt;/span&gt;,&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;  a proposito della riunione tra maggioranza e sindaco,  affermava che,  alla fine, ne avremmo saputo di più. La riunione c’è stata, ieri sera  dalle 18 alle 20, ma in realtà neppure i consiglieri di maggioranza  c’hanno capito nulla. Se ne sono tornati più confusi che persuasi,  essendosi trovati davanti uno Stancanelli che le decisioni, più che  averle prese, pareva volesse averle consigliate. Li ha ascoltati  paternamente, come colui che, stretto tra la Scilla del cuore e la  Cariddi della ragione (in questo caso, della ragion politica), non  volesse far torto a nessuno, spezzando con equità il pane alla mensa  della politica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di una cosa, però, si può essere sicuri:  i nodi vengono al pettine. Prima o poi. E vengono nel momento più  sbagliato, quando ogni strada pare portare in un vicolo cieco. Si dice  che quella che vorrebbe percorrere il Sindaco sia, ancora, quella che  conduce a Palazzo degli Elefanti (proprio ora, che il nuovo piano viario  del centro gli fa godere piazza Duomo!). E si dice che ci si siano  messi di mezzo il gatto e la volpe del Pdl, alias Maurizio Gasparri e  Ignazio La Russa, per condurre il nostro povero Pinocchio nella strada  della perdizione. La maggioranza, a livello nazionale, rischia di  sciogliersi come neppure la poca neve di qualche settimana fa sul  Mongibello, dopo le ultime folate di scirocco. Ed ecco perché ha bisogno  dell’intrepido sindaco catanese, il quale, suo malgrado, potrebbe anche  sacrificarsi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non dovrebbe essergli però troppo  gravoso. Uno ci pensa e fa mente locale. A Catania circolano i nomi di  possibili candidati a sindaco per il centrodestra: i ‘rottamatori’ non  ci sono solo nel Pd. È, inoltre, una piazza difficile la nostra città,  nella quale il povero avvocato di Regalbuto è stato paracadutato  nottetempo. Infine, ti accomodi sullo scanno di Palazzo Madama, che per  diversi aspetti (è necessario elencarli tutti e specificarne la natura?)  è assai più comodo di quello di sindaco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, il Pdl andrebbe alle urne in una  grande città in cui, bene o male, la maggioranza regge e fa qualcosa,  rischiando – perché ogni volta che si va ad elezioni si rischia qualcosa  – di perdere tutto, per difendere con gli ultimi giapponesi la  guarnigione governativa. Va be’, vuol dire che ci credono davvero che il  governo arriverà a fine mandato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però, è bene che Stancanelli non  commetta un grosso errore. Quel grande errore commesso anni addietro da  Enzo Bianco, poi da Scapagnini. E anche da Walter Zenga: preferire  Catania (anche quella calcistica) ad altro. I catanesi, gente tosta, non  perdono. Non è un caso che Musumeci faccia di tutto per essere presente  in Consiglio, nonostante l’incarico di sottosegretario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non commetta questo errore Stancanelli. Anche perché le prossime politiche potrebbero giocarsi sul filo delle preferenze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 28 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34344"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-1535614613971171907?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/1535614613971171907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=1535614613971171907&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/1535614613971171907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/1535614613971171907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/stancanelli-ambiguo-ieri-fumata-nera.html' title='Stancanelli ambiguo: ieri fumata nera, oggi sapremo'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-3169235843951363925</id><published>2011-10-28T08:56:00.001+02:00</published><updated>2011-10-28T08:59:01.322+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio, norme e polemiche</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio, norme e polemiche" height="244" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/comune.jpg" width="400" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Intervento pesante di Manlio Messina al Consiglio comunale di ieri  sera. E non è stato l’unico. Tu ti aspetti una seduta tranquilla  (alquanto), e invece capitano due cose inattese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32508/bonaccorsi-4" rel="attachment wp-att-32510" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32510" height="149" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/bonaccorsi--108x149.jpg" title="bonaccorsi" width="108" /&gt;&lt;/a&gt;La prima. L’assessore &lt;b&gt;Bonaccorsi&lt;/b&gt;  e il ragionerie generale chiedono la sospensione dell’atto deliberativo  inerente la gara per l’affidamento della gestione in concessione del  servizio di riscossione volontaria dell’entrata TARSU, della riscossione  coattiva delle Entrate Tributarie ed extra Tributarie: TARSU, ICI,  TOSAP/COSAP, ecc. Il motivo? L’interpretazione di una normativa non  molto chiara. Solo che, nei mesi scorsi, proprio l’amministrazione aveva  sollecitato una pronta approvazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Rosario D’Agata&lt;/b&gt;,  capogruppo Pd, non si fa sfuggire la cosa, sottolineando che la  normativa è del luglio scorso: ci vogliono 4 mesi per trovare questo (si  direbbe in termini informativi) ‘bug’ interpretativo? Tra l’altro,  l’amministrazione non ritira, ma vorrebbe sospendere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34210/zammataro-manfredi-5" rel="attachment wp-att-34282" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-34282" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/zammataro-manfredi-99x150.jpg" title="zammataro manfredi" width="99" /&gt;&lt;/a&gt;Nella sua replica, dopo che anche &lt;b&gt;Manfredi Zammataro&lt;/b&gt;,  a nome de La Destra-As, si è detto sconcertato, Bonaccorsi la dice  tutta: i primi in Italia a sollevare il dubbio siamo stati noi di  Catania. Dopo Pascal, anche Cartesio dunque! Ma ne nasce un battibecco  con D’Agata: l’assessore, nel suo intervento, rifila una staffilata al  capogruppo Pd, dicendo che un ‘avvocato’ dovrebbe sapere che i dubbi  interpretativi si sollevano col tempo. D’Agata è, appunto, avvocato e,  punto sul vivo, prende la parola è afferma: ‹‹Vorrei ricordare al signor  assessore che qui io sono in veste di consigliere››. Le coronarie del  ciceroniano oppositore reggono. Un po’ meno le gambe del Tremonti  nostrano, che si lascia andare sullo scanno con un’aria sconsolata.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma è sulle comunicazioni che il bello ha  da venire. Zammataro si congratula con le forze dell’ordine e con la  magistratura per l’arresto del boss Arena, e rilancia l’idea, avanzata  ormai da tempo, di un osservatorio della legalità, per mettere in ‹‹rete  tutte le associazioni antiracket e antimafia››. D’Agata, appena il  tempo di riprendere fiato, parte subito all’attacco: nella seduta del 14  settembre aveva già parlato dei problemi preventivabili del villaggio  S.M. Goretti con le prime piogge. E che si è fatto? Nulla. Bonaccorsi,  nella replica a nome dell’amministrazione, gliene darà atto di averlo  detto (ché poi Bonaccorsi è un bravo ragazzo!), ma, secondo gli uffici e  l’assessorato competente, si è trattato di un nubifragio di enormi  proporzioni, non facilmente gestibile comunque.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/29182/messina-6" rel="attachment wp-att-29183" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-29183" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/messina-99x150.jpg" title="messina" width="99" /&gt;&lt;/a&gt;Arriva il turno di &lt;b&gt;Manlio Messina (Pdl).&lt;/b&gt;  Due tipi di comunicazione: amministrativo, e quello che egli definisce  ‘istituzionale’. Partiamo col primo tipo. Intanto, la riduzione dei  parcheggi in piazza Verga, per far largo a posti ‹‹riservati››. ‹‹E poi  dicono che la ‘casta’ siamo noi consiglieri. Se ‘casta’ non ci deve  essere, non ci deve essere per nessuno››. Poi, una velina che già  circolava (e noi siamo stati gli unici a scrivere, seppure a fiaba):  durante i mondiali di scherma, il pranzo offerto dalla città ai  partecipanti viene spostato all’ultimo istante. Il luogo – villa  Manganelli – nel quale si doveva tenere viene chiuso, dopo ispezione da  parte comunale, per mancanza delle licenze idonee da parte del  ristoratore. Che – a detta del consigliere Messina – fino a qualche  giorno prima era socio in affari con il presunto mandante ‘assessoriale’  dell’ispezione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci si può immaginare che accade!  Polemiche a non finire, che avranno di certo un seguito. L’altro  argomento, dopo questo, che unisce l’intera assise, è la proposta,  avanzata dallo stesso Messina, di ‘tassare’ i consiglieri comunali per  contribuire alle spese sostenute da Laura Salafica, che da più di un  anno è costretta a sostenere gravose cure riabilitative fuori regione.  L’iniziativa avrà il supporto di tutti, dal Pd a La Destra. Piace  sottolineare quello che Messina ha aggiunto: ‹‹Laura ha dichiarato di  essere stata abbandonata. Io stesso – me ne assumo la responsabilità –  l’ho dimenticata. È venuto il momento di riparare, affinché questa  figlia della nostra città non si senta più sola››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parole di grande onestà, alle quali si  associano tutti i partiti. D’Agata, a nome del Pd, dichiara di essere  disponibile a collaborare nel miglior modo possibile. Invitando –  D’Agata non dimentica: benissimo, lo avevamo fatto notare proprio noi di  Catania Politica – l’amministrazione a costituirsi (cosa che ancora non  è avvenuta) parte civile nel relativo processo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Gemma Lo Presti &lt;/b&gt;(La  Destra) chiede che venga devoluto il prossimo gettone di presenza. Le  donne! Quante ne sanno le donne! C’è un motivo perché proprio la  prossima seduta – e così vi diamo un’anticipazione, cari lettori:  venerdì prossimo, 28 c.m, il Consiglio si radunerà per ascoltare le  dichiarazioni del sindaco Raffaele Stancanelli. Cosa rara di per sé,  figuriamoci dopo la sentenza che gli imporrebbe di scegliere tra la  sindacatura e lo scanno di Palazzo Madama.&amp;nbsp;‹‹Si presume ci sia più  gente›› afferma la ‘brava massaia’ Lo Presti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 27 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34291"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-3169235843951363925?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/3169235843951363925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=3169235843951363925&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3169235843951363925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3169235843951363925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/consiglio-norme-e-polemiche.html' title='Consiglio, norme e polemiche'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-7134164167125375618</id><published>2011-10-28T08:54:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T08:54:41.582+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Povertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio "sociale" a Catania</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio “sociale”" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/2011-10-24-20.46.32.jpg" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;Ieri  sera in Consiglio comunale l’assessore alla famiglia e alle politiche  sociale, il prof. Carlo Pennisi, ha descritto il progetto di riordino  del servizi sociali catanesi. Davanti ad un consesso non molto numeroso –  hai voglia ad aspettarlo! – ma comunque assai attento, Pennisi ha  ricordato, innanzi tutto, lo stato dell’assessorato al momento  dell’incarico, quando ‹‹la direzione mostrava parecchie difficoltà sotto  molteplici punti di vista››: dall’organizzazione del lavoro ai servizi  offerti, dal coordinamento dei vari centri territoriali alle diverse  responsabilità. Duecentoventi dipendenti (metà dei quali dislocati sul  territorio) e fondi complessivi per quasi cinquanta milioni di euro: i  numeri, insomma, di una enorme macchina burocratica, non sempre  efficiente, e assai difficile da gestire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34200/2011-10-24-20-18-16" rel="attachment wp-att-34201" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-34201" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/2011-10-24-20.18.16-300x225.jpg" title="2011-10-24 20.18.16" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;‹‹Ho  accettato l’incarico offertomi dal sindaco per senso civico›› ha  dichiarato Pennisi, ed ha poi precisato che il modello di riordino dei  servizi dovrà seguire le peculiarità del tessuto sociale catanese e le  specifiche esigenze di bilancio dell’ente: dunque non un modello  astratto, ma tagliato su misura della realtà cittadina. Questo al fine  di raggiungere quattro obiettivi. Innanzi tutto, rendere i servizi più  vicini alla famiglia, ottimizzando le risorse in un contesto nel quale  vanno decrescendo, mentre aumentano i bisogni. È a questo punto che  Pennisi traccia la linea che l’amministrazione vorrebbe seguire: un  servizio alla persona, senza che si trasformi in ‹‹dote›› per chi lo  riceve e per l’ente che lo eroga. Valorizzare il ruolo dei privati e  semplificare e unificare i procedimenti, infine, gli altri obiettivi da  perseguire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un punto, però, non può passare  inosservato: Pennisi afferma che l’amministrazione può fare tanto sì,  per valorizzare quello che fa (e deve fare) la Regione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34200/2011-10-24-20-19-36" rel="attachment wp-att-34202" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-34202" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/2011-10-24-20.19.36-300x225.jpg" title="2011-10-24 20.19.36" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;‹‹Bisogna  potenziare il governo dei servizi per uscire dalla frammentarietà degli  inteventi – ha concluso Pennisi – per approntare ad un modello unitario  di programmazione, che si rifletta su ciascuna area dei servizi e sia  da orientamento per la loro territorializzazione››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A voler leggere tra le righe della  lunghissima relazione, si potrebbe avere l’impressione che, più volte,  l’assessore abbia tirato in ballo la Regione, quasi a dire che, in fin  dei conti, quello che l’ente comunale fa è quel che può fare con i fondi  che arrivano&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma sarà, di certo, un’impressione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 25 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34200"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-7134164167125375618?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/7134164167125375618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=7134164167125375618&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7134164167125375618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7134164167125375618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/consiglio-sociale-catania.html' title='Consiglio &quot;sociale&quot; a Catania'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-7494408596573755467</id><published>2011-10-28T08:52:00.001+02:00</published><updated>2011-10-28T08:59:43.323+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Due domande sul caso di Laura Salafia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Due domande…" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/picasion.com_c5ee7d43586dc2636ac62c0b2e6f8ee6.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/b&gt;Ci  sono due cose, emerse dall’intervista a Laura Salafia, che mi sono del  tutto inspiegabili. Non si tratta del suo atteggiamento verso chi l’ha  ridotta in quello stato, perché, paradossalmente, questa è la cosa più  comprensibile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immaginiamo di essere al bar con gli  amici. Chi ha frequentato l’università, sa bene quale respiro di  sollievo dopo un esame finito. Stai parlando del più e del meno, quando  ad un tratto non ci capisci più nulla: sei a terra, il fiato corto, in  una pozza di sangue. Passano i mesi, e ci capisci sempre meno. Poi, hai  un barlume di lucidità: la tua vita non sarà più la stessa. Non perché  potresti non essere più autosufficiente come prima – potresti anche  ritornarlo ad essere. Il problema è che l’animo di un essere umano è più  fragile di quanto non si creda: noi proprio non ce la facciamo ad  accettare l’assurdo. E qui la cosa è ancor più assurda: un tizio che  scorazza in moto sparando, e tra tanti che potevano restare a terra,  proprio tu…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine, non tutti trovano il bandolo  della matassa che, essendo nascosto ben in profondità, non è neppure  tanto facile da scovare. Però Laura ce l’ha fatta, ha capito quale sia  la sua condizione, e sta lottando per superarla. Tanto di cappello,  signori!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimangono, però, due domande senza  risposta. Laura dice di voler tornare a Catania, nella sua Sicilia. Dice  di amare Catania, questa città che i tanti fighettari, col Suv del  paparino, snobbano e denigrano per sentirsi ‘cool’ agli occhi del resto  del mondo. Questa Catania ridotta ad essere una gallina, e peraltro  ormai spennata, da chi l’ha considerata una diligenza da assaltare. C’è  chi è fuggito, pur avendo avuto tutto: fuggito via, verso lidi più  remunerativi. Chi, invece, non ha avuto nulla, e quel poco che aveva gli  è stato tolto, vuole tornare per combattere qui la propria battaglia. E  allora ti chiedi: perché i più fieri di questo tricolore, di questa  bella isola, di questa incredibile città sono, innanzi tutto, coloro che  avrebbero qualche buona ragione per esserne schifati? Perché il  ‘patriota’ è il disoccupato, il disilluso, addirittura la vittima?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’altra domanda. Laura ha lanciato il  suo grido. Se non fosse stato per le persone che la amano… fermiamoci  qui! Ora, ritornando in questa terra, ha bisogno di tutto: una casa  adeguata, un’assistenza adeguata. In molti si sono detti disponibile ad  aiutarla: tutta gente che conta, tra l’altro. Ma la domanda è: perché  devono muoversi le telecamere, perché ci si ricordi che siamo tutti  ‘comunità’?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Voi, cari lettori, ve la prendereste con  le istituzioni, i politici, i potenti dell’Isola, ecc. Sì, ci può  stare. Ma io voglio essere più radicale: dov’è stata quella società  civile – dove ‘siamo stati’ tutti noi in questo tempo? – noi che ci  siamo indignati, che ci siamo dati appuntamento per manifestare, che  abbiamo organizzato la nostra rabbia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi – noi tutti – avevamo altro di cui ‘indignarci’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;E’ nato un comitato per sostenere &lt;b&gt;“Laura Salafia”&lt;/b&gt;,  promotore dell’iniziativa l’avvocato Carmelo Peluso. Laura tornera’ a  Catania per Natale. Fino ad oggi il peso per assistere e curare Laura  grava esclusivamente sulle spalle dei genitori che in 15 mesi non  l’hanno mai lasciata sola. Dal giorno della sparatoria, è rimasta  paralizzata, non muove nè gambe nè braccia. Laura ha bisogno di molte  cure. Tutti insieme, possiamo davvero aiutare Laura, versando anche un  piccolo contributo sul conto corrente: – &lt;b&gt;IT 85F01030 16918 00000 1267 714 – Salafia Laura presso Monte Paschi di Siena&lt;/b&gt;.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 24 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/34121"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-7494408596573755467?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/7494408596573755467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=7494408596573755467&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7494408596573755467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7494408596573755467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/due-domande-sul-caso-di-laura-salafica.html' title='Due domande sul caso di Laura Salafia'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5621219751021270815</id><published>2011-10-24T19:31:00.000+02:00</published><updated>2011-10-24T19:31:32.053+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Abolire le province. Ma come?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Abolire le province. Ma come?" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/05/regione-sicilia.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Le province si avviano ad essere abolite. Almeno in Sicilia, e secondo  un disegno di legge voluto dalla giunta regionale. La cosa, com’era  preventivabile, sta suscitando vaste polemiche, anche perché la lotta  politica nazionale non poteva non lambire le nostre coste – anzi,  proprio nelle nostre ha conosciute alcune sue fasi, e tre le più  cruente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non si è contro l’abolizione delle  province o a favore: oggi si pensa a colui che ne sarebbe artefice, tal  Raffaele Lombardo, alle sue ragioni, alle sue motivazioni, ai suoi  meriti e demeriti. Ma ci può essere anche un altro approccio: vedere se  la cosa funziona, e a quali condizioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Innanzi tutto, però, bisogna rispondere  ad alcune obiezioni. Solitamente, coloro che sono contrari ai tagli  degli organi rappresentativi (sia qualitativamente, come far scomparire  un’istituzione – in questo caso quella provinciale; sia  quantitativamente, come diminuire gli eletti di ogni ordine e grado),  temono che, con la buona ragione del risparmio, si mini la  rappresentatività e, con essa, la partecipazione all’istituto  democratico. Ora, chi afferma questo ha delle buone ragioni, e non vi è  dubbio che è un aspetto da tenere in conto. Tuttavia, siccome la  politica non scopre leggi fisiche valevoli su tutta la sfera del reale,  ma deve trovare soluzioni ai tanti problemi che nascono continuamente  dalla vita consociata, un discorso come quello precedente ha il limite  di non vedere quale sia la condizione attuale alla quale bisogna dare  risposta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La democrazia avrà tanti meriti, ma  rischia di aver il demerito di renderci più stupidi, se la si fa  diventare un valore, alla stregua di quelli inalienabili della persona  umana, e non la si guarda come un istituto del tutto umano. Con pregi,  dunque, e con profondi difetti. E il difetto di ogni regime – quale che  ne sia la natura – è che il potere finisce per essere un campo  gravitazionale in cui rientra tutto ciò che si muove e respira, e che  possa trasformarsi in consenso. A maggior ragione in democrazia, e  soprattutto nella malata (ma sempre meglio di niente) democrazia  italiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, se il disegno di legge, proposto  dalla Giunta regionale, ha un limite, è quello di non sfoltire ancor  più, lasciando che le fronde della macchina pachidermica della Regione  continuino a stormire. L’abolizione delle province è un buon inizio, ma,  da quel che pare, non si dovrebbe andare oltre. E questo no: non  possiamo permettercelo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre, la consociazione dei comuni  potrebbe avere effetti deleteri. Basti un esempio di consociazione  pregressa: i famosi Ato, che non spiccano per la loro efficienza, né  tanto meno per la chiarezza del proprio funzionamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna, dunque, fare attenzione. L’idea  non è malaccia, anzi. È come la renderemo qualcosa di più di un casto e  bel proposito che si deve temere. Possiamo – è vero – dare campo alle  aree metropolitane, ma in Sicilia significherebbe soltanto coinvolgere  le province di Catania e Palermo – a stento quella di Messina. Non si  risolverebbe molto. La soluzione è, invece, quella dell’abolizione di  tutte le province, evitando però che quel che buttiamo dalla porta, ci  entri poi di nuovo dalla finestra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 19 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33911"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5621219751021270815?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5621219751021270815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5621219751021270815&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5621219751021270815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5621219751021270815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/abolire-le-province-ma-come.html' title='Abolire le province. Ma come?'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-1788182264583110275</id><published>2011-10-19T07:18:00.000+02:00</published><updated>2011-10-19T07:18:47.392+02:00</updated><title type='text'>La Storia è una lavandaia</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:TrackMoves/&gt;   &lt;w:TrackFormatting/&gt;   &lt;w:HyphenationZone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:PunctuationKerning/&gt;   &lt;w:ValidateAgainstSchemas/&gt;   &lt;w:SaveIfXMLInvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:IgnoreMixedContent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt; 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float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-vcyR8SHZVgg/Tp5dnA2M_wI/AAAAAAAAAds/shBh9gdjNIo/s320/Lavandaia.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;La Storia umana è una lavandaia a servizio di Dio. Nel torrente degli eventi lava i pannicelli sporchi dei figli discoli del Signore. Tutti siamo figli discoli. Tutti sporchiamo il grembiulino della scuola o il vestitino della domenica, con macchie che si vedono – i più rozzi e i meno fortunati; con macchie che non si vedono – gli sventurati che non trovano maschere con cui coprirsi. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;Nessuno entrerà al banchetto regale se non mondato. Si inizia da qui. La Storia è una lavandaia, a volte un po’ sguaiata, ma che ben sa fare il proprio mestiere. Non ci sono panni che essa non lavi: quelli dei piccoli e quelli dei grandi; quelli dei ricchi e quelli dei poveri; quelli dei più buoni e quelli dei più cattivi. Tutti siamo, a seconda delle circostanze, più buoni di alcuni e più cattivi di altri. Nessuno sfugge. E non ci sono macchie che non vengano lavate. I novelli Trasimaco, che per il loro bieco utile sacrificano le speranze altrui, macellai che scannano e non si curano di insozzarsi col sangue del più debole, temano il giorno il cui verranno spogliati davanti al torrente e lavati di tutto capo. &lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;È solo questione di tempo: ciascuno di noi deve rendere conto del proprio vestito. Il Purgatorio inizia appena comincia la vita. La Storia ne è soltanto l’anticamera. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-1788182264583110275?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/1788182264583110275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=1788182264583110275&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/1788182264583110275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/1788182264583110275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/la-storia-e-una-lavandaia.html' title='La Storia è una lavandaia'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vcyR8SHZVgg/Tp5dnA2M_wI/AAAAAAAAAds/shBh9gdjNIo/s72-c/Lavandaia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6547074338157848754</id><published>2011-10-17T16:09:00.004+02:00</published><updated>2011-10-17T21:02:06.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensiero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RECENSIONI'/><title type='text'>La crisi del liberalismo e l'Occidente scristianizzato</title><content type='html'>&lt;h1 style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://mondodomani.org/dialegesthai/agp01.htm"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-6URJRby_Ppo/Tpw2vmrbvXI/AAAAAAAAAdc/bjN8gRPd314/s1600/Dialeghesthai_testata.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Rec. a&lt;i&gt; &lt;/i&gt;Marcello Pera, &lt;i&gt;Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica&lt;/i&gt;, Milano, Mondadori, 2008, pp. 196.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia non ci sta risparmiando interrogativi. Ieri, interni alle  mura di quel che fu il presunto (e a volte presuntuoso) «Mondo libero», e  dal 2001 ad oggi a livello planetario. Perfino il placido &lt;i&gt;Mare Nostrum&lt;/i&gt;  è tornato a ribollire, mentre l'Unione Europea si mostra sempre più  indecisa (quando non addirittura sfacciatamente impreparata)  nell'affrontare sfide che, nell'affermazione di uno Stato unitario, sono  di capitale importanza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Torna utile, allora, rileggere i tre corposi capitoli, preceduti da  una lettera di papa Benedetto XVI, che Marcello Pera ha mandato in  stampa qualche anno fa col titolo di &lt;i&gt;Perché dobbiamo dirci cristiani&lt;/i&gt;.  Lavoro che, riprendendo Croce (anche se marginalmente), si oppone  all'apostasia del cristianesimo di cui ormai ci si farebbe vanto in  Europa. Un'opposizione che, partendo dalla condizione «del laico e  liberale che si rivolge al cristianesimo per chiedergli le ragioni della  speranza [vuole] riaffermare una fede (altra espressione appropriata  non c'è) in valori e princìpi che caratterizzano la nostra civiltà» (pp.  4-5).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'analisi prende avvio dalla questione su cosa sia il "liberalismo",  il quale, peraltro, non godrebbe di buona salute (difficile dar torto a  Pera): se mai è esistita una stagione in cui, e nella pratica e nella  teoria, il liberalismo abbia mostrato una sola sfaccettatura, questa non  è proprio la nostra. E tuttavia, nonostante quella che Pera definisce  una vera e propria «crisi», i liberali di ogni epoca e specie si sono  trovati a concordare sul fatto che 1) gli uomini sono liberi e uguali  per natura, e che 2) uguaglianza e libertà sono antecedenti all'uomo e  alle strutture sociali nate per garantirle.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Proprio su quest'ultimo punto la tesi di Pera sarebbe da discutere.  Dal liberalismo di Croce all'interpretazione di Gentile, maturata  all'interno di una revisione del liberalismo che si imponeva in Italia e  non solo, e non escludendo il pensiero di Luigi Sturzo, l'aspetto  comunitario ha una sua rilevanza. La &lt;i&gt;polis&lt;/i&gt; è il luogo dove si  danno le garanzie della persona, perché la persona, innanzi tutto, non è  una monade. Ovviamente, non è neppure totalmente aperta alla sintesi  con l'altro, ma senza di questi sarebbe mero individuo, e l'individuo  imporrebbe di spiegare la nascita dello spazio intersoggettivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò non significa, tuttavia, che la tesi esposta da Pera non sia ben  giustificata. Significa, invece, che proprio partendo da una  interpretazione più ampia del liberalismo, lo scopo finale sarebbe stato  raggiunto con più facilità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-vx3j9iU33S4/Tpw21dUh0JI/AAAAAAAAAdk/BJuyKAxTttM/s1600/marcello-pera1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-vx3j9iU33S4/Tpw21dUh0JI/AAAAAAAAAdk/BJuyKAxTttM/s320/marcello-pera1.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad ogni modo, secondo l'ex presidente del Senato italiano la storia  si è mostrata alquanto restia a confermare quest'ottimismo di fondo, e  la religione non solo non si è piegata ai costrutti politici, ma a volte  è stata anche motivo di divisione (ovviamente, verrebbe da dire:  proprio perché il liberalismo, così ricostruito, non tiene conto della  dimensione comunitaria).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A far quadrare i conti, dunque, ci si sono messi -- possiamo dire -- &lt;i&gt;contabili&lt;/i&gt;  di tutto rispetto come Rawls con la sua «autosufficienza del  liberalismo»; Habermas col suo «patriottismo costituzionale», e Rorty  che, tanto per non indugiare troppo, ha proposto di eliminare uno degli  addendi, cioè la religione, dal libro mastro della sfera pubblica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passando in rassegna le varie «equazioni» -- da quella negativa,  secondo la quale lo stato liberale è laico, nel senso che non è  giustificato secondo credenze religiose; a quella per cui lo stato  liberale includerebbe la religione nella sfera privata (si chiede Pera:  chi è autorizzato a tracciare il confine tra pubblico e privato? Si può  chiedere di dismettere la fede come si fa con un abito? Ma ci sarebbe  anche da chiedersi: come si può &lt;i&gt;dicotomizzare&lt;/i&gt; la vita del  concreto individuo, che va a messa e va poi a votare?) -- giunge  all'«equazione laica» che vuole lo Stato fondato su termini, se non  opposti, quanto meno diversi dalla fede: lo Stato liberale così, pur di  non abbracciare la fede dei Padri del liberalismo, finisce per sposare  la religione della laicità, che non è proprio quello che volevano Locke,  Kant, Jefferson.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure questa laicità, che dovrebbe essere il collante minimo  dell'Unione e sulla base della quale si sono scritti i trattati e le  bozze della costituzione europea, non infiamma i cuori degli europei:  Pera traccia i vari fallimenti di questo cammino nel secondo capitolo.  Quindi, l'analisi continua affermando che non solo nessuno sa chi siano  gli europei, ma neppure come si faccia l'Europa. È quello che nel libro  viene definito come &lt;i&gt;paradosso dell'identità europea&lt;/i&gt;: «poiché i  "princìpi" e i "valori indivisibili e universali" di cui parla la Carta  trascendono, per definizione, qualunque collocazione storico-geografica,  e poiché i diritti che discendono da tali princìpi e valori si  riferiscono agli individui in quanto individui, cioè indipendentemente  dal loro essere cittadini di questo o quello Stato, ne consegue che la  Carta europea, in quanto basata su princìpi, valori e diritti  universali, è una carta &lt;i&gt;cosmopolita&lt;/i&gt;, cioè ha come referente l'intera umanità» (p. 77).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il problema nasce, però, non dal fatto che manchino idee concrete  sull'identità, ma che ne manchino su come giustificarne una piuttosto  che un'altra: è stato abolito, in Europa, il comparativo di maggioranza:  «migliore di... » non si può più dire, è &lt;i&gt;politically uncorrect&lt;/i&gt;.  Contro di esso hanno lanciato i loro strali il relativismo ormai  dominante e il multiculturalismo, che ne è la versione pratica e  sociale. Non possiamo giudicare, perché ogni cosa ha la sua cornice, e  si giustifica solo all'interno di questa. Siamo passati, nota Pera,  dall'universalismo kantiano al relativismo culturale (ma non si tratta  forse di storicismo?) dei vari Hegel, Harmann, Jacobi, Heder, per finire  -- meglio, per schiantarci contro il soggettivismo, lo scetticismo, il  nichilismo e il decostruzionismo di stile nicciano. Ma se due dottrine  non si possono comparare, non si può dire neppure che siano uguali. E  allora in base a cosa scegliamo? In base a quello che più ci aggrada: il  resto del mondo deve accodarsi. E così l'universalismo individuale di  Kant, che faceva nascere la legge universale dalla persona concreta, è  stato prima soppiantato dall'individualismo utilitarista di Stuart Mill,  e questo, a sua volta, dal prometeico andazzo dei nostri giorni, che si  esprime secondo i suoi comandamenti: «a) Non esiste alcuna legge morale  universale, né religiosa né laica. b) Nel mondo liberale (occidentale),  vale il principio del &lt;i&gt;rispetto delle libere scelte di valore degli individui&lt;/i&gt;»,  i quali però li fanno valere anche nella sfera pubblica, perché è allo  Stato -- uno Stato divenuto sempre più paternalistico -- che chiedono il  riconoscimento dei loro orientamenti sessuali o della loro concezione  circa la vita e la morte. A questo punto verrebbe da opporre la  questione prima esposta: un liberalismo più comunitario, non sarebbe una  risposta più fondata? Se il fondamento è rappresentato dalla libertà  individuale, e non da quella che ci permettiamo di definire &lt;i&gt;personale&lt;/i&gt;,  come opporre poi validi argomenti a chi vede lo Stato come entità  distinta da sé e chiede all'altro di accomodarsi alle sue inclinazioni?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per Pera il multiculturalismo non è una risposta alle sfide  dell'attuale società globalizzata, e tanto meno un modo per integrare  meglio le altre culture nella nostra, soprattutto quella islamica.  L'Europa che ha concesso più di quanto fosse lecito concedere ad usi e  costumi non autoctoni, non li ha menomamente integrati, anzi. Londra è  piena di ghetti, le &lt;i&gt;banlieue&lt;/i&gt; francesi sono andate in fiamme, e nei Paesi Bassi ci sono quartieri dove si è tentato di introdurre la legge islamica (&lt;i&gt;sharia&lt;/i&gt;):  non abbiamo creato una sola comunità, ma tante piccole comunità, che  prima o poi entrano in conflitto. «Concedere o non concedere diritti di  gruppo dipende dalla &lt;i&gt;qualità&lt;/i&gt; dei diritti richiesti, dalla loro  conformità ai diritti fondamentali garantiti ai cittadini nella società  ampia. Se i gruppi rispettano i diritti fondamentali, quei costumi sono  ammessi, se no sono banditi. Nella società liberale, primari sono gli  individui, non la società [...] per i liberali, vale la regola che  violare i diritti fondamentali è &lt;i&gt;sempre&lt;/i&gt; una violazione sull'uomo, mentre violare diritti di gruppo è &lt;i&gt;talvolta&lt;/i&gt; una promozione dell'uomo» (p. 117).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma se la tradizione europea è stata forgiata dal cristianesimo,  accettare questa tradizione significa convertirsi? «La risposta è: una  conversione &lt;i&gt;religiosa no&lt;/i&gt;, una conversione &lt;i&gt;civile sì&lt;/i&gt;» (p. 121).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui sta il grande merito, ma anche la profonda contraddizione  dell'analisi di Pera. Con buona pace di chi ha bollato questo  argomentare come «ateismo devoto», non possiamo rimescolare le carte  della nostra partita: nella formazione di ogni individuo, nel suo farsi  persona, nel suo universalizzarsi sempre più, entra in gioco -- in un  gioco dialettico -- l'esperienza di milioni di uomini, vissuti prima di  ciascuno di noi, che si è fatta istituzione, diritto, filosofia,  educazione. Sia o no Gesù di Nazareth il «Figlio del Dio vivente», la  sua esperienza storica e la sua dottrina hanno influito enormemente su  uno spazio geografico ben preciso definito Europa. Uno spazio in cui  milioni di uomini hanno interagito, scambiandosi vicendevolmente la loro  esperienza di vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sappiamo cosa saremmo stati senza cristianesimo, e forse, come  già insegnava Ricoeur, non ha neppure senso chiederselo. Chi accetta la  nostra storia non si converte al suo motore, ma si inserisce nel suo  flusso. «Sta a lui l'onore di tradurre i contenuti di quella Carta [in  questo caso, quella di Nizza del 2000, ma ciò vale per qualsiasi altra  carta costituzionale] nel vocabolario della propria cultura di origine, o  questa in quella». &lt;i&gt;Traduzione&lt;/i&gt;, dunque. Eppure, quando Pera ha  affrontato la «clausola condizionale» di Rawls e la «riserva  istituzionale di traduzione» di Habermas, due modi di ammorbidire  «l'equazione laica» permettendo di tradurre in linguaggio razionale le  proposte della fede (p. 29), non è parso assai convinto di questa  possibilità, e ciò malgrado il cristianesimo -- il cattolicesimo in modo  particolare -- si presti a questa soluzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dall'opera appare chiaro, seppur l'autore non giunga ad esplicitare  questa tesi, che contro la religione dei «Padri» è in corso una feroce  guerra, il cui fine non è quello di negare ai cristiani il loro diritto  di essere «chiesa»¸ né a quella di Roma di avere un proprio corpo  dottrinale. Questo sarebbe, in fin dei conti, un bieco anticlericalismo  già sperimentato, e già superato nei settori più smaliziati della  cultura cosiddetta «alta».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La vera guerra la si muove contro la pretesa della «Chiesa» di dire  la verità in campo politico come economico, antropologico come  metafisico. Una pretesa che, se fosse avanzata secondo i pur legittimi  schemi del fideismo, non susciterebbe tanto clamore né la mole di  pubblicazioni apologetiche di un ateismo peraltro a volte grossolano. È  che il secolarismo dogmatico si sente minacciato proprio in quella  conquista che dà la cifra della sua esperienza: non potendo annichilire  il Fondamento, ha preferito svuotare di senso l'esperienza che l'uomo ne  fa. Non è un caso che la «morte di Dio» è un «evento» che giunge a  coscienza solo dopo l' «annuncio» del profeta Zarathustra. La ragione  umana, in questo caso, è usata nella sua polarità negativa: non  costruisce, bensì de-costruisce. E, nel de-costruire, cancella la fitta  rete di legami intersoggettivi da essa già creati. Eppure, nessun  «annuncio», quale che ne sia il contenuto, anche il più de-costruttivo,  può di fatto giungere ad annientare le strutture semantiche che ne  garantiscano la comprensibilità e, in ultima analisi, lo spazio della  sua accoglienza. Su questa contraddizione interna ha giocato Joseph  Ratzinger, da pontefice della Chiesa, in due suoi contestatissimi,  quanto efficaci discorsi: quello di Ratisbona, il 12 settembre del 2006,  e quello -- mai potuto pronunciare -- della Sapienza, il 16 gennaio del  2008.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pera ha piena coscienza delle profonde contraddizioni vissute oggi  dall'Occidente, ed ha anche chiare alcuni soluzioni. Ma non tutto  risulta ben fondato: p. e., lo spazio comunitario reclamato dalle &lt;i&gt;culture immigrate&lt;/i&gt;  non può essere considerato, in via di principio, meno importante di  quello in cui si innesta. Non esistono, infine, culture e spazi  storico-geografici, ma uomini in carne ed ossa che interagiscono.  Davanti a tutto questo, non possiamo rivendicare la libertà  dell'individuo in un capitolo, e passare allo scontro di &lt;i&gt;spazi&lt;/i&gt; nel secondo. E nel terzo non possiamo rivalutare quei &lt;i&gt;ponti&lt;/i&gt;  della ragione, che nel primo avevamo considerato meno importanti di una  mitologica (se non ben analizzata) dimensione storico-culturale data.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se, poi, l'assunto è che il Cristianesimo ha costruito il nostro &lt;i&gt;mondo&lt;/i&gt;  perché la sua «rivoluzione» (giuste le parole di Croce) ha condotto  alla libertà individuale, mentre nessun'altra religione potrà mai farlo  (e ben che meno l'Islam), ciò non appare ben giustificato. Nessuno  potrebbe escludere, allora, che le derive di oggi non siano conseguenze  (per quanto assurde) di quella «rivoluzione cristiana», e dunque semi  piantati già al delimitarsi dell'orto, che ora appare appestato dalla  gramigna. Né, una volta trasformata la dimensione individuale in  sociale, si vede perché quella altrui non possa godere del medesimo  riconoscimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono, questi, nodi che Pera non può sciogliere, perché mentre ha ben  capito che il problema è rappresentato da un certo liberalismo,  dall'altro non riesce completamente ad affrancarsi dalla propria  formazione. Che non gli fa vedere, innanzi tutto, un altro liberalismo.  E, inoltre, non gli fa trovare l'unico perno su cui avrebbe potuto  poggiare molte delle sue pur condivisibili intuizioni: la persona.&lt;/div&gt;&lt;h1 style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Antonio Giovanni Pesce. «Recensione a Marcello Pera, &lt;i&gt;Perché dobbiamo dirci cristiani. Il liberalismo, l'Europa, l'etica&lt;/i&gt;». &lt;cite&gt;Dialegesthai. Rivista telematica di filosofia&lt;/cite&gt;  [in linea], anno 13 (2011) [inserito il 20 luglio 2011], disponibile su  World Wide Web: &lt;http: dialegesthai="" mondodomani.org=""&gt;, [16 B], &lt;acronym&gt;ISSN&lt;/acronym&gt; 1128-5478.&lt;/http:&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;http: dialegesthai="" mondodomani.org=""&gt;&amp;nbsp;&lt;/http:&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6547074338157848754?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6547074338157848754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6547074338157848754&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6547074338157848754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6547074338157848754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/la-crisi-del-liberalismo-e-loccidente.html' title='La crisi del liberalismo e l&apos;Occidente scristianizzato'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6URJRby_Ppo/Tpw2vmrbvXI/AAAAAAAAAdc/bjN8gRPd314/s72-c/Dialeghesthai_testata.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4485860052771087482</id><published>2011-10-17T15:59:00.003+02:00</published><updated>2011-10-17T16:01:03.172+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Le colpe dei padri non cadano sui figli. Ovvero perché il Consiglio comunale continua a saltare</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Le colpe dei padri non cadano sui figli. Ovvero perché il Consiglio comunale continua a saltare" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/picasion.com_35caa3ead9e07798a8d71b5040c63cd6.gif" width="400" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/b&gt;Parlare  del Consiglio comunale, saltato ieri sera per l’ennesima volta, e fare  l’esempio del ‘nostro’ campione mondiale di schema, Paolo Pizzo,  potrebbe sembrare inopportuno. Nel mondo del successo catodico (una  volta, ora al plasma), la politica sembra – con qualche ragione, a dire  il vero – la pedana degli sfigati, dove salgono quelli che, a scuola,  erano ritenuti svogliati, tanto per non dir loro di peggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Eppure, se come nazione stiamo perdendo  la partita del futuro, è proprio perché per anni, come politico attivo  che come passivo, come eletto e come elettore, l’italiano è stato  alquanto svogliato. Chiedete a Paolo che vuol dire salire in pedana. È  uno sforzo spirituale, prima che fisico. Significa caricarsi di tutte le  aspettative degli altri (e su queste, alla fine, si può anche  sorvolare), ma significa anche farsi carico di una scelta di vita.  Significa dare un senso a giorni, a mesi, ad anni di formazione.  Significa darsi un obiettivo, e avere il coraggio di perseguirlo. È  quando si sale sulla pedana che si è già vincitori: le medaglie possono  non venire, perché, infine, quel che si guadagna non è una vittoria, ma  la formazione continua del proprio carattere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Paolo Pizzo ha dedicato questa medaglia –  io vorrei però dire: questo esempio – al catanese, che ogni giorno  combatte la sfida ‘per farcela’. Una sfida – sia permesso – più  importante di quella di un mondiale, perché è la sfida della Vita.  Catania non ce la può fare senza il suo consesso civico. Piaccia o no,  la democrazia è questa, e i signori consiglieri, che tanto reclamano  considerazione e rispetto da parte della Giunta, devono poi sapersi  meritare sul campo quello che chiedono, con tanta insistenza, dallo  scranno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera il Consiglio è saltato per  l’ennesima volta nel giro di ventiquattr’ore. Perché? Appunto, ce lo  chiediamo anche noi. Si discuteva dei debiti fuori bilancio. Fra le  dichiarazioni più dure, quella del consiglierie Francesco Navarria (Sg),  che ha affermato come il fatto sia ‹‹gravissimo›› e ha richiamato  l’attenzione sulla ‹‹chiara responsabilità politica della maggioranza e  dell’amministrazione››. Come del resto dichiarato nella seduta di  mercoledì sera, per Navarria il problema nasce dal fatto che questi  ottantasei debiti non vogliono essere discussi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma perché non discuterli? Uno può  immaginare che dipenda anche dal contesto. È bene ricordare che solo  qualche giorno fa, proprio su questioni di bilancio eccetera, il giudice  monocratico del Tribunale di Catania ha condannato l’ex sindaco  Scapagnini e buona parte dei suoi più stretti collaboratori. Non è un  caso – lo scrivevamo ieri – che Pennisi, nel suo intervento in aula,  mettesse in rilievo come una buona parte di queste spese non siano state  effettuate dall’attuale giunta. Insomma, Stancanelli &amp;amp; Co. non  vorrebbero addossarsi colpe – secondo talune voci – che non hanno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma perché non assumersi la  responsabilità dell’operato della scorsa stagione politica, quando  l’albero è sempre lo stesso o quasi? Stancanelli non è forse dello  stesso partito dell’allora sindaco Scapagnini? Anche per questo c’è una  spiegazioni, secondo le voci che gironzolano attorno a Palazzo degli  Elefanti – a maggior ragione ora, che si affaccia sull’isola pedonale di  piazza Duomo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stancanelli potrebbe ricandidarsi. O  minacciare di farlo, per aprirsi la strada ad altro. Forte di qualche  risultato, seppur contabile, l’avvocato di Regalbuto non ci terrebbe (e  chi di noi sarebbe disposto a farlo?) a lasciar cadere così, di punto in  bianco, un’esperienza difficile come quella di aver preso Catania  sull’orlo del dissesto finanziario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza, però, voler fare della  dietrologia, bisognerebbe mettersi nei panni dell’attuale maggioranza:  c’è davvero interesse a discutere ogni capitolo di spesa? Per fare cosa,  del resto? Per offrire all’opposizione la possibilità di stimmatizzare  il malgoverno passato. E da qui alla connessione, anche solo politica,  col presente, il passo sarebbe assai breve. Insomma, non solo ripianare,  ma anche discolparsi degli avallamenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficile che la maggioranza accetti di  essere messa in croce a causa di colpe pregresse. E, del resto, pochi in  quelli scanni hanno voglia di difendere l’indifendibile. L’opposizione,  dal suo canto, non vuole perdersi la ghiotta opportunità (e chi  potrebbe darle torto?) di porre l’attenzione sulla presunta ‘incapacità’  amministrativa di ‘tutto’ il centrodestra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, la storia qui è lunga. Chissà  quanto tempo dovrà ancora passare, prima che a Catania sia data la  possibilità di salire in pedana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 14 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33717"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4485860052771087482?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4485860052771087482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4485860052771087482&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4485860052771087482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4485860052771087482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/le-colpe-dei-padri-non-cadano-sui-figli.html' title='Le colpe dei padri non cadano sui figli. Ovvero perché il Consiglio comunale continua a saltare'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8557142429958154097</id><published>2011-10-17T15:57:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T16:01:37.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Tutti fuori. I debiti del bilancio e i consiglieri comunali</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Tutti fuori. I debiti del bilancio e i consiglieri comunali" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/picasion.com_a04bc6f40c65fd724d7624bf5a9fd063.gif" width="400" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Debiti fuori bilancio al Consiglio comunale. E fuori dal Palazzo la  gran parte dei consiglieri – almeno all’inizio, tant’è che il presidente  Marco Consoli ha sospeso la seduta. Ripresa un’ora dopo, sarà sospesa  dopo un’ora –  sarà un gioco di parole, ma così è andata – per mancanza  di numero legale. Si ricomincia questa sera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto, però, l’assessore alla Famiglia  e alle Politiche Sociali Carlo Pennisi ha illustrato gli atti  deliberativi. Secondo Francesco Navarria (Sg) lo ha fatto male,  essendosi limitato ad una breve introduzione, e rimandando all’ing.  Corrado Persico, responsabile della direzione competente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹Si tratta di debiti fuori bilancio già  saldati››, esordisce l’assessore, invitando il Consiglio ‹‹a prenderne  atto››. Proprio su questa espressione si aprirà una dura querelle:  prenderne atto o atto dovuto? La registrazione non lascia adito a dubbi:  l’assessore aveva affermato che si trattava di debiti ‹‹già saldati a  norma  della lettera a) dell’art. 194 del testo unico sugli enti  locali››, e chiedeva al Consiglio di ‹‹prenderne atto››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Più interessante politicamente è quel  che dice dopo. Pennisi fa due distinzioni molto velate, ma indicative di  quel che si sta muovendo nella ‹‹Tana del lupo››. Innanzi tutto, degli  ottanta e rotti atti proposti, Pennisi pone l’attenzione sui trentasei  dell’attuale amministrazione. Inoltre, in quelli relativi al  ‹‹ricovero›› (cioè assistenza in comunità) dei minori con problemi, sono  debiti relativi al 2004, a causa di un mancato rimpinguamento del  capitolo di bilancio. Comunque – ecco l’altra frecciatina – dal 2008 non  se ne sono fatti più in questo versante. Perché? Perché  l’amministrazione (Stancanelli, mica Scapagnini) ha provveduto con fondi  adeguati a coprire il reale fabbisogno, del resto poi rimborsato  all’80% dalla Regione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Saro D’Agata, capogruppo Pd, e Francesco  Navarria hanno tentato di far saltare il tappo, anche sulla scorta  della sentenza con cui il giudice monocratico del Tribunale di Catania  ha condannato a 2 anni e 9 mesi di reclusione per falso in bilancio l’ex  sindaco e attuale parlamentare nazionale Umberto Scapagnini, l’ex  ragioniere Vincenzo Castorina e tanti assessori del tempo. Perché i  debiti di cui parla Pennisi non sono stati pagati subito? Perché si è  andati a giudizio, con un conseguente aggravio economico dovuto alle  spese processuali e agli interessi? Perché la partita non è stata chiusa  subito?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹Non c’erano i soldi, mi risponderete –  urla in aula D’Agata – ma se un ente non può pagare, si sa qual è la  strada. La sappiamo tutti cosa prevede la legge››. Prevede il dissesto –  ecco il punto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹Il problema è politico – risponde  Pennisi – A questo aspetto si deve guardare. Ci penserà la Corte dei  Conti a decidere se sono state rispettate, come io credo, le procedure.  Quello che si deve qui vedere è come sono stati utilizzati questi soldi.  Sono stati utilizzati, in questi 37 atti, per dare ricovero a dei  minori››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 12 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33677"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8557142429958154097?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8557142429958154097/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8557142429958154097&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8557142429958154097'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8557142429958154097'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/tutti-fuori-i-debiti-del-bilancio-e-i.html' title='Tutti fuori. I debiti del bilancio e i consiglieri comunali'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-2044937632374908549</id><published>2011-10-17T15:53:00.002+02:00</published><updated>2011-10-17T16:00:35.524+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Sondaggione catanese: un primo sguardo al termometro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Sondaggione: un primo sguardo al termometro" height="152" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/termometro-gif.gif" width="400" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/b&gt;Vabbé,  lo si era capito: Stancanelli si ricandida. O, quanto meno, farà di  tutto per ricandidarsi. E non è che a dirlo sia il Pd, che lo ha  accusato di aver organizzato riunioni (pre)elettorali con dipendenti  comunali. Lo dicono alcune cose: lo sgombero di Palazzo di Cemento, il  nuovo piano viario del centro – tutte cose tanto chic che sono piaciute  alla Catania Bene. E la lotta all’abusivismo commerciale, i fondi  stanziati per l’edilizia scolastica, e quel risanamento dei conti che  tutti, a furia di rimproverarglielo, hanno fatto diventare il suo punto  di forza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, bisogna vedere se Stancanelli  riuscirà mai a capitalizzare questi (più o meno discutibili) risultati:  non ha un grande fascino, e fino ad oggi è stato arroccato nel suo  palazzo. Politica non è solo amministrazione, ma anche partecipazione. E  lui la vita della città la vive poco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché è importante questo? Perché si può registrare dal&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33274"&gt; nostro sondaggio&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;  un certo andamento, almeno per ora: parecchi delusi e molti scollati,  lontani da logiche partitiche. Lì dove il partito vale, però, sarà un  vero problema. Mettiamo che il nostro sondaggio fotografi un andamento  in modo grossolano, ci rendiamo conto di quel che i numeri dicono?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Pdl&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Fli&lt;/b&gt;  non andrebbero mai uniti ad elezioni. E, pur non essendo così sciocchi  da non sapere come vadano queste cose, è difficile ipotizzare anche un &lt;b&gt;Terzo Polo&lt;/b&gt;: l’&lt;b&gt;Mpa&lt;/b&gt;  è in una maggioranza su cui il rappresentate Fli nell’assise comunale,  Puccio La Rosa, ha scagliato durissimi attacchi. Non solo, ma non è dato  sapere l’anatomia dell’&lt;b&gt;Udc&lt;/b&gt; cittadino. Quindi, fare  supposizioni è, quanto meno, rischioso, se non addirittura errato. Però,  c’è un fatto: quell’area ‘non-di-sinistra’ ha un certo peso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da notare l’ottimo risultato di&lt;b&gt; Forza Nuova&lt;/b&gt;.  Che, tra l’altro, a Catania si muove bene per le strade e i quartieri  meno abbienti, dove non trovi nessun altro oltre la Caritas, i centri  sociali di sinistra, e appunto i ragazzi di Fiore. Le tre culture del  ‘900, che rimangono forti anche in questo secolo post-politico:  cattolica, comunista e nazionalpopolare (in Italia, fascista).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il centrosinistra avrebbe &lt;b&gt;Sel&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Scelta Giovane&lt;/b&gt;,  ormai chiaramente col Pd in area Bianco. I primi due stanno andando  maluccio, soprattutto il secondo se confrontato coi risultati di sei  mesi fa. Si potrebbe azzardare – ma lo sappiamo: è un azzardo – che ai  ragazzi di Sel non piacciono le cravatte dei ragazzi di Sg, e a questi  la kefiah di quelli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il&lt;b&gt; Pd&lt;/b&gt;: ecco una novità.  Solitamente, il Pd in rete non se lo fila nessuno, ad esclusione di  qualche elettore/dirigente, che in segreteria tiene la linea, e fuori si  sfoga con sfottò degni del miglior Moretti. Questa volta il Pd macina  consensi, segno che il partito di Bersani comincia ad uscire dalla  sindrome del perdente (e che qualcuno lo vede come un’alternativa).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un ultimo appunto: Il &lt;b&gt;Pid&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;La Destra&lt;/b&gt;,  che vanno molto male, e nonostante abbiano in Consiglio rappresentanti  di tutto rispetto. Non solo Nello Musumeci (troppo ovvio), ma anche  Gemma Lo Presti e Valeria Sudano, capogruppo Pid, sanno il proprio  fatto. Come il giovane Manfredi Zammataro. Eppure, ottimi giocatori non  fanno una grande squadra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 10 ottobre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33520"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-2044937632374908549?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/2044937632374908549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=2044937632374908549&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2044937632374908549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2044937632374908549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/di-antonio-g.html' title='Sondaggione catanese: un primo sguardo al termometro'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8649734258191371987</id><published>2011-10-17T12:48:00.001+02:00</published><updated>2011-10-17T12:49:07.677+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Oltre Lombardo. Il Pd siciliano ha uno straccio di idea?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Oltre Lombardo. Il Pd siciliano ha uno straccio di idea?" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/10/picasion.com_06fc64fb71d12db9ea2f576550f88765.gif" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Nell’Italia di questa meschina guerra civile, combattuta a colpi di  proclami, mentre offriamo alla speculazione gli ultimi brani della  ricchezza prodotta dai nostri nonni, forse il ragionamento che segue  potrà sembrare ambiguo. E forse perfino schierato: si sa, non basta  riconoscere al politico un ruolo. Bisogna riconoscergli il ruolo che  egli vuole riconosciuto. Però, il discorso va fatto. Anche se toccherà  la sempre scontrosa sinistra – perfino quella catanese, che non accetta  critiche e dispensa patentini di neutralità a chi più le aggrada.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Seguite il ragionamento. Finché ci sarà  libertà di esprimere le proprie convinzioni, ci sarà sempre qualcuno che  avrà idee diverse dalle nostre. Si può sdegnare chi non mette la croce  sul simbolo da noi prescelto, ma rimane un fatto che ci saranno opinioni  discordanti su chi e come amministrare un paesino, una città, una  regione, un’intera nazione. Davanti a questo fatto, ci si può denigrare a  vicenda, sperando che una punizione divina si abbatta su chi la pensa  diversamente. O ci si può accettare nel confronto politico, facendo leva  su regole condivise. Solitamente, questo confronto con l’ ‘altro’ porta  ad un miglioramento delle posizioni iniziali, perché ci si sprona a  vicenda e a vicenda ci si controlla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque, quali che siano le posizioni di  ciascuno, si ha di che sperare se ci s’incontra in una posizione  distinta dalla propria ma seria. Ora chiediamoci: la Sicilia ha bisogna  di una sinistra? Ovviamente sì. Non solo per l’economia di ogni sistema  liberale, ma soprattutto perché c’è bisogno, in questo momento, che  diverse soluzioni vengano messe sul tavolo, per uscire dall’impasse in  cui ci troviamo. Non abbiamo alcun futuro scritto, e ben che meno nei  taccuini di questi allibratori telematici, che declassano terre e popoli  che non hanno mai visto. Possiamo essere quel che decidiamo di essere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse domandarlo farà imbestialire il  Pd, ma qualcuno ci sta capendo qualcosa della guerra fratricida  all’interno del partito? E poi per cosa? Per una alleanza. Gentilmente,  qualcuno potrebbe avvisarli che non vinceranno le prossime  amministrative (e neppure le politiche), se non proponendo qualcosa di  più solido di un mero accordo tra forze politiche (considerata poi la  scarsa simpatia che queste suscitano….)?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Sicilia non ha bisogno di alleanze.  La Sicilia ha bisogno che qualcuno le prospetti un futuro. Che per ora  nessuno ha. Il Pd ce l’ha questo futuro? Piuttosto che dirci perché sì  all’accordo con Lombardo o perché no, dovrebbe dirci cosa pensi su: 1)  ristrutturazione/ricostruzione dell’apparato (pachidermico)  amministrativo della Regione; 2) rilancio economico; 3) infrastrutture;  4) servizi alla persona.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andiamo con ordine. Centinai di migliaia  fuggono al Nord, la nostra bella isola rischia di spopolarsi, mentre  altri vengono assunti dall’unico ufficio di collocamento funzionante:  questo posto ‘politico’ in strutture burocratiche sempre più obese è ciò  che più spinge a lasciare la Sicilia – l’ingiustizia eretta a sistema  lavorativo, che non la fame di lavoro vera e propria. Ma questo è un  nervo scoperto: il Pd come pensa di affrontare la questione? E che pensa  di una terra, dove anche quel poco che c’è, sbaracca dall’oggi al  domani, lasciando intere famiglie sull’orlo del baratro? E le  infrastrutture? Se ne incominciamo a parlare, nasceranno certamente  contenziosi, perfino di carattere ideologico. Qualcuno, per esempio,  dovrebbe dire come collegare la Sicilia al resto della nazione in un  modo più veloce dei carretti marittimi oggi funzionanti. Infine, sanità e  scuola: siamo con le pezze nel deretano. D’accordo, colpa del governo.  Ma intanto come si pensa di fronteggiare la marea montante? E quando  arrivasse un governo più sensibile, dal momento che non è credibile che  abbia la bacchetta magica e la stamperia a flusso continuo di danaro,  quali le priorità? Quale metodo di razionalizzazione?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per un partito riformista queste non sono quisquilie. Lo sono – dovrebbero esserlo – le alleanze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato su Catania Politica il 5 ottobre 2011 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8649734258191371987?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8649734258191371987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8649734258191371987&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8649734258191371987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8649734258191371987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/10/oltre-lombardo-il-pd-siciliano-ha-uno.html' title='Oltre Lombardo. Il Pd siciliano ha uno straccio di idea?'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8251577558791626228</id><published>2011-09-30T12:51:00.000+02:00</published><updated>2011-09-30T12:51:25.040+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Il Consiglio comunale di Catania approva il Bilancio</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Il Consiglio approva il Bilancio" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/bonaccorsi-bilancia.jpg" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;Alla  fine – non era scattata ancora neppure la mezzanotte – il Consiglio  comunale ha approvato il Bilancio. Dei 30 presenti (è bene ricordare  sempre che gli eletti sono 45, e che si votava il bilancio, mica  quisquilie), 22 sono stati i voti favorevoli, 6 contrari e 2 astenuti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si sarebbe ancora fatta l’alba, e forse  non sarebbe bastato, se non fosse intervenuto l’accordo politico  palesatosi in aula. L’amministrazione, per voce dell’assessore  competente al ramo, &lt;strong&gt;Roberto Bonaccorsi&lt;/strong&gt;, ha riconosciuto  l’importanza degli emendamenti presentati dalle opposizioni, ma anche  ammesso che , viste la situazione contabile, non si poteva accogliere  tutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32508/bonaccorsi-4" rel="attachment wp-att-32510" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32510" height="149" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/bonaccorsi--108x149.jpg" title="bonaccorsi" width="108" /&gt;&lt;/a&gt;‹‹È  chiaro a tutti – ha esordito Bonaccorsi, in merito alla mancanza di  riprese televisive in aula – che la trasmissione televisiva dei lavori  ricopre un valore importante, ma la sua mancanza è dovuta  all’esaurimento dei fondi previsti. Appunto per questo, non appena  approvato il bilancio, prevediamo la possibilità di un ulteriore bando  per il completamento dell’anno››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’assessore è poi entrato nel merito dei  lavori inerenti il bilancio. Qui, la capacità politica di mediazione  gli è stata riconosciuta a dal capogruppo Pd Rosario D’Agata e da quello  del misto &lt;strong&gt;Francesco Montemagno&lt;/strong&gt; (Api). ‹‹Vorrei  chiarire – ha continuato Bonaccorsi – onde evitare equivoci, che il  bilancio consta dell’azione della giunta ma anche del Consiglio. La  proposta di deliberazione passa, attraverso la giunta, al Consiglio, che  è l’organo sovrano per l’approvazione del bilancio. Il consiglio ha la  possibilità di integrare con le istanze che arrivano dalla società. A me  e al ragioniere è richiesto di dare un parare contabile. Parare che  riguarda la disponibilità dei fondi, e non ha carattere politico››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un riconoscimento importante del ruolo  del Consiglio, che tutti volevano sentire in aula. Ma Bonaccorsi non si è  limitato solo a questo. Proseguendo, ha pure elencato quegli  emendamenti che, in fase di assestamento, l’amministrazione si impegna a  dare seguito. ‹‹È chiaro che all’interno di tutti gli emendamenti ci  sono tutte una serie di attività meritevoli – ha affermato Bonaccorsi –  che non hanno avuto parare favorevole solo per mancanza di fondo. Mi  sembra opportuno prendere impegno per alcune attività proposte. Penso  agli emendamenti del Pd inerenti agli asili nido, al contributo alla  famiglie indigenti per le spese funerarie, al reperimento di fondi per  l’istituzione dell’osservatorio contro le discriminazione,  all’avviamento del consigliere aggiunto, al regolamento per i referendum  comunali. Ve ne sono altri altrettanto importanti, presentati da La  Destra, come quelli inerenti il reperimento di fondi per la campagna di  sensibilizzazione per evitare il randagismo, il fondo per l’osservatorio  della legalità, per l’emergenza abitativa, per la fondazione del  festival belliniano e per la fondazione antiracket e anti usura  cardinale Dusmet››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/29182/messina-6" rel="attachment wp-att-29183" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-29183" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/06/messina-99x150.jpg" title="messina" width="99" /&gt;&lt;/a&gt;Bonaccorsi  ha anche citato la maggioranza, riconoscendo l’importanza di dare  seguito, non appena possibile, alle ‹‹richieste del consigliere &lt;strong&gt;Manlio Messina&lt;/strong&gt;  per le comunità sportive giovanili›› o ‹‹a quelle della consigliere  Santagati inerenti il tema delle pari opportunità››. E, ancora, il fondo  antiracket proposto dal consigliere &lt;strong&gt;Giacomo Bellavia&lt;/strong&gt; (Pdl) e da La Destra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, un discorso di ampio respiro  che ha fatto tirare un sospiro di sollievo, a chi della contrapposizione  forzata degli ultimi giorni non ne poteva più. E infatti, le parole di &lt;strong&gt;Rosario D’Agata&lt;/strong&gt;  sono emblematiche del nuovo clima creatosi. ‹‹Credo che le parole  dell’assessore Bonaccorsi – ha affermato il capogruppo Pd – siano state  quelle che dovevano essere sin dall’inizio. Lo ringraziamo perché da  esse si emana un fatto: il Consiglio è l’organo sovrano del bilancio. Io  mi permetto, nel prendere atto, con un minimo di fiducia, dei propositi  dell’amministrazione, di suggerire a lei e allo staff della ragioniera  generale di fare in modo che il bilancio, il prossimo anno, arrivi molto  prima di settembre al Consiglio comunale. Anche a costo di fare una  manovra da lì a qualche mese››. Infine, D’Agata ha ritirato, come atto  distensivo, parecchi emendamenti, che avrebbero costato ore ed ore di  discussione, e così hanno fatto tutti i gruppi dell’opposizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Manfredi Zammataro&lt;/strong&gt;, per  La Destra, si è detto contento del riconoscimento, da parte  dell’amministrazione, dell’azione costruttiva dell’opposizione: ‹‹Meglio  tardi che mai. Dalla relazione dell’assessore al bilancio apprendiamo  che parte di questa amministrazione ha capito, che le opposizioni sono  costruttive e non già distruttive. Queste opposizioni mantengono il  numero legale in aula anche in votazioni importanti per la città. Questa  sera si è dato un ruolo centrale al Consiglio comunale››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/17961/disalvo-2" rel="attachment wp-att-17963" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-17963" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/disalvo-99x150.jpg" title="disalvo" width="99" /&gt;&lt;/a&gt;Non  poteva mancare, a questo punto, il riconoscimento da parte della  maggioranza di questo patto di non belligeranza. È il capogruppo Mpa,&lt;strong&gt; Salvo Di Salvo,&lt;/strong&gt;  ha dare atto alle opposizioni quel che era loro dovuto: ‹‹Penso di  poterlo fare a nome degli altri capigruppo di maggioranza, della collega  Valeria Sudano e del collega Sebastiano Condorelli. Bisogna riconoscere  la grande responsabilità dei colleghi delle opposizioni. Un atto di  responsabilità diretto alla città. Perché nonostante gli innumerevoli  emendamenti presentati, sicuramente importanti, con senso di  responsabilità hanno ritenuto opportuno ritirarli. Lì dove si potrà, la  maggioranza voterà gli emendamenti delle opposizioni››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi, è solo un gioco delle parti. Fino  alla votazione finale, quando il Consiglio approva un bilancio  settembrino assai discusso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Di seguito l’esito della votazione. Lì dove presenti due esiti, il secondo si riferisce alla seconda chiamata.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Balsamo assente&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;Barresi sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bellavia sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bonica sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bottino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Calanna assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castelli assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castorina assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cimino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Condorelli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Consoli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Corradi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Curia assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;D’agata assente – no&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Daidone sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;D’avola assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Di salvo sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gelsomino sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giuffrida sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giiustolisi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Rosa Domenico assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Rosa Epifanio assente – no&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Li volsi sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lo Presti assente – no&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marco sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marletta sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina Domenico assente – astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina Manlio sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mirenda sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Montemgano assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Musumeci assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Navarria assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nicotra sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Parisi sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Porto sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Raciti assente no&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Santagati sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sciuto sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sofia assente no&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sudano sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trichini assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tringale assente – si&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trovato sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Zammataro assente – no&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Zappalà assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;Pubblicato il 30 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/33119"&gt;Catania Politica&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8251577558791626228?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8251577558791626228/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8251577558791626228&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8251577558791626228'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8251577558791626228'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/il-consiglio-comunale-di-catania.html' title='Il Consiglio comunale di Catania approva il Bilancio'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6126505538965656041</id><published>2011-09-22T12:41:00.000+02:00</published><updated>2011-09-22T12:41:30.520+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio, tutti contro il revisore (e il Bilancio troppo tecnico)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio, tutti contro il revisore (e il Bilancio troppo tecnico)" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/bonaccorsi-arancia-meccanica.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  La fine arriva per tutto. Perfino per le parole. Così, ieri sera s’è  concluso l’acceso dibattito sul bilancio preventivo, che ha visto  coinvolto il Consiglio comunale di Catania. &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt;,  il presidente, che si è sorbito questa maratona (e che avrà definitiva  conclusione solo la prossima settimana, con due sedute dedicate alla  votazione), forse sarà andato a casa con lo scranno appiccicato al  fondoschiena, avendo seguito ininterrottamente i lavori. Ma non potrà  negare che, ieri sera, c’è stato di che essere soddisfatti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32788/montemagno-francesco3" rel="attachment wp-att-32789" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32789" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Montemagno-Francesco3-147x150.jpg" title="Montemagno Francesco3" width="147" /&gt;&lt;/a&gt;Ottimi interventi: alcuni per la forma, altri per il contenuto. Prende la parola per primo &lt;strong&gt;Francesco Montemagno&lt;/strong&gt;  (Misto-Api), in qualità di capogruppo del misto. Ed esordisce con la  richiesta di dimissioni del collegio dei revisori, data la discordante  visione del bilancio, emersa palesemente a causa di una nota, fatta  giungere dal dott.&lt;strong&gt; Lo Certo&lt;/strong&gt; alla stampa, nella quale si  esprimeva un parere discordante da quello collegiale. Sarà questo il  punto dolente su cui batterà la lingua di ogni capogruppo – chi per  avanzare dubbi sulla ‘serenità’ del collegio, e chi per chiedere  chiarezza. Montemagno ha poi messo in evidenza i due punti critici del  bilancio: i conti delle partecipate e il bottino che si vorrà fare con  le multe. Sul primo aspetto, il consigliere non ha negato che i conti  possano essere migliori del passato, ma si chiede se vi sia un reale  miglioramento gestionale. Sul secondo, invece, crede che si possa  racimolare un bel po’, data che la virtù catanese non si esplica alla  guida, ma si è chiesto – retoricamente – se il lavoro che andranno a  fare i vigili urbani sia ben supportato dalla macchina organizzativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31606/dagata3-2" rel="attachment wp-att-31608" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-31608" height="136" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/dAgata3-150x136.jpg" title="d'Agata3" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;Gli ha fatto eco &lt;strong&gt;Rosario D’Agata&lt;/strong&gt;:  ‹‹Questa vostra operazione si potrebbe chiamare ‘cosmesi di  bilancio’››. E il trucco maggiore, a detta del capogruppo Pd, sta nel  far cassa sulle multe: per raggiungere gli obiettivi previsti  dall’amministrazione, la verbalizzazione su strada dovrebbe aumentare  del 60%. A D’agata, poi, non è andato proprio giù, che si discuta il  bilancio di previsione, proprio quando si sarebbe dovuto cominciare a  discutere quello consultivo. È Catania – non ha dubbi D’Agata – ad  essere in forte ritardo: Milano, Ravenna, Rimini, Palermo, Enna, Ragusa,  Trapani, lo hanno fatto prima. Alcuni assai prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Su un punto D’Agata si dilunga molto – mai come il compagno di partito &lt;strong&gt;Lanfranco Zappalà&lt;/strong&gt;,  che la sera prima aveva tenuto un discorso di due ore e mezzo – e che  potrebbe essere foriero di un approfondimento in aula nei prossimi  giorni. L’art. 64 del regol. sul decentramento prevede che le  municipalità ‘debbono’ essere sentite su alcuni atti amministrativi, tra  i quali spicca il bilancio. Ora, sono state sentite le municipalità, o  sono state esse a non far pervenire parere?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31606/sudano-valeria-2" rel="attachment wp-att-31610" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-31610" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/sudano-valeria-106x150.jpg" title="sudano valeria" width="106" /&gt;&lt;/a&gt;Arriva &lt;strong&gt;Valeria Sudano&lt;/strong&gt;,  capogruppo del Pid. Le donne – si sa – vanno al nocciolo. Dunque, ci  sono stati scappellotti, nell’ordine, per il presidente del Consiglio,  reo di aver accettato il parere espresso dal revisore Lo Certo – parere  nullo, a detta della Sudano, perché già ella si era battuta perché  quello dell’intero collegio fosse chiaro: ‹‹Ci sono pareri favorevoli e  pareri sfavorevoli. Non esistono pareri sotto condizione››. Poi è  arrivato il turno della stessa maggioranza a cui appartiene il Pid. La  Sudano ha fatto notare come – ed è vero – ella abbia seguito tutti i  lavori, perché ‹‹dall’opposizione sono arrivate anche delle indicazioni  degne note, al di là dei toni che a volte sono superflui›› Ma in aula,  oltre lei e la Santagati (Pdl), non c’era nessuno ad ascoltare. Infine,  ha chiesto – ed ecco il terzo scappellotto – che anche altre direzioni,  oltre quella contabile e i vigili urbani, lavorino intensamente. Ad  esempio, la direzione all’urbanistica. Catania conta 135 geometri, ci  sono sei funzionari, e le pratiche inevase sono 20mila pratiche. Senza  voler incitare alla cementificazione, ‹‹ma può essere che il comune di  Acicastello ricavi 1milioni e più per le concessioni, e Catania appena  2milioni?››. E i risultati si vedono: sono stati tagliati fondi ai  servizi sociali, soprattutto ai ricoveri per minori disagiati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31199/nello_musumeci-br" rel="attachment wp-att-31208" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-31208" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Nello_Musumeci-br-118x150.jpg" title="Nello_Musumeci-br" width="118" /&gt;&lt;/a&gt;Sulla stessa linea dei colleghi, il vibrante intervento del capogruppo di La Destra, &lt;strong&gt;Nello Musumeci&lt;/strong&gt;:  ‹‹Siete una giunta di tecnici, di burocrati – ha detto con grande  effetto – che non capisce che non ci si può limitare a restare fissi al  rigore di bilancio, perché amministrare Catania è capirne le ansie, le  aspirazioni, i dolori, ecc››. Musumeci ha espresso perplessità  sull’operato dei revisori dei conti, sulle entrate che, a dir suo, sono  gonfiate, e si è dilungato – a volte con qualche battuta in siciliano  che non dispiaceva – sulle strategie ‘vessatorie’ applicate sugli  automobilisti – e soprattutto al centro della città, lì dove il flusso è  di provenienza della provincia, e non se ne paga i diversi scotti –  quello elettorale soprattutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando i capigruppo della maggioranza prendono la parola, si avvicina la mezzanotte. Il primo è&lt;strong&gt; Salvo Di Salvo&lt;/strong&gt;,  dell’Mpa. ‹‹Questa amministrazione ha saputo salvare Catania dal  dissesto finanziario. Non c’è dubbio – ammette sinceramente Di Salvo –   che questo bilancio ha un approccio prevalentemente tecnico, forse  dovuto anche agli scarsi fondi che arrivano dallo Stato centrale››. Ed  illustra il vero errore: se si procedesse ad un vero decentramento,  prevedendo delle spese congrue per le municipalità, che così potrebbe  provvedere ai piccoli servizi del luogo, ne avremmo in risparmio e del  benessere del cittadino. Questo il vero vulnus individuato dall’Mpa nel  bilancio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/14620/disalvo" rel="attachment wp-att-14745" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-14745" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/disalvo-99x150.jpg" title="disalvo" width="99" /&gt;&lt;/a&gt;Tuttavia,  Di Salvo ha fatto eco agli altri colleghi, e in modo assolutamente  esplicito ha chiesto se Lo Certo sia ancora compatibile col collegio:  ‹‹Non è ammissibile che su un atto di competenza, il collegio dei  revisori dei conti si presenti con due pareri diversi. C’è un solo  collegio, e ci deve essere un solo parere. Il dott. Lo Certo può  esprimere quello che è il suo pensiero, ma lo faccia all’interno del  collegio, magari lasciandone traccia nei verbali. Ma non può in maniera  autonoma esprimere un parare totalmente diverso››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così pure &lt;strong&gt;Sebastiano Condorelli&lt;/strong&gt;,  capogruppo del Pdl. Condorelli non ha mancato di far notare la propria  contrarietà all’atto personale di Lo Certo, mentre ha ricordato – e come  capogruppo del Pdl non poteva non farlo – che è vero che il bilancio è  disastrato a causa delle spese degli anni precedenti, ma è anche vero –  cita il Sole24Ore – ‹‹che nel 2003 Catania risultò la città più  appaltante d’Italia››. Condorelli ha invitato ad un’unità di intenti,  nel rispetto ciascuno della propria funzione, per presentarsi ai  cittadini catanesi a tempo debito – nessuno di attenda elezioni prima –  con una città che abbia ‹‹un colore e un risveglio››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32508/bonaccorsi-4" rel="attachment wp-att-32510" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32510" height="149" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/bonaccorsi--108x149.jpg" title="bonaccorsi" width="108" /&gt;&lt;/a&gt;L’intervento, però, che non ti aspetti, arriva a notte fonda. È la replica, per l’amministrazione, dell’assessore &lt;strong&gt;Roberto Bonaccorsi&lt;/strong&gt;,  fatto oggetto di troppe (quanto ovvie) attenzioni. E sono botte da  orbi. Innanzi tutto per Lo Certo, del quale declassa il parere a ‘nota’,  non essendo stati rispettati tutti i crismi della legge. Inoltre,  entrando nel merito, attacca punto per punto i dubbi espressi dal  revisore. Poi – piccola polemica – punzecchia il consigliere pd  Lanfranco Zappalà. ‹‹Mi spiace che non si in aula – ha detto Bonaccorsi –  io l’altra sera, nonostante abbia egli finito verso le due e mezzo,  l’ho seguito››. È una battuta, suffragata – dice l’assessore – anche da  prove visive: una foto scattata dal titolare al bilancio, ritrarrebbe  Zappalà e D’Agata, gli unici due rimasti (chi l’ha scattata, e il  presidente Consoli che gli era alle spalle, ovviamente no). Addirittura,  Bonaccorsi cita il filosofo e scienziato francese Blaise Pascal sulla  brevità. Zappalà lo aveva criticato per la brevità della realzione.  Bonaccorsi replica: ‹‹Pascal scriveva all’amata, scusandosi che la  lettera fosse lunga, ma non aveva avuto il tempo di renderla più corta››  (in realtà, caro assessore, Pascal non scriveva all’amata, ma ai poco  amati Gesuiti: è la XVII lettera, datata 4 dicembre 1656, delle Lettere  Provinciali).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la polemica filosofico-letteraria – si cita anche Ungaretti – con Zappalà, e un richiamo alla memoria di &lt;strong&gt;Manfredi Zammataro&lt;/strong&gt;  (La Destra-As), che aveva definito ‹‹noioso›› il bilancio (‹‹Abbiamo  visto a cosa ci hanno portati i bilanci allegri e frizzanti dei decenni  scorsi››), Bonaccorsi ha difeso i tempi di redazione del bilancio,  facendo notare come gli enti che lo abbiano approvato prima dei tagli  statali, hanno dovuto poi correre alle correzioni. Ed ha invitato ad una  discussione accademica:‹‹Ho fatto una ricerca sui bilanci comunali  degli ultimi 18 anni. Se mi darete l’occasione di potervela illustrare,  vedrete come si finanziavano alcune cose negli scorsi anni››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi di Catania Politica rimaniamo a disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 22 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32788"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6126505538965656041?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6126505538965656041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6126505538965656041&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6126505538965656041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6126505538965656041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/consiglio-tutti-contro-il-revisore-e-il.html' title='Consiglio, tutti contro il revisore (e il Bilancio troppo tecnico)'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-917672085773523192</id><published>2011-09-22T12:39:00.001+02:00</published><updated>2011-09-22T12:39:16.656+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sicilia'/><title type='text'>Fantasia al potere in Consiglio</title><content type='html'>&lt;div style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="Fantasia al potere in Consiglio" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/20092011.jpg" width="400" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Caro lettore, ascolta bene. Io la cronaca del Consiglio comunale di  ieri sera te la faccio. È mio dovere. Però so che quello che sto per  dirti non ti piacerà. In questa Italia in cui ai partiti si sacrificano  il futuro dei propri figli, non si può digerire che uno non si metta,  col bilancino, a moderare le parole e a contrapporre alla vanagloria di  destra la spocchia di sinistra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io, ieri sera, non mi sono appassionato  al dibattito in aula. Te lo scrivo col cuore. Proprio per nulla.  Parlavano i signori consiglieri, questa sera i capigruppo. Però alla  fine della fiera ho avuto come l’impressione che, se l’amministrazione  non ha le idee chiare, non per questo gli altri comminino nella luce  della sapienza. C’è un fatto, caro lettore, che devi tenere in  considerazione: è già tanto – è stato un bene? – che Catania non sia un  Comune fallito. Di chi sia la colpa non è dato sapere: hai visto  qualcuno pagare per quello scempio? Hai sentito qualcuno, che oggi  scrive libri ispirati e di alta spiritualità – tal dottor &lt;b&gt;Umberto Scapagnini&lt;/b&gt; – dirci come siano davvero andate le cose?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Rimane il fatto che soldi in cassa ce ne  sono pochissimi. Che c’è un deficit che va colmato. E che questo dato  ha condizionato l’assessore &lt;b&gt;Bonaccorsi&lt;/b&gt; nello stendere  il bilancio. Forse lo ha fatto male? Forse.  Ma ieri sera, di proposte,  se ne sono viste poche. Tutti in coro a dire che la politica deve  guidare l’economia; tutti a rimproverare un bilancio ‘senza cuore’, che  non da spazio alle scelte per limitarsi ai calcoli. Ma tutti dimentichi  che siamo, come italiani e come catanesi, ad un passo dal baratro,  proprio perché la politica è stata fin troppo fantasiosa. C’è una regola  che mio padre ha insegnato a noi figli (tu non lo hai fatto con i tuoi,  caro lettore?): non si deve fare il passo più lungo della gamba.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32727/porto-alessandro-2" rel="attachment wp-att-32728" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-32728" height="152" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/porto-alessandro.jpg" title="porto alessandro" width="160" /&gt;&lt;/a&gt;La  maggioranza non c’era. Probabilmente deve ingoiare un boccone amaro.  Poca possibilità anche per i consiglieri di maggioranza di portare il  fantastico al potere. Ci mettono la faccia, come ultimi giapponesi, &lt;b&gt;Carmencita Santagati&lt;/b&gt; (Pdl), &lt;b&gt;Valeria Sudano &lt;/b&gt;(Pid), e arriva poi &lt;b&gt;Alessandro Porto&lt;/b&gt; (Mpa). Opposizioni compatte. In aula a raccontarci tutte gli errori commessi in tre anni da&lt;b&gt; Stancanelli&lt;/b&gt;  &amp;amp; Sodali. Non c’è voluto molto: chiunque viva a Catania avrebbe  potuto farlo. Ma non sempre – a volte sì, bisogna ammetterlo – si è  capito il nesso tra la critica e l’oggetto in questione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vedremo come si svilupperà la faccenda.  Rimane il dubbio che la ‘necessità’ dei conti dia poco spazio a  differenziazioni vere e ponderate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 21 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32727"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-917672085773523192?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/917672085773523192/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=917672085773523192&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/917672085773523192'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/917672085773523192'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/di-antonio-g_22.html' title='Fantasia al potere in Consiglio'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6888415027370204549</id><published>2011-09-22T12:36:00.000+02:00</published><updated>2011-09-22T12:36:57.096+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio muto come un pesce</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="Consiglio muto come un pesce" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/consoli-sampei.jpg" width="400" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Muti come pesci (e non sono miei parenti). Il Consiglio di ieri sera è  stata una faccenda sbrigata in una ventina di minuti. Tanto celere che  il presidente, &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt;, ha chiuso la seduta con un sorriso tra l’imbarazzato e il deluso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Potevano parlare e illustrare le loro  contrarietà o i motivi di un voto favorevole. E invece, i consiglieri  hanno taciuto, rimandando a questa sera la loro arringa finale. Forse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32662/castelli-vincenzo-2" rel="attachment wp-att-32663" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32663" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Castelli-Vincenzo-123x150.jpg" title="Castelli Vincenzo" width="123" /&gt;&lt;/a&gt;Hanno parlato solo i presidenti di commissione. Per la nona, &lt;strong&gt;Vincenzo Castelli&lt;/strong&gt; (Udc), e per la prima &lt;strong&gt;Francesca Giuffrida &lt;/strong&gt;(Api).  Entrambe le commissioni avevano ricevuto l’atto deliberativo – che non è  cosa da poco: si tratta del bilancio preventivo – perché ritenute  competenti a trattare l’argomento. Come ha spiegato Marco Consoli, dopo  l’intervento in aula del presidente della decima commissione, &lt;strong&gt;Antonio Bonica&lt;/strong&gt;  (Mpa), che lamentava la mancanza d’invio dell’atto, è ormai prassi  consolidata sveltire il dibattito, evitando di coinvolgere quegli organi  che non hanno deleghe attinenti alla materia trattata.&lt;/div&gt;Da registrare soltanto un lungo intervento di &lt;strong&gt;Letterio Daidone&lt;/strong&gt;  (Pdl), presidente dell’ottava C.C.P. sui ‘Servizi demografici  Decentramento amministrativo Solidarietà sociale’, sugli aspetti sociali  del Bilancio in approvazione. Un discorso in cui è sono state messe in  rilievo due cose: la situazione drammatica in cui versa l’Italia intera,  figurarsi Catania; e le pur limitate risorse economiche del Comune, da  gestire come farebbe ‘un buon padre di famiglia’, ed evitando di aggravare, con spese fuori bilancio, la già precaria situazione attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 20 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32662"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6888415027370204549?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6888415027370204549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6888415027370204549&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6888415027370204549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6888415027370204549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/consiglio-muto-come-un-pesce.html' title='Consiglio muto come un pesce'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-9146666402707669988</id><published>2011-09-22T12:34:00.000+02:00</published><updated>2011-09-22T12:34:23.750+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Sì al Piano triennale dei Lavori Pubblici</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Sì al Piano triennale" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Stancanelli-piano.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce&lt;/strong&gt; –  Siamo ormai ai botti finali della stagione. I 25 consiglieri presenti –  su 45 eletti – ieri sera al Consiglio, hanno prima ascoltato il Piano  Triennale dei Lavori Pubblici, illustrato in aula dall’assessore &lt;strong&gt;Sebastiano Arcidiacono&lt;/strong&gt;, e poi la relazione introduttiva al Bilancio di previsione dalla bocca dell’assessore &lt;strong&gt;Roberto Bonaccorsi&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine con 21 voti favorevoli e 2  contrari il Senato cittadino ha approvato il piano triennale delle opere  pubbliche con annesso elenco annuale. Alla proposta originaria della  Direzione Lavori Pubblici sono stati apportati diversi emendamenti, con  l’inserimento di altre opere pubbliche nel piano attingendo a fonti di  finanziamento diverse da quella comunale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32508/arcidiacono-s" rel="attachment wp-att-32509" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32509" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/arcidiacono-s-143x150.jpg" title="arcidiacono s" width="143" /&gt;&lt;/a&gt;‹‹Non  è un libro dei sogni, ma dei bisogni›› ha detto Arcidiacono del Piano  Triennale, il quale ‹‹disegna la città che vorrei›› Diviso in due parti,  quella annuale impatta col bilancio, ed ecco perché va approvata prima.  15 milioni di euro, dunque, da mettere in gara subito, e più di 400 in  tre anni, e se si contano anche quelli che verranno stanziati dai  privati – si pensi ai parcheggi -, si capisce perché Arcidiacono pensi  ad una Catania più prospera e bella. E soprattutto sicura, perché la  parte ‹‹caratterizzante›› di questo piano è proprio l’attenzione per la  ‹‹sicurezza e manutenzione di scuole, strade, edifici e residenze  comunali e impianti sportivi››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il piano annuale prevede per le scuole  uno stanziamento di 4,9 milioni di euro, 1,670 per gli impianti  sportivi, e quasi 8 milioni per le strade. Nel piano triennale, invece,  sono previsti 1 milione di euro per tre anni alla manutenzione degli  edifici comun; 3,6 per le scuole il primo anno e 1,2 per i restanti due.  A questi si sommano altri 3,6 milioni per tre anni per mettere gli  edifici a norma. Agli impianti sportivi vanno 800 mila euro, e 1,7  milioni alla Multiservizi per ogni anno, oltre allo stanziamento di 1,2  milioni di euro annui stanziati per le strade.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molta carne sul braciere, dunque, sul  quale non hanno mancato di metterne altra i consiglieri. Sono stati  approvati, infatti, diversi emendamenti, tra i quali tre a firma di &lt;strong&gt;Porto, Sudano e Condorelli&lt;/strong&gt;  per la manutenzione dell’area sita in via Marino, nel quartiere di  Monte Po; la sistemazione di Largo Trentatré tra la via Raccuglia e il  Comune di Mistrerbianco; il completamento fognario di San Giorgio Alto;  la costruzione di un canile sanitario, proposto da &lt;strong&gt;Carmencita Santagati&lt;/strong&gt; ed altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32508/bonaccorsi-4" rel="attachment wp-att-32510" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-32510" height="149" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/bonaccorsi--108x149.jpg" title="bonaccorsi" width="108" /&gt;&lt;/a&gt;A seguire, la relazione di&lt;strong&gt; Bonaccorsi&lt;/strong&gt;,  il quale ha ricordato che i tempi previsti per l’approvazione del  bilancio si sono giustamente dilatati, e altrettanto giustamente sono  stati prorogati dal legislatore. Perché – supponiamo poco giustamente  per Bonaccorsi – dal maggio del 2010 gli enti locali sono fatti oggetto  di tagli di trasferimenti, che hanno non poco messo a soqquadro i  bilanci comunali. E quello catanese – è risaputo – non è dei migliori.  Ed è infatti a questo che Bonaccorsi si riferiva, quando diceva che il  Bilancio ha dei vincoli nella storia pregressa, e che riequilibrarlo è  stato il obiettivo primario dell’amministrazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bonaccorsi ha poi declamato gli intenti  antievasione dell’amministrazione, già messi in pratica l’anno scorso  con ottimi risultati. Tra l’altro, una parte del bilancio prevede, un  po’ sulla scorta della manovra finanziaria nazionale, di poter far cassa  proprio stringendo su multe non pagate e tasse evase. Cosa sulla quale i  revisori hanno mostrato qualche rilievo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma ci sono anche degli indubbi  risultati, afferma l’assessore al bilancio. Innanzi tutto la riduzione  dell’indebitamento di un buon 25% dal 2008, e una tendenza alla  decrescita delle spese per il personale e della spesa corrente. Ed è per  questo che ha chiesto il più largo consenso. Se lo avrà, sarà dopo la  prossima settimana, una maratona non stop di parole e discussioni, che  ci si augura sia seguita da più cittadini. Soprattutto da quelli che  hanno ricevuto l’incarico a farlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 16 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32508"&gt;Catania Politica&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-9146666402707669988?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/9146666402707669988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=9146666402707669988&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/9146666402707669988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/9146666402707669988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/si-al-piano-triennale-dei-lavori.html' title='Sì al Piano triennale dei Lavori Pubblici'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-7683306650618743373</id><published>2011-09-22T12:32:00.000+02:00</published><updated>2011-09-22T12:32:22.861+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio (al solito) senza numero legale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio (al solito) senza numero legale" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/consiglio.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Stancanelli dorma tranquillo: il piano viario sta funzionando. Qualche  piccolo difetto non rende una donna meno bella, ma soltanto più  affascinante. Ecco: il piano viario ha lo strabismo. Di Venere però.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per Il Pd, nella consueta fase delle comunicazioni, ha preso la parola il capogruppo, &lt;strong&gt;Rosario D’Agata&lt;/strong&gt;,  il quale ha richiesto l’attenzione della giunta sul quartiere di Santa  Maria Goretti. Tutti sanno i disagi – e a pochi metri dall’aeroporto di  Fontanarossa – del luogo durante le piogge invernali. D’Agata ha chiesto  un pronto intervento dell’amministrazione, per evitare che si ripetano  le scene apocalittiche degli scorsi anni. D’Agata ha, inoltre, dato  atto, ‘costruttivamente’, all’assessore Torrisi di aver affrontato, per  quanto di propria competenza, i problemi di via delle Robinie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32447/pesce-2" rel="attachment wp-att-32448" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-32448" height="180" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/Pesce.jpg" title="Pesce" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;È stata la collega e compagna di partito, &lt;strong&gt;Francesca Raciti&lt;/strong&gt;, ad affrontare la questione del piano viario. E ‘costruttivamente’ ha riconosciuto meriti all’assessore &lt;strong&gt;Massimo Pesce&lt;/strong&gt;  per ‹‹il lavoro che sta facendo››. Supponiamo per la direzione  dell’operato dei vigili urbani. Tuttavia, la Raciti ha fatto notare come  i continui cambiamenti – chiamiamoli ritocchi – comportino  disorientamento per i cittadini e uno spreco delle risorse comunale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche &lt;strong&gt;Francesco Montemagno&lt;/strong&gt;  (Misto-Api) è stato ‘costruttivo’. Ricordando come in passato non sia  stato tenero con la giunta Stancanelli (confermiamo, e aggiungiamo: per  nulla), Montemagno ha aggiunto che sì, forse è mancata qualcosa nella  discussione preliminare con i commercianti, ma ogni piano ha bisogno di  un rodaggio. Ed è parso fiducioso per il futuro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, pare che questa volta la giunta  Stancanelli abbia azzeccato la mossa, spiazzando tutti e limitando le  critiche a dei borbottamenti di rito. Buon pro per la città di Catania,  che aveva bisogno di nuovi spazi per i pedoni e di una viabilità più  fluida.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‘Costruttiva’ anche&lt;strong&gt; Gemma Lo Presti&lt;/strong&gt;  (La Destra) che, in merito ai campionati mondiali di scherma, ha  proposto, intanto, di far diventare questo evento, che si svolgerà a  Catania tra l’8 e il 16 ottobre, un momento di ‘promozione’ della città.  E ha presentato un odg ad hoc, per impegnare la giunta con alcuni  ‘consigli’, tra i quali spiccano la pianificazione di luoghi,  raggiungibili con mezzi Amt gratuitamente usufruibili, da adibire alla  mostra di prodotti e manufatti tipici; e la predisposizione di un numero  congruo di biglietti gratuiti per scolaresche e persone diversamente  abili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Diverso il clima, però, quando si è  passati alla discussione del piano triennale dei lavori pubblici. Due le  pregiudiziali lungamente discusse. La prima, presentata da Rosario  D’Agata (Pd), chiedeva di rimandare la discussione ad oggi. Per due  motivi. Il primo: non si conosce il parare delle uniche due municipalità  che hanno inviato il parare sull’atto.&lt;/div&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32447/zammataro-manfredi-4" rel="attachment wp-att-32449" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-32449" height="180" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/zammataro-manfredi-199x300.jpg" title="zammataro manfredi" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma per questo c’è una spiegazione: sono  arrivati dopo i 15gg previsti dal regolamento. Il secondo motivo,  invece, verteva sull’opportunità di esprimersi prima della seduta della  commissione bilancio, prevista per oggi alle 11.45, durante la quale i  revisori dei conti dovrebbero illustrare le motivazioni del loro monito,  a che l’amministrazione non accenda i mutui previsti per la somma di 32  milioni di euro. Si tratta di un parere non vincolante, ma che – a  detta di D’Agata – sarebbe stato giusto ascoltare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pregiudiziale non passa, mentre manca in aula il numero legale, quando c’è da esprimersi su quella presentata da &lt;strong&gt;Manfredi Zammataro&lt;/strong&gt;  (LaDestra-AS), secondo cui è illegittimo che alla IX c.c.p. non sia  giunta copia dell’atto deliberativo, perché venisse esaminato. Si  ritorna in aula oggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 15 settembre 2011 su &lt;a href="http://www.blogger.com/goog_1464081186"&gt;Catania Politica&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32447"&gt;&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-7683306650618743373?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/7683306650618743373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=7683306650618743373&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7683306650618743373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7683306650618743373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/consiglio-al-solito-senza-numero-legale.html' title='Consiglio (al solito) senza numero legale'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-7555346986503718492</id><published>2011-09-11T22:49:00.000+02:00</published><updated>2011-09-11T22:49:00.290+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornalismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Connivenza col nemico, ovvero un paio di cose spiegate al Pd</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Connivenza col nemico, ovvero un paio di cose spiegate al Pd" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/PhotoFunia-193f28.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Una sera del gennaio scorso fu deciso che sarei stato io, dall’indomani  in poi, ad occuparmi della cronaca del Consiglio comunale. Secondo il  direttore, quella poteva essere un valore aggiunto alle nostre pagine.  Come tutti coloro che tengono la boria per la penna della propria  vanità, ne fui un po’ risentito: volevo ancora salvare il mondo dal  male.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Col tempo si impara a fare tutto.  Ovviamente, si può non diventare dei maestri, e il più delle volte si  sbaglia spesso, ma alla fine, con un po’ di volontà, si conosce meglio  il proprio lavoro, e si finisce con l’amarlo. Dunque, si può comprendere  che dispiaccia il piccato risentimento del Pd consiliare per un mio  pezzo, nel quale gli rimproveravo – tra i tanti meriti da sempre  riconosciutigli, e perfino nell’articolo in questione – la fiacchezza  opposta al nuovo piano viario. Non me la prendo affatto, però. C’è  sempre qualcuno più buono, tollerante, democratico e soprattutto  integerrimo di altri. Oggi tocca a noi la ramanzina. Domani qualcuno  potrebbe farla ai nuovi evangelizzatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non potevo scrivere altrimenti però, e  chiunque abbia assisto a quella seduta me ne potrà dare atto.  Soprattutto, è mancata una linea netta. Passi che le critiche del Pdl  siano lievi, perfino velate. È maggioranza, anche se a volte se lo  dimentica. Ma l’opposizione, e soprattutto quell’opposizione che si  candiderà a governare per ‘illuminare Catania’, che ne pensa del piano  viario? Come avrebbe fatto le cose, se fosse stata maggioranza?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domande ovvie, ma l’accusa è arrivata  puntuale. È ormai una moda – come lo spritz, e prima ancora come l’happy  hour (e infatti hanno la stessa durata) – quella di accusare di  connivenza col nemico chi non dice quello che si vorrebbe sentire. Prima  di D’Agata e compagni, si sono esibiti in diretta nazionale tutti i  grandi interpreti della politica italiana: dai ‘tribunali stalinisti’  che turbavano le notti (allora pare le trascorresse dormendo) del  Cavaliere, alla ‘macchina del fango’ del centrosinistra attuale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo del Pdl? Strano modo di esserlo:  la stampa locale non si sta spendendo più di tanto nel raccontare i  disagi derivanti dall’invenzione stancanelliana, e proprio noi, che  siamo ‘collaborazionisti’, stiamo rompendo le scatole. E poi, come mai  lo siamo diventati ora, che muoviamo qualche piccola critica, e non  ieri, quando ammiravamo la strategia ‘piddina’ e l’opposizione coerente?  Infine, bisogna davvero essere iscritti ad un partito, per assumere una  posizione scontata come questa – tanto scontata che me ne vergogno un  poco – e raccontare i disagi e ammiccare alle proteste contro un  traffico ormai impazzito come la maionese? Bisogna davvero essere al  soldo di qualcuno, per capire da che parte stare in questo caso?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Continuo a ritenere D’Agata una mente  pensante, e che il Pd locale gli debba molto. Questa vicenda è solo una  caduta di stile e nient’altro. Ma che dimostra chiaramente, se guardata  in profondità, che dentro ciascuno di noi – perfino di me che l’addito  allo sguardo del lettore – si nasconde la tendenza ad azzerare qualsiasi  altra comparsa, che non sia la propria, sul palcoscenico pubblico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché ciascuno di noi ha la propria  parte da recitare. Me lo insegnò nel 1998 – un momento particolare per  la mia crescita morale, politica e religiosa – Benedetto Croce, e ancora  oggi io stesso non so essere all’altezza di quella pagina. Ciascuno di  noi può recitare tutte le parti che vuole, ma soltanto una alla volta.  Sempre lo stesso uomo, che deve però lasciare spazio anche ad altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come essere umano, niente di umano mi  reputo estraneo. Siamo tutti impastati col fango; siamo carne ed ossa.  Chi non ha una certa debolezza, ne potrebbe avere benissimo un’altra.  Non è additando al pubblico ludibrio le mancanze (vere o che tali mi  appaiono) del Pd, che spero di salvarmi l’anima, bensì recitando il ‘mea  culpa’ per quelle che mi appartengono. La verità è che dell’opposizione  fatta in aula da D’Agata e compagni ne abbiamo avuta un’impressione, la  quale, a sua volta, ci è sembrata una notizia. E se non lo fosse stata,  non saremmo ancora qui a parlarne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa la mia parte, quella del  direttore, della redazione e di tutto il giornale. Quale quella dei  membri del Pd lo sappiamo. Ma quale avrebbe dovuto essere, invece?  Semplice: sapere che chi scrive ha un ruolo, e quella del politico è di  controbattere, anche energicamente. Ma evitando quei luoghi comuni che  confermano, più che smentire, talune supposizioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 9 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32169"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-7555346986503718492?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/7555346986503718492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=7555346986503718492&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7555346986503718492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7555346986503718492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/connivenza-col-nemico-ovvero-un-paio-di.html' title='Connivenza col nemico, ovvero un paio di cose spiegate al Pd'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-3708598516206533855</id><published>2011-09-08T21:57:00.001+02:00</published><updated>2011-09-08T21:58:08.465+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio: silenzi strani e fughe</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio:  silenzi strani e fughe" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/06092011.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Eravamo sicuri che ci sarebbe stata battaglia. Ci siamo parati lì,  davanti al Palazzo degli Elefanti, perché certi di sentire il ruggito  dei leoni, e di quella (presunta) città che sta andando in panne a causa  del vigile (meno) urbano più famoso di Catania. Pensavamo che la  civiltà, insozzata da questo Unno, che dove passa lui (e i suoi piani  viari), crescono a dismisura ingorghi e code, pensavamo sarebbe stata  difesa dal Senato, in perfetta sintonia con quel che direbbe (a questo  punto il condizionale è d’obbligo) il popolo catanese. Credevamo che il  ‘ciceroniano’ &lt;b&gt;Saro D’Agata&lt;/b&gt;, capogruppo Pd, questa volta  sì avrebbe sbottato: “Quo usque tandem abutere, Stancanelli, patientia  nostra?” – che tradotto in catanese significa press’ a poco: “Fino a  quando continuerai a romperci le sacchette?”. E invece? E invece  sembrava che in aula ci fosse la signora contessa con un leggero  languorino, e Ambrogio che le faceva spuntare mezzo chilo di dolciumi  sotto il naso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32040/attachment/06092011003" rel="attachment wp-att-32042" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-32042" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/06092011003-300x225.jpg" title="06092011003" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;In  mattinata c’era stata la riunione tra commercianti e amministrazione,  con i primi a non capire che, finché guarderanno al loro particolare  interesse di bottega, senza guardare al quadro generale, saranno sempre  contrattualmente deboli davanti alla seconda. Ci si aspettava, dunque,  che una mano, un coordinamento delle critiche venisse dall’opposizione. E  passi che i toni troppo pacati vengano dalla Destra di &lt;b&gt;Zammataro&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;Musumeci&lt;/b&gt; e &lt;b&gt;Lo Presti&lt;/b&gt;:  lo hanno sempre detto di voler essere costruttivi, e hanno saputo anche  dialogare con la maggioranza, quando le circostanze l’hanno richiesto.  Anche se questa volta  da dialogare proprio non capiamo cosa abbiano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma il Pd? Dov’era, ieri sera, il Pd? Non che siano mancati gli interventi, e anzi quello di &lt;b&gt;Francesca Raciti&lt;/b&gt;  è stato il più azzeccato: “Che fine faranno gli abbonamenti già  stipulati con la Sostare, nei casi in cui gli stalli sono stati rimossi a  causa del nuovo piano viario del centro?”. Osservazione acutissima –  brava. Ma non è il gruppo che, sulla tassa di soggiorno, ha saputo  mobilitare perfino l’opinione pubblica. No, quello di ieri sera è un Pd  spento, a cui calava la palpebra (sarà l’umido di questi giorni). Un Pd  che non graffia, che non propone, che non salta sugli scanni e non si  sporca le mani. Un Pd che si presenta in guanti bianchi, alta uniforme,  fa la propria comparsa, e poi si risiede in silenzio. Uno ad uno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32040/attachment/06092011002" rel="attachment wp-att-32043" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-32043" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/06092011002-300x225.jpg" title="06092011002" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Eppure  sono consiglieri che, quando hanno voluto (o creduto), hanno saputo dar  filo da torcere alla maggioranza. D’accordo: non c’erano pregiudiziali  da presentare, perché non c’erano delibere da approvare, e dunque  mancava l’occasione per far sudare la giunta. Però rimane il fatto che,  da quando facciamo la cronaca del massimo consesso cittadino, noi un  Saro D’Agata che si siede mogio mogio, mentre fuori impazza il clacson  del caos e della rabbia cittadino, non lo avevamo mai visto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E allora delle due l’una: o il Pd, in  fondo, non reputa malaccio il piano viario approntato dalla premiata  ditta Stancanelli&amp;amp;Co – e allora che lo si dica. O ci si sta  preparando alla grande battaglia sulla Nuova Dogana, e allora, forse,  era meglio dare agli impazienti catanesi un saggio di opposizione dura e  pura. Il momento era quello giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ai guanti bianchi del Pd si sono accodate anche tutte le altre opposizioni, lamenti da &lt;b&gt;La Rosa&lt;/b&gt; (Fli) e&lt;b&gt; Navarria &lt;/b&gt;(Sg),  ma ci hanno abituati a ben altro sacro fuoco (e fiamme). Lasciando  tranquilla una maggioranza imbarazzata che proprio non può, pena il  linciaggio elettorale, difendere questo guaio chiamato nuovo piano  viario. L’uniche voci quelle di &lt;b&gt;Messina&lt;/b&gt; (Pdl) e &lt;b&gt;Sudano&lt;/b&gt;  (Pid) che ci fanno capire come il gioco delle macchinine di Stancanelli  non garbi manco a loro. Ma più di tanto non possono, preferendo  sfogarsi contro il solito Cannizzo martire (e assente come tutti gli  altri assessori). D’altronde a difendere la linea del Piave del nuovo  piano viario manco gli assessori ci riescono, preferendo un’ ignominiosa  fuga dai banchi del governo, stile Caporetto, al dare risposte al  Consiglio comunale (e ai cittadini). O tempora o mores.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ps: la seduta d’Aula di ieri sera  avrebbe dovuto avere inizio alle 19 ma, come potete constatare dalle  foto allegate all’articolo, a quell’ora non vi era quasi nessun  Consigliere presente. Forse anche loro sono rimasti imbottigliati nel  traffico causato dal nuovo piano viario…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 7 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32040"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-3708598516206533855?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/3708598516206533855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=3708598516206533855&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3708598516206533855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3708598516206533855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/consiglio-silenzi-strani-e-fughe.html' title='Consiglio: silenzi strani e fughe'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8732756254863354772</id><published>2011-09-08T21:55:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:55:49.084+02:00</updated><title type='text'>Scuola, si riparte (con il caro libri)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Scuola, si riparte (con il caro libri)" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/picasion.com_3d613b75db360174bb878676bd03102d.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;Si  riparte. La fine dell’estate non pare ancora vera, dal momento che le  temperature, da noi, sfiorano i 35 gradi. Però è così. Lo senti  dall’aria che si respira: afosa sì, ma di quell’afa che parla di  scioperi, contestazioni, caro libri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest’anno i catanesi avranno un  problema in più – la viabilità, ma di questo è bene parlare a suo tempo.  Intanto, forse premerà loro sapere che, secondo stime Codacons,  quest’anno si spenderà l’8% in più per libri e corredo scolastico.  Tuttavia, i rimedi sono tanti, e Catania li offre. Per il corredo  (quaderni, penne, zaini, ecc) non c’è molto da dire: facendosi un giro  per i negozietti, o andando alla ‘Fiera’, si trovano anche a basso  prezzo. Certo, bisogna vedere che cerchi: se tuo figlio non riesce ad  andare a scuola senza lo zainetto firmato, la colpa non è di chi te lo  vende per 50/60 euro, ma tua che non lo mandi a zappare. Il consiglio è  sempre lo stesso: comprare a poco a poco. Non tutto serve subito, e  prima che si consumi un quaderno per materia, ci vorranno almeno due  mesi (e con i tempi che corrono anche più).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per fronteggiare il caro libri la città è  attrezzata. Catania è disseminata di luoghi per la vendita dell’usato, e  si va dalla libreria che arrotonda il magro incasso durante l’anno,  alle associazioni politiche e volontaristiche che si offrono di fare da  tramite tra venditore ed acquirente. Rimane ancora un sogno  un’organizzazione capillare dentro gli stessi istituti, con il corpo  docente e quello studentesco a darsi una mano per avere libri subito e a  poco prezzo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, il corpo docente non brilla  certo per iniziative di lotta. Divenuto un mestiere come tutti gli  altri, il professore sale in cattedra a pontificare, e di tanto in tanto  anche per qualche bella interpretazione teatrale nelle piazze delle  città. Un consiglio: evitate quest’anno quei ridicoli scioperi che  intasano le vie e non servono a nulla. Le armi le avete: evitate di  farvi le gite con i vostri ragazzi e bloccate gli scrutini. Perché se il  ministro ha una responsabilità oggettiva per aver reso le vostre aule  dei carri da buoni, stracarichi di ‘materiale umano’ chiuso in quelle  che erano cellette per monaci, voi ne avete uno morale nel non aver  fatto nulla per impedirlo. E nell’aver lasciato soli i vostri colleghi  precari ad occupare i provveditorati. Da Ragusa a Palermo, chi ormai non  ha più nulla da perdere, perché ha perso, con i tagli, anche l’unica  fonte di sostentamento, si sta togliendo, asserragliato come in un  bunker, anche l’ultima fetta di pane. Qualcuno rischia la vita a causa  dello sciopero della fame. Di certo tutti hanno perso la dignità, anche  quelli che, durante l’anno, pontificheranno sul valore della democrazia,  della libertà, della lotta contro la mafia, e bla bla bla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’ultima parola per i giovani studenti.  Soprattutto se siciliani. Tengano presente che di pagnotte non ce ne  sono più, e dunque non potrà procurargliela il genitore portaborse del  politicante di turno. Saranno costretti a emigrare – e questo è un  fatto. Quello che non è deciso – ovviamente – è il loro destino, lì dove  andranno. E lasciando i patri lidi – cioè l’Italia intera, mica solo la  Sicilia; perché ‘dall’Alpe a la Sicilia ovunque è Legnano’ – capacità,  serietà e volontà sono l’unica chiave per una vita dignitosa. E la  scuola, volente o no, riesce ancora ad essere l’ultima ‘palestra’  rimasta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 6 settembre 2011 su&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/32000"&gt; Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8732756254863354772?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8732756254863354772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8732756254863354772&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8732756254863354772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8732756254863354772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/scuola-si-riparte-con-il-caro-libri.html' title='Scuola, si riparte (con il caro libri)'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-3859499441185865556</id><published>2011-09-08T21:54:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:54:20.734+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Volata finale in Consiglio comunale</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Volata finale in Consiglio comunale" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/consoli-corre.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Settembre di fuoco in Consiglio comunale. Si marcerà a fila compatte per  arrivare, a fine mese, all’approvazione del bilancio. Si comincia, per  intanto, con domani, martedì 6 settembre. Alle ore 19 Marco Consoli  dovrebbe aprire i lavori dell’assise per discutere della concessione  dell’impianto sportivo “Palestra Atletica Pesante”, e per la modifica  delle convenzioni per il servizio pubblico di accoglienza, mantenimento,  tutela educazione ed istruzione dei minori indigenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarà solo l’inizio di un lungo percorso.  La sessione del bilancio prenderà l’avvio il 14, quando si comincerà a  discutere del piano triennale delle opere pubbliche. Il 15 sarà in aula  l’amministrazione per illustrare il bilancio di previsione. Il 19 e il  20 sarà la volta dei presidenti delle commissioni consiliari permanenti e  dei consiglieri (e qui c’è da aspettarsi che si faccia notte – il  povero cronista di CataniaPolitica gradirebbe vedere i propri lettori  con i termos di caffè sotto Palazzo degli Elefanti!). Il giorno  successivo si concluderà il dibattito, quando avranno preso parola i  capigruppo e avrà replicato l’amministrazione. IL 27 e il 28 – se  Sant’Agata ce la manda buona – sarà il momento della votazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 5 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31943"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-3859499441185865556?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/3859499441185865556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=3859499441185865556&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3859499441185865556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3859499441185865556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/volata-finale-in-consiglio-comunale.html' title='Volata finale in Consiglio comunale'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-7496087182015728920</id><published>2011-09-08T21:52:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:52:48.841+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>L’angoscia. Ovvero la pessima idea di chiudere così il centro storico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="L’angoscia. Ovvero la pessima idea di chiudere così il centro storico" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/09/picasion.com_b7da2eac7197b1c93b3495aebdf1607e.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Siamo tutti d’accordo che è meglio fare l’amore e non la guerra? Bene,  allora siamo anche d’accordo che la piazza principale di una città  dovrebbe servire solo al passeggio, e che la nostra piazza Duomo  dovrebbe essere chiusa interamente al traffico, per far sì che cittadini   e turisti possano passare tranquillamente dalla piazza a via Etnea  senza rischiare il collo nel traffico catanese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, interdire un luogo alla  circolazione automobilistica non vuol dire, ipso facto, renderlo più  affascinante o più vivibile, però può sempre rappresentare un buon  inizio. Tuttavia, la proposta della giunta comunale di chiudere al  traffico una parte consistente di via Vittorio Emanuele – divieto già di  fatto esistente per i mezzi di trasporto pubblico a causa del  cedimento, avvenuto otto mesi fa, di una parte del sottosuolo – sta  suscitando aspre polemiche. Che, prima di essere commentate, meritano di  essere accompagnate ai ricordi. Ricordi di parecchie stagioni fa,  quando erano in restauro sia piazza Duomo che l’adiacente piazza  dell’Università. I più giovani non hanno sperimentato cosa volesse dire  perdersi nei gorghi che allora si formarono, quando la solita fiumana  dell’ora di punta circumnavigava la fabbrica di Palazzo degli Elefanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non sono, dunque, mere polemiche: è  l’esperienza che tuona, riportando alla mente l’angoscia che si provava  ad attraversare la città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma poi – chiediamoci: davvero le cose le  si deve fare così? Stancanelli, dopo molte pressioni, ha deciso di  consultare i commercianti della zona. E non si vede il perché, dal  momento che traffico e commercio vengono abbinati solo a Catania –  altrove è l’esatto opposto: la gente va in centro a fare compere, non  già a perderci le coronarie. Però non ha sentito l’esigenza di ponderare  meglio l’attuabilità immediata del piano. Insomma, hai una maggioranza  che ha dovuto ingoiare il rospo della tassa di soggiorno, firmandoti un  assegno in bianco, senza sapere come verranno spesi gli introiti  relativi, e tu, per tutta risposta, che fai? la rimetti in imbarazzo con  una pur condivisibile idea, ma da attuare prima che il P(iano) U(rbano)  del T(traffico) sia pronto. E senza dare altra alternativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Davvero non c’è altra soluzione, che far  entrare il serpentone fin dentro il budello della città, sperando che  non si incagli? E ancora: siamo sicuri che il provvedimento ‘chiuda’  piazza Duomo? Non ci si potrebbe limitare a rendere anche visivamente  ‘concluso’ lo spazio della piazza, magari con fioriere di buon gusto (e,  se non fossimo nell’Italia del fu Michelangelo, oggi in mano a un  manipolo di pazzi sperimentatori del cattivo gusto, verrebbe da  confidare anche in una soluzione architettonica), lasciando che il  traffico scorra normalmente a fianco?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono solo ipotesi. Sicuramente il  sindaco le avrà vagliate attentamente, e i tecnici minuziosamente  analizzate. Resta il fatto che, a volte, bisogna prima imbracciare un  fucile per difendere la donna con cui si vorrebbe, poi, fare l’amore.  Tutti vorremmo la pace, ma è importante calcolare anche a che prezzo. E,  solitamente, i prezzi scadenti sono della roba che non dura molto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 2 settembre 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31803"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-7496087182015728920?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/7496087182015728920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=7496087182015728920&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7496087182015728920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/7496087182015728920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/langoscia-ovvero-la-pessima-idea-di.html' title='L’angoscia. Ovvero la pessima idea di chiudere così il centro storico'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4791284882588989911</id><published>2011-09-08T21:51:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:51:10.011+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>La maggioranza batte un colpo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;         &lt;img alt="La maggioranza batte un colpo" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/palazzo-elefanti.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Tassa di soggiorno approvata. Dimostrazione che, quando la maggioranza  vuol fare la maggioranza (e non la vacanziera o, peggio, l’assenteista  di Palazzo degli Elefanti), riesce ad imporsi in aula, e a spalleggiare  una giunta un po’ pasticciona, con la &lt;strong&gt;Cinquegrana&lt;/strong&gt;, assessore spaesato al Turismo, accompagnata in aula dal direttore generale del suo assessorato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però si è dovuto combattere casa per  casa – diremmo con lo stile da cronisti di guerra. Ognuno ha il proprio  ruolo, e l’opposizione ha tenuto la posizione, trincerandosi finalmente  dietro ben più plausibili argomenti tecnico-legali, che non quelli da  talk-show già messi in campo per commuovere il cuore di una città, che  soffre ben altra miseria di quella che chiede per contributo a chi viene  a visitarla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹Dici donna e pensi danno›› si sarà detto &lt;strong&gt;Stancanelli&lt;/strong&gt;, seguendo da casa il quarto d’ora iniziale, durante il quale una &lt;strong&gt;Gemma Lo Presti &lt;/strong&gt;(LaDestra-As)  in assetto di guerra non si è tirata indietro. E in effetti, il  problema sollevato non era di poco conto: mentre il decreto governativo  lega la tassa al bilancio di previsione, facendola diventare operativa  dal primo gennaio dell’anno seguente l’approvazione, la giunta aveva  pensato, invece, al primo agosto come inizio dell’operatività. Non c’è  contrasto? A supporto arriva &lt;strong&gt;Rosario D’Agata&lt;/strong&gt;, capogruppo Pd: in questo caso, il regolamento sarebbe perfino retroattivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto, interviene a modificare il testo, con un emendamento tecnico, il dott. &lt;strong&gt;Belfiore&lt;/strong&gt;,  direttore dell’assessorato competente. Tuttavia, mentre sulla  retroattività si può intervenire (la delibera era stata preparata per  essere approvata a luglio), davvero si può procedere all’approvazione, o  non si dovrebbe, piuttosto, ritirate l’atto deliberativo per maggiori  approfondimenti legali, come richiede espressamente la Lo Presti con una  formale pregiudiziale? Il Consiglio viene sospeso per un abbondante  quarto d’ora&amp;nbsp;per dare tempo ai tecnici di studiare con attenzione la  relativa giurisprudenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rientro, però, è amaro per  l’opposizione. La giunta è pasticciona, ma pare che abbia le spalle ben  coperte dalla solita selva di leggi e leggine in cui prospera (?) la  povera patria italiana. Insomma, a prima vista c’è un contrasto, se non  fosse che lo stesso legislatore è tornato più volte sulla materia. La Lo  Presti, però, non ritira la pregiudiziale, ma la modifica in parte: si  ritiri l’atto per meglio approfondirlo. Che è come chiedere al lupo  affamato di non sbranare l’indifeso agnello solo per carità cristiana.  Figurarsi. La pregiudiziale non passa. Ma passano a raffica gli  emendamenti e i sub emendamenti proposti della maggioranza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra quelli che saltano, però, spicca quello proposto dalla &lt;strong&gt;VII Commissione&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;comunale al Turismo&lt;/strong&gt;,  con il quale si voleva ancorare il gettito d’entrata a precisi  obiettivi, tra i quali: linee speciali di trasporto per turisti in  direzione di aeroporto, Plaia, Scogliera; informazione, cartellonistica,  strumenti informativi. Il parere contabile, però, era negativo, giacché  per i tecnici comunali non erano chiari i costi. Passa invece  l’esclusione dalla tassa del turismo giovane e universitario. Ottima  cosa. Come pure che alla fine, seppur cambiando pelle nel senso che  diviene ordine del giorno presentato da &lt;strong&gt;Manlio Messina&lt;/strong&gt;, il Consiglio approva “il pacchetto migliorie” alla tassa di soggiorno individuate dalla Commissione al Turismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Passa il subemendamento, a firma di &lt;strong&gt;Valeria Sudano&lt;/strong&gt; (Pid),&lt;strong&gt; Manlio Messina&lt;/strong&gt;  (Pdl) ed altri, al secondo emendamento proposto dalla stessa  commissione: sarà istituita una commissione comunale ad hoc per decidere  l’utilizzo dei fondi. Come a dire alla giunta: noi ti approviamo una  tassa dai contorni assai incerti, ma scordati di utilizzare gli introiti  a tuo piacimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si continua ancora per qualche ora, tra  cavilli legali e battaglie retoriche, ma alla fine la tassa di soggiorno  è approvata. Prima scaramuccia – mica tanto piccola – della battaglia  che si attende sul bilancio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 31 agosto 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31695"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4791284882588989911?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4791284882588989911/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4791284882588989911&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4791284882588989911'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4791284882588989911'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/la-maggioranza-batte-un-colpo.html' title='La maggioranza batte un colpo'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8485646831920146308</id><published>2011-09-08T21:49:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:49:19.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio, tasse e Rita Cinquegrana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio, tasse e Rita" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/29082011001.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Solo un minuto di silenzio, in memoria del mai abbastanza compianto  Libero Grassi, ucciso vent’anni fa dalla mafia, divide il primo ruggito  in aula, ad opera del capogruppo Pd &lt;strong&gt;Rosario D’Agata&lt;/strong&gt;, durante le comunicazioni, dalla dura battaglia seguita sulla tassa di soggiorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Filo conduttore &lt;strong&gt;Rita Cinquegrana&lt;/strong&gt;,  interpellata sia per il festival Belliniano, la cui paternità pare  contesa da Regione e Provincia, sia appunto sulla tassa per il turismo.  In mezzo, la solita Catania che soffre. &lt;strong&gt;Francesco Navarria&lt;/strong&gt;  (Misto-SG) aspetta ancora che si completino prima dell’inizio di  settembre (come promesso), i mai iniziati lavori per la manutenzione del  ponte sul Tondo Gioieni, &lt;strong&gt;Lanfranco Zappalà&lt;/strong&gt; (Pd) e &lt;strong&gt;Gemma Lo Presti&lt;/strong&gt;  (La Destra-As) temono la deriva del traffico in città, per via  dell’idea di chiudere al traffico la parte di via Vittorio Emanuele  adiacente a piazza Duomo. Infine – e vedrete che ci ritorneremo nei  prossimi mesi – la preoccupazione di &lt;strong&gt;Nello Musumeci&lt;/strong&gt;,  capogruppo de La Destra, per i ritardi dell’amministrazione nel  presentare un proprio progetto di Piano Regolatore Generale al  Consiglio, col rischio del commissariamento. Anzi, Musumeci ci mette il  carico: che non sia un gioco delle parti tra Regione e Giunta, al fine  di scaricare la colpa sui consiglieri, e dare via libera al commissario?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche il sottosegretario al Lavoro, come già aveva fatto &lt;strong&gt;Puccio La Rosa&lt;/strong&gt;  (Misto-Fli), chiede alla Cinquegrana maggior ragguagli circa il   festival belliniano, e ricorda come più volte non sia decollata la  relativa fondazione, per un’organizzazione che non sia sporadica,  proprio a causa de mancato impegno dell’ente comunale. La assessore ha  replicato che si sta pensando al festival del prossimo anno, perché in  queste cose ci vuole un’attenta programmazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Cinquegrana è stata protagonista –  suo malgrado – della discussione seguita alla breve relazione sulla  tassa di soggiorno. Le lamentele dell’opposizione sono, quasi tutte,  riassumibili nel rimprovero fatto all’amministrazione di non aver un  progetto chiaro per il turismo di Catania, di mancare di capacità  concertativa con le associazioni di categoria e gli operatori turistici,  e di voler fare soltanto cassa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Discussione lunga, a volte accesa, il  più delle volte alquanto pretestuosa, soprattutto quando si afferma, con  tono patetico, che la tassa influirà sul povero cittadino  dell’hinterland, venuto in città – evidentemente col carretto o a piedi –  per controlli medici e costretto a soggiornarvi. Insomma, non passerà  così facilmente, perché, al di là delle remore da libro Cuore, il pur  banale balzello poteva essere presentato meglio da parte  dell’amministrazione nel massimo consesso civico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 30 agosto 2011 su &lt;a href="http://www.blogger.com/goog_785604285"&gt;Catania Politica&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31603"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8485646831920146308?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8485646831920146308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8485646831920146308&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8485646831920146308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8485646831920146308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/consiglio-tasse-e-rita-cinquegrana.html' title='Consiglio, tasse e Rita Cinquegrana'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4835712038691988473</id><published>2011-09-08T21:47:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:47:13.810+02:00</updated><title type='text'>Il soggiorno di Bonaccorsi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Il soggiorno di Bonaccorsi" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/Bonaccorsi-soggiorno.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;L’estate  sta finendo (a dire il vero, è già finita), e Catania si spopola dei  non molti turisti che l’hanno affollata. Ci sarà tempo per fare un  bilancio, e ancor di più ce ne dovrà essere per un’attenta analisi della  situazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa sera, però, il Consiglio comunale  discute della tassa di soggiorno, con la quale avrebbe dovuto far cassa  e investire proprio sul turismo. ‘Avrebbe’, visto che andava approvata  prima delle ferie – almeno – e non ora che la festa è passata. Catania  ha una vocazione marittima ed estiva: nonostante il vulcano più alto  d’Europa lo abbia a una trentina di chilometri, il catanese medio va a  ‘sciare’ con la busta di plastica sotto il deretano. Non aspettiamoci  milioni di turisti sul Mongibello, quando i primi a non degnarlo siamo  noi, che ci aspettiamo la neve – che spesso non c’è, date le nostre  temperature – quando invece l’Etna offre paesaggi stupendi da esplorare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque sia, la maggioranza pare  intenzionata a sbrigare la pratica già questa sera. Pdl e Mpa sono  convinti di riuscirci: se sapranno suonar la sveglia a quei consiglieri  che spesso rimangono a casa (perché si siano fatti eleggere è poi un  gran mistero), Condorelli e Di Salvo, i due rispettivi capigruppo,  potranno tener fede alla loro promessa. Si poteva, però, concedere  qualcosa all’opposizione, che lamenta un fatto assolutamente vero: non è  chiaro come verranno spesi i fondi derivanti dalla tassa. Di sicuro –  perché lo impone la legge – non potranno essere stornati per altro, ma  solo per il turismo. Tuttavia, seppur non si tratti di un iniquo  balzello, come più volte abbiamo detto, non si vede perché l’opposizione  dovrebbe firmare un assegno in bianco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da questa faccenda emerge, però, il  livello di coscienza che la classe politica ha della situazione  economica italiana, e in modo particolare di quella siciliana. Signori,  la pacchia è finita, ed è finita da un pezzo. Spendiamo più di quanto  abbiamo in cassa, e non possiamo più chiedere allo Stato di organizzarci  le vacanze estive: il problema non è più solo come si debba trascorrere  l’ ‘estate catanese’, ma tutt’e trecentosessantacinque giorni  dell’anno. Il meno che possa capitare, è che Catania non abbia eventi in  estate, quando il grande evento che l’affligge, l’enorme  disoccupazione, non le darà tregua ancora per molti anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È come in una famiglia: quando non  arrivi a fine mese, tagli il meno necessario. Il divertimento e il  riposo che questa bellissima città può offrire, sono per chi non è  oppresso dall’angoscia di non aver di come arrivare a fine mese. È  giusto che se li paghi chi ha tempo per svagarsi e riposare. E non chi è  schiavo ormai della precarietà sociale, entrata furtiva nella nostra  storia, lasciandoci perfino privi della speranza di un po’ di giustizia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 29 agosto 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31525"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4835712038691988473?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4835712038691988473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4835712038691988473&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4835712038691988473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4835712038691988473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/il-soggiorno-di-bonaccorsi.html' title='Il soggiorno di Bonaccorsi'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-3696795847341270533</id><published>2011-09-08T21:44:00.003+02:00</published><updated>2011-09-08T21:45:16.860+02:00</updated><title type='text'>L’Ancien Regime siculo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="L’Ancien Regime siculo" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/cascio-maria-antonietta.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt;  Ce ne stiamo andando in vacanza. Noi di CataniaPolitica, s’intende. E  solo in quanto povere penne di questo fogliaccio, perché intanto la vita  continua, e bisogna trovare sostentamento per farla continuare. L’età  media della redazione è bassa, e altrettanto basso è lo spessore del  portafogli. Molti di noi hanno perso tempo a studiare. Dovevamo metterci  in politica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La notizia è che l’on. Gaspare Vitrano è  stato riammesso nella sua carica. Il deputato siciliano Pd, l’altro  giorno, aveva annunciato, da galantuomo qual è, di rinunciare ai propri  ‘benefit’ da onorevole: un ufficio personale all’Ars e la macchina blu,  che gli spettano in quanto deputato segretario. Bene. Ci vogliono questi  esempi, in un momento in cui la gente pare averne abbastanza di  privilegi da Ancien Regime.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, quello che l’onorevole non ci  spiega, è come avrebbe potuto approfittare di molti benefit, se non può  rientrare all’Ars. Anzi, non può rientrare in Sicilia. Infatti, ha  l’obbligo di soggiorno fuori dall’Isola. Insomma, lui avrà rinunciato  per bontà d’animo – siamo certi di questo, e non abbiamo motivo di non  crederlo -, ma si dovrebbe almeno convenire che, anche quando non fosse  stato così onesto, avrebbe comunque avuto parecchi problemi a vivere da  uomo di casta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto, la reggia di Versailles, sita a  Palermo, è un mondo fuori dal mondo anche per il semplice inserviente,  che guadagna più di un ricercatore strutturato (a tempo indeterminato,  per intenderci) di qualsivoglia università italiana. Anni di studio  sprecati: bisognava fare altro, mettersi al servizio, piuttosto che  giocare al giovane chirurgo, giovane docente, giovane ingegnere,  eccetera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, che il troppo stoppia, è più che  evidente. Ancora c’è la speranza di un posto di lavoro al Nord, o la  pensione del papà, perfino quella del nonno, e allora si tace.  Nonostante si stia male, tutti abbiamo una stampella, e ci si rassegna  al male dell’emigrazione. Ma quando anche questo finirà – basti vedere  il fuggi fuggi dei docenti siciliani verso un Nord ormai saturo – allora  si scoprirà ciò che è sotto gli occhi di tutti: siamo una polveriera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I siciliani hanno ben poco. E quel poco  che hanno se lo tengono stretto. Ma quando s’accorgono che non hanno  nulla da perdere, la prima cosa che fanno saltare in aria è la pazienza.  C’è chi ce la sta depredando ogni giorno di più.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 5 agosto 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31487"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-3696795847341270533?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/3696795847341270533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=3696795847341270533&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3696795847341270533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/3696795847341270533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/di-antonio-g.html' title='L’Ancien Regime siculo'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-474217663950817828</id><published>2011-09-08T21:43:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:43:35.031+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Politica ingolfata, Catania ammazzata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Politica ingolfata, Catania ammazzata" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/picasion.com_e46ec086ec84cbc6e3e4fd9d523380fc.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Il Consiglio comunale, ieri sera, è saltato. Pratica archiviata in meno  di cinque minuti. Solo che, in questo caso, la faccenda è molto più  grave del solito assenteismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Riassunto delle puntate precedenti. Si  doveva discutere della tassa di soggiorno per il turismo. Una piccola  cosa, per passare al piano triennale dei lavori pubblici, e infine al  bilancio. Non se ne fa nulla, perché non c’era in aula l’assessore  competente. In realtà Rita Gari Cinquegrana, l’assessore competente, non  c’è che nell’organigramma della giunta, perché nessuno ricorda un suo  comunicato stampa, una sua intervista, un suo intervento in aula., una  sua proposta, che riguardasse anche per sbaglio la questione turismo. La  Gari fa il sovrintendente del Bellini, non l’assessore al Turismo. Ma  tanto Catania non è una città turistica, non serve a nulla averci  l’assessore. Avrà pensato il sindaco Stancanelli che la Rita Gari  Cinquegrana ha nominato e continua a tenere in Giunta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I consiglieri comunali saranno un po’  stizzosi, però ognuno deve fare la propria parte, e se l’assessore non  c’è, si ha pure il diritto di chiedere che sia proprio l’avente delega a  relazionare in aula. Si passa al punto due dell’ordine del giorno, cioè  la ‘bazzecola’ del piano triennale dei lavori pubblici. Solo che, anche  in questo caso, gli strafalcioni non si contano. Tra le piccolezze che  si possono enumerare, c’è il ritardo dell’atto e la sua correttezza.  Nella seduta del 2 lo aveva fatto notare anche Manfredi Zammataro  (LaDestra-As): mancano documenti importanti in allegato. E pare sia  così. Pare che davvero, oltre che avviare l’iter in ritardo, il sindaco e  la giunta (o chi per loro) non abbiano fatto tutto perfettamente. E se  non sappiamo quanto dobbiamo (o possiamo) spendere, pare sia dubbio  anche che si possa approvare un bilancio. E c’è il rischio del  commissariamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Basta? Mettiamoci il carico: la maggioranza latita, ed è vero che il numero legale viene a volte tenuto dalle opposizioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora è chiaro che la situazione è fin  troppo grave. Un paio di domane sono d’uopo. Innanzi tutto, sulla tassa  per il turismo. Lo abbiamo già scritto: non ci sono soldi? d’accordo,  turiamoci il naso e accettiamola. Un paio di euro non sono la fine del  mondo. Non c’è un piano preciso? D’accordo, tra galantuomini, e per il  bene di Catania, se ne può discutere davanti al gruzzoletto raccolto.  Anche questo non sarebbe la fine del mondo. Ma accidenti, come si è  potuto credere che l’opposizione, che se è opposizione un motivo ci deve  pur essere, non avrebbe sollevato la questione dell’assessore al  turismo? È da mesi che ce la portiamo dietro. Rita Cinquegrane avrebbe  potuto essere la persona giusta. Non lo è, non già perché non sa dove  mettere le mani; non lo è perché queste mani non vuole mettergliele. Non  sappiamo il perché – d’accordo, fattacci suoi. Ma saranno pur fattacci  nostri avere l’assessore all’unico ramo ‘produttivo’ o no? Se abbiamo un  assessore al turismo e non già all’industria, è perché di industrie, a  Catania, ne sono rimaste un paio, e tanto per tenere alta la bandiera e  non ammainarla. Siamo alla fame punto. Altro che disoccupazione: siamo  alla fame. Facciamo lavorare almeno le strutture ricettive e ricreative,  altrimenti siamo spacciati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci saranno alti motivi politici, non  dubitiamo, per questa situazione anomala. Chissà quali equilibri  sposterebbe una nomina ad un assessorato che, soprattutto dopo  l’approvazione della tassa, avrebbe un cospicuo portafoglio da gestire.  Ma caspita: un po’ di decoro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E sui lavori pubblici? Avete forato una  ruota, non fatevi forare l’altra. E invece ritardi su ritardi, e con  tanto di fogli che mancano. Anche in questo caso era davvero così  difficile immaginare che l’opposizione avrebbe chiesto spiegazioni? E  come imporgli il (presunto) ‘buon senso’, quando gli stacanovisti delle  maggioranza si contano su un palmo della mano, e i restanti sono sempre a  spasso per le vie – fanno politica ‘tra la gente’, però poi si scordano  di andare a votare quelle delibere che servono all’amministrazione  della vita sociale della gente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È solo un’impressione, o stiamo facendo  di tutto per arrivare al commissariamento del bilancio catanese?  Diciamolo chiaramente. E altrettanto chiaramente diciamo che stiamo  ammazzando un uomo morto. E il morto, ormai, è la nostra bella città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 4 agosto 2011 su&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31386"&gt; Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-474217663950817828?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/474217663950817828/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=474217663950817828&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/474217663950817828'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/474217663950817828'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/politica-ingolfata-catania-ammazzata.html' title='Politica ingolfata, Catania ammazzata'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-2784731855949538429</id><published>2011-09-08T21:41:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:41:41.344+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio tra epica e farsa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio tra epica e farsa" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/01/consiglio1.jpg" width="400" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Se non fosse che, infine, s’è conclusa in farsa, la seduta di ieri sera  del Consiglio comunale di Catania avrebbe avuto un che di epico.  Iniziata con un minuto di silenzio per Mariella Lo Giudice, ha  conosciuto momenti di vera tecnica politica e di grande oratoria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30560/pd-comune" rel="attachment wp-att-30563" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-large wp-image-30563" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/pd-comune-500x375.jpg" title="pd comune" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Iniziamo con la prima. &lt;strong&gt;Saro D’Agata&lt;/strong&gt;  (capogruppo Pd) ormai è noto per le sue pregiudiziali: sa trovare peli  perfino dentro l’uovo. E, nell’Italia politica delle starlette da  rotocalco di serie B, in cui la Sinistra è allo sbando, avendo  sostituito il materialismo storico con lo sballo neoborghese del  nichilismo libertino, è un piacere vedere ancora qualcuno che sa usare i  vecchi ferri della politica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si doveva parlare della tassa sul  turismo. E chi ne doveva parlare? L’assessore competente non c’è (e chi è  un po’ svezzato a queste cose sa il perché), fa notare D’Agata. E  minaccia pregiudiziale. Il presidente del Consiglio, &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt;,   si limita a notare, innanzi tutto, che ha ragione D’Agata: l’assessore  non c’è, e non si è giustificato; tuttavia, l’Amministrazione è  rappresentata da tre assessori. D’Agata non sente ragioni. D’un tratto,  colpo di scena: l’assessore ha bisogno di una mezz’oretta per arrivare.  Ma ancor più impressionante è sapere che un assessore al turismo Catania  ce l’ha: mai visto in aula, si tratta comunque della prof.ssa &lt;strong&gt;Rita Cinquegrana&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Però, &lt;strong&gt;Domenico La Rosa&lt;/strong&gt;  (Misto) propone che si passi al punto due. Il Consiglio approva. Si  passa al punto due. Altra tegola per l’amministrazione. Il rimedio è  peggio del male: approvazione del piano triennale dei lavori pubblici.  D’Agata passa all’attacco. Pregiudiziale: non si può trattare questo  atto prima del 13 settembre, perché non sono decorsi sessanta giorni  dalla pubblicazione sull’albo pretorio. Su questo aspetto scoppia una  bagarre legale. Viene consultata l’avvocatura del Comune, che invece dà  parere favorevole. &lt;strong&gt;Puccio La Rosa&lt;/strong&gt; (Fli-misto) concorda con D’Agata. Replica &lt;strong&gt;Letterio Daidone&lt;/strong&gt;  (Pdl): secondo la normativa vigente nella Regione Sicilia,  l’approvazione definitiva del piano dei lavori pubblici avviene col  bilancio di previsione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30560/musumeci-3" rel="attachment wp-att-30564" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-large wp-image-30564" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Musumeci-500x375.jpg" title="Musumeci" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;La pregiudiziale viene respinta, e l’assessore &lt;strong&gt;Sebastiano Arcidiacono&lt;/strong&gt;  inizia la sua relazione. Due i punti su cui pone l’attenzione:  l’edilizia scolastica e le strade della città. Alla fine, però, fuoco  incrociato di D’Agata e &lt;strong&gt;Nello Musumeci &lt;/strong&gt;(La Destra),  presente in aula e per lungo tempo meditabondo. È proprio da Musumeci  che arriva l’attacco più duro della serata: la Destra-As abbandona  l’aula. Musumeci si sente disgustato da quel che è avvenuto, e lo dice  chiaramente: l’assessore al turismo non è presente, semplicemente perché  non c’è. La Cinquegrana ha permesso al sindaco di usare il proprio  nome, ma non è mai stato un assessore vero. Ed ora, per coprire questa  assenza, si discute di una questione così delicata – i lavori pubblici –  senza che l’amministrazione sia preparata. E tutto questo, mentre è la  presenza dell’opposizione a mantenere il numero legale: dov’è la  maggioranza?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre La Destra abbandona l’aula,  D’Agata formula un’altra pregiudiziale: il piano proposto prevede  l’accensione di mutui per un totale di 30 milioni di euro. Ma secondo la  relazione del collegio dei revisori dei conti le tasche catanesi non  possono permetterselo. Dunque è necessario, per discuterne, che sia  presente il collegio in aula.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La pregiudiziale non passa. Ma non viene  neppure respinta. In un’aula quasi vuota, manca il numero legale. Alla  riapertura, dopo la sospensione di un’ora, a detta del segretario  salvatore Nicotra non c’è nessun consigliere presente. Si continua  questa sera. (Caldo e pedalò permettendo).&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 3 agosto 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31292"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-2784731855949538429?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/2784731855949538429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=2784731855949538429&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2784731855949538429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2784731855949538429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/consiglio-tra-epica-e-farsa.html' title='Consiglio tra epica e farsa'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6513647459478484084</id><published>2011-09-08T21:39:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T21:39:17.957+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Tassa di soggiorno, il meno ingiusto dei balzelli</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Tassa di soggiorno, il meno ingiusto dei balzelli" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/08/picasion.com_1d7b6220687499cc0eb581e3f8a35d4c.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Questa sera,  numero legale permettendo, la maggioranza pare  intenzionata ad approvare la delibera sulla tasse di soggiorno. Tra le  novità legislative introdotte dal governo Berlusconi, che non avrebbe  dovuto “mettere le mani nelle tasche degli italiani”, questa pare essere  la più gettonata dalle amministrazioni locali, solitamente così restie a  recepire tutto ciò che non è obbligatorio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, a far del moralismo ci vuol  poco. Diciamoci la verità: gli enti locali non hanno più un euro, e  forse non ne ha più neppure lo Stato. Dove siano andati a finire i  nostri soldi, e se siano stati spesi bene, è discorso da farsi in altra  sede. Qui c’è un problema da affrontare: dove pigliare il danaro per non  far crollare il patrimonio artistico del mondo? Come favorire lo  sviluppo turistico del nostro Paese?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tassa di soggiorno ha due limiti ben  chiari normativamente: non può essere superiore ai cinque euro, e gli  introiti che ne derivano non possono essere spesi diversamente  dall’ambito turistico. In poche parole, tra i balzelli italici, questa  sarebbe il meno ingiusto. Anche perché peserebbe su chi ha deciso di  divertirsi, e in teoria non dovrebbe guardare agli spiccioli. D’accordo:  divertirsi non è reato. Ma per gli italiani ormai è un lusso: che lo  paghi, almeno, chi se lo può permettere (russi, tedeschi e francesi).  Sperando, ovviamente, che non finisca come i danari provenienti delle  multe, che ‘normativamente’ andrebbero impiegate per costruire  parcheggi, e invece ormai sono una forma di introito per i comuni. O  come i fondi Fas, da impiegare per lo sviluppo, e invece a volte  finiscono a risanare le casse di amministrazioni poco accorto (a dir  poco).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, con patti chiari, la tassa è  legittima. Come tutte le necessità. Si fa presto, infatti, a parlare di  ‘primavera’ catanese, senza tenere conto degli attuali bilanci degli  enti pubblici. Poi, magari, c’è che chi ha poco, e non ha neppure le  idee giuste per saperlo gestire (e questo è anche vero). Ma cosa  dovrebbero prevedere questi patti chiari? Si sa che, a regime, la tassa  non dovrebbe superare  2,50 euro a notte. Quello che non si sa, però, è  l’impiego. Sì, verranno usati per rilanciare il turismo. Ma come  esattamente? Senza una risposta chiara a questo quesito – senza un vero  progetto, difficilmente l’opposizione potrebbe  votarla. E a ragione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, dall’alto di quel poco di  esperienza acquisita nell’assistere alle sedute consiliari, è meglio  prevenire un’obiezione, e invitare l’opposizione a non formularla: la  tassa – si dice – inciderebbe sul prezzo degli alberghi, penalizzando il  flusso turistico. Difficilmente chi ha deciso di spendere l’equivalente  di quanto ormai hanno in tasca le famiglie catanesi per mangiare una  settimana, si farà scrupolo degli spiccioli in più che gli si chiede. E  comunque, se tanto si teme la tirchieria altrui, potrebbero farsi carico  della tassa gli albergatori nostrani, magari attuando degli sconti ad  hoc sul prezzo del soggiorno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La situazione non è facile. E non si può  pretendere che paghino sempre gli stessi la pulizia, la  ristrutturazione, i servivi e l’animazione di una città su cui sono  altri a guadagnarci. Poco? Figuriamoci che debba dire chi campa un mese  con l’equivalente di quanto spende un turista russo in una settimana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 2 agosto 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31249"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6513647459478484084?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6513647459478484084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6513647459478484084&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6513647459478484084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6513647459478484084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/tassa-di-soggiorno-il-meno-ingiusto-dei.html' title='Tassa di soggiorno, il meno ingiusto dei balzelli'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-2560845905360103016</id><published>2011-09-07T18:15:00.002+02:00</published><updated>2011-09-07T18:17:56.458+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensiero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='RECENSIONI'/><title type='text'>Giambattista Vico e la lezione della Storia. Una lettura del testo di G. Zanetti</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kOf14doOYMo/TRDoAR_KjnI/AAAAAAAAAXM/SeDmm7rd9wk/s1600/Ref72dpi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="105" src="http://4.bp.blogspot.com/-kOf14doOYMo/TRDoAR_KjnI/AAAAAAAAAXM/SeDmm7rd9wk/s200/Ref72dpi.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt;Gianfrancesco Zanetti, Vico eversivo. &lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Bologna, Il Mulino, 2011, pp. 135, € 13,00, ISBN &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;9788815147301&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Recensione di Antonio G. Pesce – 13/5/2011&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Nel maggio del 1994 Donald Phillip Verene, filosofo americano ancora in forza alla Emory University, tenne quattro lezioni all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofi di Napoli. Il tema, che poteva sembrare insolito, era la presenza di Vico nel mondo anglosassone (diventerà anche un libriccino, pubblicato da Città del Sole l’anno successivo).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=8725647417386482537&amp;amp;postID=2560845905360103016&amp;amp;from=pencil" name="more"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; Approfondendo quelle appena abbozzate linee di ricerca, perfino chi scrive ebbe modo di constatare la ricchezza delle analisi di cui era stato fatto oggetto Vico nella lingua di Shakespeare. Non solo, ma in un contesto sociale come quello anglosassone (e ancora non erano usciti alcuni scritti di Rifkin né quello ben noto di Huntington), il filosofo napoletano ‹‹offre una via per pensare il mondo umano come totalità. Noi viviamo in una società frammentata e tecnologica, in cui non c’è un’unica immagine guida, una vasta esposizione delle nostre origini e del nostro ruolo nella storia›› (p. 9). &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Leggendo quegli appunti, non stupisce tanto che anche gli Stati Uniti abbiano un proprio istituto vichiano, e che i &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;New Vico Studies&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; siano un apprezzato bollettino di studi sul Napoletano. Fa pensare, invece, quel che dichiara Verene, lasciando intuire anche la connotazione spiccatamente teoretica e non meramente filologistica della lettura anglofona (e statunitense in modo particolare) di Vico: ‹‹Ma l’elemento più importante è che Vico offre una via per pensare il mondo umano come totalità. […] Vico appare come una figura nuova che sembra parlare come un contemporaneo e rianimare in un modo nuovo gli interrogativi classici e le prospettive del pensiero antico e umanistico›› (pp. 9-10)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;A questa linea interpretativa pare legarsi Gianfrancesco Zanetti, che i vichisti hanno avuto modo di apprezzare in altri saggi, pubblicati sul «Bollettino del Centro di Studi Vichiani» di Napoli. Del resto, lo stesso autore scrive: ‹‹Questo non è uno studio storico-filologico su Vico; è invece una riflessione sulla presenza nei suoi testi di temi e suggestioni che possono interagire in modo interessante con settori a mio avviso importanti del dibattito filosofico contemporaneo›› (p. 7).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Tra i temi a cui accenna Zanetti c’è quello dell’eguaglianza. Jeremy Waldron ne distingue due tipi: quella di base (&lt;i&gt;basic equality&lt;/i&gt;) e quella normativa (&lt;i&gt;equality as a goal&lt;/i&gt;). Ovviamente, in Vico non si può negare la presenza di quella di base; e l’autore, che conosce molto bene il testo vichiano e lo ha frequentato per anni, non la nega affatto – pensiamo all’opera di Solone e di tutti i “Soloni” che conducono all’Età degli uomini e alle repubbliche democratiche. Né, ancora, vuole negare che poggiare l’eguaglianza normativa su quella di base abbia un suo valore logico. Quello che Zanetti vuole fare, puntando sul meglio del pensiero filosofico italiano, è mostrare che la società, il “mondo”, è anche una costruzione etica, seppur intendendo per etica qualcosa di diverso da un’indagine che si fondi sul presupposto della razionalità senza alcuna considerazione delle emozioni. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;La disuguaglianza tra ebrei e bestioni, tra storia sacra e storia profana, è data anche da ‹‹fattori istituzionali, come l’educazione›› (p. 27), e quando i plebei reclameranno uguaglianza, lo faranno perché – come recita la Degnità XCV - ‹‹gli uomini prima amano d’uscir di suggezione e desiderano ugualità››. Questa eguaglianza, frutto di conquista e non già di un fatto naturale, ha riverberi importanti su temi di scottante attualità. Zanetti ricorda il dibattito degli anni Sessanta negli Stati Uniti sui diritti della comunità afro-americana, ma noi possiamo argomentare più in generale: ammettiamo pure di sposare l’idea che l’eguaglianza sia un dato di natura. Davanti ad un QI intellettivo molto basso, come potremmo replicare? Possiamo impelagarci in una discussione sul valore di test di questo tipo, e potremmo anche citare visioni alternative sull’intelligenza umana. Rimarrebbe comunque il dubbio che le cose stiano in un modo, e che non ci sia alcun motivo per cui debbano mutare. Ma la descrizione di &lt;i&gt;ciò che è&lt;/i&gt; non impone un disegno su &lt;i&gt;ciò che ha da essere&lt;/i&gt;.  Buona parte della nostra vita, infatti, è sorretta più da ciò che speriamo e progettiamo per il futuro, che da quello che possiamo constatare circa il presente. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Una visione dell’eguaglianza &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;come obiettivo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;as a goal&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;) più che come fatto, ci permetterebbe di vedere in un QI basso uno stimolo alla ricerca di forme sempre migliori e più ampie di inclusione, oltre che essere una visione squisitamente etica del reale, perché considera gli uomini come fine, e come fine che si deve raggiungere ogni giorno di più, e non come un dato di natura meramente acquisito. In questo, dunque, mentre non nega la concezione naturale dell’uguaglianza, Zanetti dimostra di ripensare in modo originale più che Vico, i temi attuali del dibattito morale, soprattutto in campo anglosassone. In verità, egli non disdegna affatto quella tradizione italiana che nella storia, più che un volano di dottrine relativistiche, ha saputo vedere quel farsi del mondo e dell’uomo – del mondo dell’uomo – che è questione più di scelte che di teoremi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;C’è etica, però, laddove si riconosce l’esistenza di una comunità, dalla quale ci si sente interrogati. Nel secondo capitolo, Zanetti fa sua la distinzione proposta da &lt;/span&gt;Bernard Williams, e ripresa da Avishai Margalit&lt;span style="color: black;"&gt;: le emozioni bianche sono quelle che possiamo provare anche in perfetta solitudine – pensiamo alla paura della morte, un sentimento che molti provano negli attacchi di panico. Le emozioni rosse, invece, sono quelle che proviamo quando siamo fatti oggetto non già del nostro sguardo, ma di quello altrui. Riproponendo un confronto tra Hobbes e Vico, che lo stesso Zanetti ammette essere &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;locus communis,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; si nota come nel primo prevalgano emozioni di carattere ‘bianco’, e come siano invece di carattere ‘rosso’ in Vico. Certo, anche per il Napoletano la prima emozione, quella provata dai bestioni davanti al tuono, è la paura, ma in questo caso il senso è diverso: essi interpretano quell’evento come il segno della presenza di qualcuno, come di un occhio che li scruta. Cominciano ad accoppiarsi di nascosto, e dalla religione, quale &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;timor Dei&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, si genera la vergogna (il pudore). ‹‹Non è affatto lo stesso tipo di paura – scrive Zanetti – fondamentalmente soggettiva e individuale, che si presta fra l’altro anche ad essere deliberatamente utilizzata da individui astuti; si tratta, piuttosto, di una paura &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;condivisa&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; che spinge gli individui a organizzarsi in un ordine sociale›› (p. 69).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Le prime norme vichiane sono &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;istitutive&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, cioè innanzi tutto creano qualcosa. Poi, ovviamente, comportano anche delle norme &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;regolative&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, cioè norme che comandano o proibiscono di fare qualcosa. In questo senso, notiamo come, giusta l’osservazione di Zanetti, in Vico si riscontri una prima forma d’identificazione tra Stato e società: la preminenza data all’istituzione, e non già alla regolazione, impone, a rigor di logica, di prendere atto che non vi è un ente al di là della &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;societas&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; che lo genera, e questa viene facendosi mano a mano che fa quello. Infatti, in seguito Zanetti ricorda che ‹‹le regole regolative possono essere rivolte a individui; le regole costitutive possono essere rivolte unicamente a gruppi›› (p. 83). &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Risultato di questa preminenza di emozioni rosse è il ruolo fondamentale che in Vico assume il matrimonio: un tema molto dibattuto nei paesi occidentali, non solo per le diversità che si riscontrano tra diverse culture (pensiamo alla poligamia), ma anche dentro una stessa cultura (pensiamo alla relazione omosessuale). Un tema, inoltre, che, a differenza di quello della famiglia, è stato poco trattato, e a cui solo Vico ha dato la giusta importanza (‹‹il filosofo del matrimonio›› come leggiamo a p. 87). Solo quando i plebei avranno diritto alle nozze solenni, il processo di &lt;i&gt;umanizzazione&lt;/i&gt; si potrà dire compiuto. Solo allora il passaggio dalla forma aristocratica a quella democratica sarà pressoché compiuto, oltre che irreversibile. Ai plebei non era permesso sposarsi, perché essi non potevano farlo: era ritenuto contro natura. Ma essi si ribellarono per ottenere uguaglianza. &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Questa credenza, per cui sarebbe stato contro natura il matrimonio che non fosse ‹‹&lt;i&gt;more ferarum&lt;/i&gt;››, non è un inganno: è una credenza collettiva, creduta fino ad un certo punto anche dai plebei. È in un linguaggio di miti che si esprime la verità &lt;i&gt;eroica&lt;/i&gt;, che deve aver avuto qualcosa di vero: ‹‹si tratta di una verità costituita, &lt;i&gt;fatta&lt;/i&gt; attraverso l’azione di un insieme di credenze collettive che si cristallizzano appunto in determinate realtà istituzionali›› (p. 95). Il risultato è chiaro: ‹‹la lotta per una maggiore inclusività dell’istituzione matrimonio è aspra e mette anzi differenti concezioni in conflitto: il suo esito è però infine un ingentilimento dei costumi, che – come si è accennato – nella &lt;i&gt;Scienza Nuova&lt;/i&gt; comprende anche per esempio, quella che Vico chiama &lt;i&gt;tenerezza del sangue&lt;/i&gt;. Si fanno cioè ora politicamente disponibili, insieme a una più inclusiva forma di eguaglianza, nuovi sentimenti e nuove emozioni›› (pp.114-5). &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;L’originalità dell’impostazione e l’impellenza dei problemi affrontati fanno del &lt;i&gt;Vico eversivo&lt;/i&gt; di Zanetti un’opera particolare nell’orizzonte scientifico italiano degli studi vichiani. Speculativo nei fini, filologico nell’impianto. Peraltro, è un libro scritto con molta onestà intellettuale, perché talune obiezioni l’autore se le muove da solo; senza essere mai categorico nel tracciare confini tra concetti, facendo notare le diverse sfaccettature. Infine, quando deve giudicare il mondo attuale, mostra una serenità di giudizio che non è facile riscontrare in certi dibattiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Ma un libro ha sempre una propria storia, che l’autore non riesce mai completamente ad esaurire. Non fa eccezione il lavoro di Zanetti. Infatti, non pare provato che il risultato storico debba essere questo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;ingentilimento&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, che condurrà all’accettazione &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;politica&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; di matrimoni ‘diversi’.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Tra l’altro, possiamo leggere che il matrimonio è ‹‹anche occasione per un energico ricorso all’argomento del &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;consensus omnium&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, dove l’ &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;omnium&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; dell’universalità non si riferisce a individui singolarmente considerati, latori magari di una ragione critica e libertina, ma a nazioni›› (p. 88). Questo perché la razionalità ‹‹si rivolge primariamente all’individuo, e funziona sulla deliberata connessione&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; mez&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;zo-scopo›› (p. 109). C’è un di più nella sapienza che ci viene dalla storia, fatta di prudenza e di buon senso comune, che il singolo non riesce ad esperire. La tesi, secondo cui &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;i&gt;verum factum conventuntur&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, non garantisce la conoscenza del singolo individuo, ma quello dell’umanità intera, cioè di milioni di uomini nel loro rapporto reciproco, sia esso orizzontale tra contemporanei, sia verticale tra l’umanità in epoche diverse. Questo filo, creato dall’emozione rossa della vergogna, viene spezzato da un’altra emozione simile: l’orgoglio. Cioè la tracotanza umana di esperire il reale tramite il raziocino scientifico (nell’accezione che questa parola ebbe tra Sei e Settecento). &lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Detto questo, è necessario osservare che è stata una scelta poco felice quella di accomunare matrimonio poligamo e omosessuale, perché pongono problemi diversi e s’inseriscono in modo diverso nella storia, passata e attuale. Si potrebbe obiettare che la concessione di “nozze solenni” a connubi differenti da quello fondato su un uomo e una donna sia un cedimento all’orgoglio, che conduce alle ‹‹particolari proprie utilità di ciascuno››. Ci chiediamo, infatti: in virtù di cosa le pur legittime scelte di singoli formano una ‹‹razionalità sociale›› (p. 66), vincolante nella Storia?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;In questo  caso, purtroppo, Zanetti cade nell’errore di esaurire il processo storico prima ancora che si sia realizzato. In altri termini, non c’è una  ragione per sostenere che le cose, che attualmente stanno andando in un verso, si evolveranno conseguentemente. Non c’è ragione, ancora, per sostenere che il futuro è della Scienza, o del Proletariato, o della Religione, solo perché, allo stato attuale, le cose stanno andando in una di queste direzioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;La Storia futura, insomma, non è “vera”, per il semplice ed importante motivo che non è stata ancora realizzata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Indice:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify; text-indent: 0.64cm;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Presentazione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Eguaglianza  in Vico&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Il bianco e  il rosso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Il  sovversivismo dell’immanenza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.64cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.64cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Verdana,sans-serif;"&gt;Indice dei nomi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-2560845905360103016?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.recensionifilosofiche.info/2011/09/gianfrancesco-zanetti-vico-eversivo.html' title='Giambattista Vico e la lezione della Storia. Una lettura del testo di G. Zanetti'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/2560845905360103016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=2560845905360103016&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2560845905360103016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2560845905360103016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/vico-e-la-lezione-della-storia-una.html' title='Giambattista Vico e la lezione della Storia. Una lettura del testo di G. Zanetti'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-kOf14doOYMo/TRDoAR_KjnI/AAAAAAAAAXM/SeDmm7rd9wk/s72-c/Ref72dpi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4915255777105186200</id><published>2011-09-06T12:15:00.001+02:00</published><updated>2011-09-06T12:15:56.456+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensiero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PAGINE'/><title type='text'>Sì, io spero</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-F-VtPr7wMpY/TmXyo_JTFsI/AAAAAAAAAdY/XT-YCoBcgu4/s1600/Speranza.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="151" src="http://4.bp.blogspot.com/-F-VtPr7wMpY/TmXyo_JTFsI/AAAAAAAAAdY/XT-YCoBcgu4/s200/Speranza.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;A vincere siamo tutti bravi. Che ci vuole? Fingere di non essere mai scesi in campo, quando la sconfitta sarà chiara; o fingere di aver già perso in partenza, per rendere più gustosa la vittoria. Ma che vita è quella che fa della finzione il proprio carattere? Che senso può avere farsi paralizzare dalla paura della disillusione?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;Vivere è lotta, e non c’è atto più alto spiritualmente che sperare – non nascondersi la difficoltà del cammino, non celare la brama della metà. Sì, io spero. Io spero perché vivo. E quando sarò caduto, sarà merito della speranza se mi saprò rialzare. E quando mi metterò a correre, sarà ancora per la speranza di arrivare che non sentirò il groppo del cuore alla gola. Sì, io spero. E questa speranza fortifica quell’animo, che non può facilmente galvanizzare una l’illusione, o fiaccare la delusione. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4915255777105186200?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4915255777105186200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4915255777105186200&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4915255777105186200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4915255777105186200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/si-io-spero.html' title='Sì, io spero'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-F-VtPr7wMpY/TmXyo_JTFsI/AAAAAAAAAdY/XT-YCoBcgu4/s72-c/Speranza.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5410765345497135023</id><published>2011-09-02T21:43:00.002+02:00</published><updated>2011-09-02T21:49:16.301+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensiero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><title type='text'>La fenomenologia della coscienza in Giovanni Gentile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Antonio Giovanni Pesce&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Università di Catania&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ys5FkTW7zpE/TmExh3Bi_gI/AAAAAAAAAdU/RkLAsgJqab8/s1600/Giovanni_Gentile.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" src="http://1.bp.blogspot.com/-ys5FkTW7zpE/TmExh3Bi_gI/AAAAAAAAAdU/RkLAsgJqab8/s320/Giovanni_Gentile.jpg" width="228px" xaa="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Volendo ricostruire, sulla falsariga di Hegel, una fenomenologia della coscienza in Giovanni Gentile, non mancherebbero spunti per una riflessione articolata, e una ricerca in tal senso avrebbe di certo il suo profondo fascino, ma a condizione che fosse chiaro il punto di partenza da cui prendere le mosse, e che appare in tutta la propria ineludibilità: non l’emergere dello spirito nella storia è il fulcro del pensiero attualistico di Gentile, bensì l’emergere della storia nello spirito. E che, inoltre, a questa ‘interiorità’ bisogna pur tornare per intendere la storia, anzi. L’intelligibilità del reale è proprio questo reale qui, l’unico reale del quale l’uomo non può mai disinteressarsi - questa interiorità concreta, per nulla astratta, che si fa storia. Una riduzione immanentistica che, mentre eredita la modernità, ne fa la critica superandola. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si può cominciare da una lettura della storia della filosofia. Che è anche una lettura della civiltà. Ora, si faccia attenzione a questo, che di ‘lettura’ si tratta, non già di ‘ricostruzione’. È bene avere in mente questa profonda distinzione, altrimenti sfuggirà il nucleo del problema che qui si affronta. Lettura – e se c’è lettura, ci devono essere almeno tre elementi: un lettore, un testo e, anche se non appare, chi il testo lo ha prodotto. Eppure, nell’operare, nel darsi della lettura, questi tre elementi appaiono del tutto fusi. Un libro non lo si scriverebbe, se non fosse presupposto un lettore, foss’anche lo stesso scrittore in mutate condizioni (un diario, per esempio). E se è così, allora il ruolo del lettore è necessariamente presupposto dallo scrittore medesimo ... ... ... ...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" style="text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.megaupload.com/?d=Q2OCZ508"&gt;Scarica l'articolo per leggerlo interamente&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5410765345497135023?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.megaupload.com/?d=Q2OCZ508' title='La fenomenologia della coscienza in Giovanni Gentile'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5410765345497135023/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5410765345497135023&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5410765345497135023'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5410765345497135023'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/09/la-fenomenologia-della-coscienza-in.html' title='La fenomenologia della coscienza in Giovanni Gentile'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ys5FkTW7zpE/TmExh3Bi_gI/AAAAAAAAAdU/RkLAsgJqab8/s72-c/Giovanni_Gentile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6533530309918672200</id><published>2011-07-30T17:46:00.001+02:00</published><updated>2011-07-30T17:47:02.164+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio comunale di Catania, elicotteri e strafalcioni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio: elicotteri e strafalcioni" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/28072011350.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/b&gt; Il continuo stillicidio delle nostre forze di stanza in Afghanistan si fa sentire anche da noi. Il presidente del Consiglio comunale, &lt;b&gt;Marco Consoli&lt;/b&gt;, ha chiesto un minuto di silenzio all’aula per l’ennesimo caduto, il caporalmaggiore David Tubini. È forse l’unico momento in cui il consiglio non abbisogna di rimbrotti per tacere e rispettare il decoro. E di questi momenti ne stiamo vivendo fin troppi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31062/attachment/28072011349" rel="attachment wp-att-31063" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-large wp-image-31063" height="240" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/28072011349-500x375.jpg" title="28072011349" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Detto questo – sia concesso al cronista di cedere un poco alla malinconia – si passa alle piccole e grandi disfunzioni di Catania. &lt;b&gt;Rosario D’Agata&lt;/b&gt; (Pd) ricorda all’amministrazione non solo che è da un anno che non vengano pagati i buoni pasti ai dipendenti comunali, ma anche il piano per decentramento. E anche il capogruppo dell’Mpa, &lt;b&gt;Salvo di Salvo&lt;/b&gt;, chiede spiegazioni in merito. &lt;b&gt;Alessandro Porto&lt;/b&gt; (Mpa) vorrebbe una sospensione di qualche mese, finché perdurerà il caldo, del divieto di entrare in auto dentro il cimitero. Il rischio è che, attraversando a piedi i viali, qualcuno accusi il colpo della canicola. L’assessore &lt;b&gt;Arcidiacono&lt;/b&gt; ha trovato interessante la proposta, e si è detto disponibile a studiarla, purché non si torni alla situazione antecedente l’ordinanza, quando il cimitero, più che un cimitero, era un parcheggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Francesco Navarria&lt;/b&gt; (Scelta Giovane-Misto) ha ricordato proprio ad Arcidiacono, che il primo giorno di agosto dovrebbe essere – anche – il primo giorno dei lavori di consolidamento del ponte del Tondo Gioeni. Si arriverà preparati? Arcidiacono dice sì, Navarria teme di no. Mentre &lt;b&gt;Francesca Raciti&lt;/b&gt; (Pd), &lt;b&gt;Gemma Lo Presti&lt;/b&gt; e&lt;b&gt; Manfredi Zammataro &lt;/b&gt;(LaDestra-As) hanno posto all’attenzione dell’amministrazione il decoro di Catania. La prima chiedendo una pulitura più assidua dei cassonetti nel periodo estivo, e di spendere qualche euro per cambiare le lampadine non funzionanti dell’illuminazione della città; la seconda il rispetto dell’ordinanza del sindaco sulla movida catanese, concernenti orari di chiusura dei locali e limite massimo dei suoni; il terzo, infine, che Catania offra qualcosa di più che la dilagante prostituzione per le vie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31062/attachment/28072011351" rel="attachment wp-att-31064" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-large wp-image-31064" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/28072011351-500x375.jpg" title="28072011351" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Più incentrati sulla contestazioni di atti amministrativi gli interventi di &lt;b&gt;Valeria Sudano&lt;/b&gt;, capogruppo Pid, e di &lt;b&gt;Puccio La Rosa &lt;/b&gt;(Fli-Misto). Quest’ultimo, leggendo in aula una relazione del commissione di controllo sugli atti amministrativi, ha fatto notare come qualche dirigente del comune – e dire ‘qualche’ pare essere un eufemismo – nel redigere gli atti di propria competenza commettere vistosi strafalcioni. Quali? Ci si dimentica di citare la normativa, o si citano norme passate a miglior vita (l’archivio). O, ancora, si sbaglia a far di conto. La Rosa ha dunque chiesto una commissione d’inchiesta. La Sudano gli ha fatto notare che non serve: è infatti notorio che molti atti vengano redatti senza alcuna competenza. Si prenda a esempio che l’amministrazione ha stipulato una convenzione con la Sac per un box informazioni del Comune dentro l’aeroporto. Peccato però che non potesse farlo, toccando ciò al Consiglio comunale. &lt;b&gt;Gaspare Nicotra&lt;/b&gt;, segretario generale, le ha fatto notare che, per quanto egli ne sappia, si tratta di un protocollo d’intesa e non già di una convenzione. Ma la capogruppo Pid ha posto anche un altro problema: il 27 luglio è scaduta la proroga concessa al commissario regionale per redigere il piano commerciale della città. Ed ora? Secondo Nicotra la competenza ritorna al Consiglio comunale, finché non verrà nominato un altro commissario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31062/attachment/28072011346" rel="attachment wp-att-31065" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-large wp-image-31065" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/28072011346-500x375.jpg" title="28072011346" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Fin qui le comunicazione. Però c’era dell’altro. C’era l’approvazione di una delibera per la costruzione di un’elisuperficie nei pressi dell’ospedale Garibaldi di Nesima, lì dove è già presente il coordinamento della Protezione Civile. Si tratta di un bando del 20 maggio della Regione Sicilia per creare una rete di infrastrutture eliportuali. Il Comune di Catania ha colto al balzo la situazione per creare non solo un luogo importante in caso di calamità naturale, ma anche per le ordinarie urgenze. Tuttavia, alcuni consiglieri, nella lunga discussione, hanno mostrato i limiti della delibera amministrativa. Innanzi tutto, è stato fatto notare come i tempi sia contingentati, e come, senza opposizione in aula, verrebbe a mancare il numero legale. Dunque, ci sarebbe la voglia di approvarla. Ma non è chiaro, se i quattrocentomila euro, stanziati dalla Regione, coprano tutto il costo dell’opera o in che parte. Inoltre, davvero è quello il luogo giusto? Si tratta di una località a ridosso di un ampio centro abitativo e di un’arteria importante (la circumvallazione, all’altezza della rotonda del nosocomio di Nesima).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’opposizione, insomma, rimprovera all’amministrazione – per usare le parole di &lt;b&gt;Nello Musumeci &lt;/b&gt;(La Destra), ieri presente in aula – di aver voluto cogliere l’attimo ‹‹per metterci il cappello sopra e tagliare, infine, qualche nastro rosso››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, la proposta passa. Ma non è passata l’immediata attuazione. Il troppo, infine, stroppia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 29 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31062"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6533530309918672200?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6533530309918672200/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6533530309918672200&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6533530309918672200'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6533530309918672200'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/consiglio-comunale-di-catania_30.html' title='Consiglio comunale di Catania, elicotteri e strafalcioni'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5722463817627631065</id><published>2011-07-30T17:41:00.000+02:00</published><updated>2011-07-30T17:41:36.408+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Catania sonnambula</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Catania sonnambula" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/picasion.com_fa1dc7fbfae9ce90136327479d6c29d2.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt; Che fossimo notturni non ne avevamo alcun dubbio. Anzi: più che notturni, siamo socievoli, ci piace parlare. È che questa dote non la sappiamo sfruttare. Madrid sì, invece. Ad ogni buon conto, da un’indagine delle attività sul social network Badoo, Catania risulta essere la quarta città più nottambula d’Italia, con Firenze e Roma, preceduta da Napoli, Torino e Milano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono semplici dati. Non ci dicono nulla. Se, però, facciamo mente locale, forse possiamo pensare ad una Catania diversa, meno chiusa in casa a chattare come uno scolaretto sfigato, e più in strada a vivere con gli altri (e ad accoglierli). Una Catania da ‘movida’ che tuttavia stenta a decollare. Una Catania sonnambula, che vivacchia sulle scalinate di palazzo delle Finanze, attendendo che si faccia giorno nel tedio di una nottata spenta. Perché? Innanzi tutto c’è un problema di sicurezza. Inutile girarci attorno. Sicurezza che già manca anche per gli stessi residenti, che lamentano l’abbandono delle strade, durante la notte, ai più svariati ‘fumi’, dove quello meno pericoloso non necessariamente è quello etilico. Inoltre, ritrovi poco controllati sono un pericolo anche per quegli avventori che, nonostante siano in vena di un po’ di allegria con amici e ragazza, non vorrebbero perderci la vita, perché qualcuno ha alzato troppo il gomito. Il controllo, dunque, e il rispetto delle regole. Cosa gradita ai gestori dei locali, agli clienti dei locali e ai vicini dei locali. Ma quasi sempre disattesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non basta però. Serve altro. Serve non solo il controllo della massa, ma anche il collante. E qui siamo proprio scarsi, e non solo per colpa di chi amministra questa città. Qualche anno fa, fioccarono durissime le critiche: niente estate a Catania, nessuna ‘movida’. Piazza Teatro Massimo quasi buia. Qualche anziano seduto e un paio di ragazzi. D’accordo: Stancanelli non è affatto mondano. La sera, dopo una giornata di duro lavoro, si mette le pantofole, la canottiera di flanella, e sprofonda nella sdraio. Però non possiamo aspettarci che sia sempre lo ‘Stato’ a pagare servizi, per poi tirarsi indietro e lasciare ai privati il compito di passare all’incasso. Non può organizzare l’animazione per i locali: lo ‘Stato’ non fa l’animatore né il PR. Quando si sta bene, c’è cuccagna per tutti. Quando si sta come si sta a Catania (e in tutta Italia, e in tutta Europa, e perfino negli Stati Uniti…), ciascuno deve fare il proprio dovere. La città pullula di talenti, la cui unica colpa è di essere italiani, siciliani, catanesi. Fossero nati altrove …&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo bisogno di un’anagrafe del talento, al quale offrire un palcoscenico – una location, come dicono quelli che sanno parlare bene, e degli sponsor. Senza cedere al fascino delle colonizzazioni, peraltro pagate con laute parcelle. Nel ragusano e nell’entroterra ennese capita che il baretto offra l’intrattenimento musicale all’intera paese. Da noi attendiamo che il sindaco scenda in piazza con tutta la sua baraonda di assessori e consulenti (non sarebbe male però …).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È in questi momenti che l’innovazione paga, che l’idea mostra tutta la propria prorompente vitalità. Le vie battute sono le più costose – il vip è un reazionario a cui nessuno ha il coraggio di togliere il feudo. Ve ne sono altre, invece, che bisogna intraprendere, quando in quelle solite gli altri ci saranno sempre davanti. Scordiamoci di governo, regione e amministrazione: se Catania si salva, lo dovrà ai suoi giovani. Quelli che hanno ancora un’idea da condividere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 28 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/31010"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5722463817627631065?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5722463817627631065/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5722463817627631065&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5722463817627631065'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5722463817627631065'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/catania-sonnambula.html' title='Catania sonnambula'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8585122880002367727</id><published>2011-07-30T17:37:00.001+02:00</published><updated>2011-07-30T17:43:03.291+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensiero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='TheFrontPage'/><title type='text'>Anders Behring Breivik, la belva bionda e l'italico savoir faire</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-W-o01sTYgtE/TjQkW6b7AoI/AAAAAAAAAdQ/UC9_qABdl60/s1600/Borghezio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-W-o01sTYgtE/TjQkW6b7AoI/AAAAAAAAAdQ/UC9_qABdl60/s320/Borghezio.jpg" width="249" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anders Behring Breivik, la &lt;i&gt;belva bionda&lt;/i&gt; – come direbbe Nietzsche – che ha insanguinato la Norvegia, potrebbe essere incriminato per crimini contro l’umanità. Il superuomo, colui che si è fatto carico della storia per piegarla alla propria volontà di potenza, anche con questo curioso stratagemma giuridico non avrà più di trent’anni di carcere. E non ha potuto godere neppure dell’odio della sua gente, che ha preferito i fiori per le vittime piuttosto che un ultimo atto di considerazione per il carnefice. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pure in Italia le bacheche delle reti sociali (i &lt;i&gt;social network&lt;/i&gt; à la Facebook) non hanno traboccato improperi, come quando la signorina slovena mostrava, in un video, la propria bravura nel lanciare dei cuccioli di cane appena nati nel fiume. Allora sì che si invocò perfino il rogo per la criminale. Questa volta, invece, solo qualche bandiera come avatar, e una marea di articoli condivisi. Segno evidente di come la carne umana non tiri più di tanto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, non c’è pagina della storia del mondo in cui la farsa italiana non abbia fatto un quarto d’ora di comparsa. In questa strage, noi ci siamo entrati col miglior pezzo che l’italico buongusto riesca ancora ad offrire: Mario Borghezio. Ora, poiché l’eurodeputato leghista è simpatico come gli arnesi di un dentista, è comprensibile che in molti gli abbiano lanciato la propria invettiva, a seguito dell’ennesima riprova del suo proverbiale &lt;i&gt;savoir faire.&lt;/i&gt; Anche perché, appena egli apre bocca, c’è chi ha già le vesti stracciate (e il più delle volte non si sbaglia).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abbiamo, dunque, approntato commissioni al plasma per l’esegesi dell’alto pensiero; preteso che il baldo politologo si conformasse ai dettami della più savia sociologia da salotto; infine, abbiamo offerto le nostre scuse ai norvegesi, che non le avevano neppure richieste essendo noto che, in questo momento, hanno altri pensieri per il capo che non godersi il solito siparietto nostrano. Ma che cosa, in fin dei conti, avrebbe detto di così scabroso il nostro orgoglio nazionale (esportato nel grande salotto politico del fighettismo paneuropeo)? Niente. O almeno, niente di nuovo. Le idee della belva sono giuste, perfino “ottime”. Al netto della violenza però. Anzi, proprio sulla violenza l’eurodeputato tira fuori la teoria complottista, buona per tutte le salse: che Anders Behring Breivik non sia stato armato (a sua insaputa) da altri, al fine di screditare una posizione che, &lt;i&gt;ideologicamente&lt;/i&gt;, è anche condivisibile? Infine la ciliegina: Oriana Fallaci pensava le stesse cose, ma non se ne andava in giro a mettere bombe.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficile fare una comparazione tra il ‘pensiero forte’ dell’italiana e quello del norvegese. Dubitare che sia lo stesso è d’uopo, anche per la scarsa attendibilità della fonte. Da quel poco che si è potuto leggere, si apprende che il mondo è fatto da vigliacchi – dal Vaticano agli Stati tutti – e che solo un’avanguardia di santi (per ora la schiera contempla una sola persona – domani si vedrà) ha colto i “segni dei tempi”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tuttavia, siccome tra i bisogni primari dell’uomo c’è quello di dare, quanto meno, senso all’angoscia generata dalla precarietà dell’esistenza (e Anders Behring Breivik ci ha dimostrato chiaramente quanto siamo precari noi e la mente altrui), il grande circo dell’opinione ha messo le tende in casa nostra. Tante le scuole di pensiero. La prima è quella del dolce, secondo la quale il mondo è un paradiso con un paio di demoni che vogliono impedire la Pace Perpetua. I demoni sono nazisti per definizione, tranne poi scoprire che, in linea di massima, avrebbero dovuto essere filantropi, dato il grembiulino d’ordinanza illuministica. Poi, c’è la scuola dell’amaro: il mondo non deve tendere alla Pace Perpetua, altrimenti qualcuno potrebbe lamentarsi. E per necessità logica, chi si lamenta deve sparare a raffica su giovanotti in vacanza, magari dopo essersi imbottito di steroidi. Questi non fanno male – è risaputo. La Pace Perpetua sì.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine, c’è la scuola di quelli che non hanno scuola, e non l’hanno manco fatta, ma pontificano. Perché è permesso a un tizio di possedere armi a gogò e di progettare nell’etere la terza guerra mondiale? È permesso, perché in molte nazioni, fino a prova contraria, nessuno è colpevole di nulla, neppure di pensare. E se decide di comprare un’arma – cento armi, non vuol dire che voglia fare un strage. E se predica male in rete, non vuol dire che razzolerà altrettanto nel reale. E se prende una stanza in un hotel, non deve dare i proprio documenti, perché non è necessariamente in fuga dalla polizia o pronto a farlo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È una visione antropologica infarcita di (sano? insano?) ottimismo. Non c’è prudenza che tenga. Al massimo si corre ai ripari. Non si previene, si cura. La libertà è come l’ossigeno – si dice. Solo che l’ossigeno, quando è troppo, va alla testa. Se, poi, la testa è già rosa dall’interno, allora l’euforia sarà solo una molla, pronta a far scattare la bestia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è Anders Behring Breivik: una belva. Al suo posto avrebbe potuto esserci chiunque di noi avesse creduto poter piegare a sé la società, lo Stato, il mondo, Dio. È dentro noi che si nasconde l’abisso. Lo scontro tra le civiltà, teorizzato da Huntington, è relativamente nuovo. Ancor più lo è quello teorizzato da Martha Nussbaum all’interno delle civiltà. Antico, invece, quanto l’Occidente è lo scontro interiore teorizzato da un loro maestro. Bisogna conoscersi per impedire che l’instabilità interiore esploda. E chi fa politica, purtroppo o per fortuna, possiede strumenti poco taglianti per penetrare in quelle profondità. Può, tutt’al più, impedire che quel caos si armi facilmente, e altrettanto facilmente scorazzi il proprio rancore in giro per la città. Si chiama prudenza questa, e serve soltanto ad impedire un male maggiore. Ma nessuno può salvarci dagli Anders Behring Breivik. Perché la violenza ha sempre sfigurato il volto dell’umano, e lo farà sempre più, finché i sermoni racconteranno di bontà primordiali. Finché ci riterremo soltanto angeli, senza temere la nostra bestia interiore. Finché l’auriga lascerà la biga in mano alle bizzarrie dei cavalli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 30 luglio 2011 su &lt;a href="http://www.thefrontpage.it/2011/07/30/breivikborghezio/"&gt;TheFrontPage &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8585122880002367727?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8585122880002367727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8585122880002367727&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8585122880002367727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8585122880002367727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/anders-behring-breivik-la-belva-bionda.html' title='Anders Behring Breivik, la belva bionda e l&apos;italico savoir faire'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-W-o01sTYgtE/TjQkW6b7AoI/AAAAAAAAAdQ/UC9_qABdl60/s72-c/Borghezio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4051737166553308462</id><published>2011-07-27T17:00:00.003+02:00</published><updated>2011-07-27T18:28:35.958+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensiero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='PAGINE'/><title type='text'>La ricerca scientifica e il futuro della specie</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Hn2uXk5X_Gs/TjAngHeSsNI/AAAAAAAAAdM/rzDZ_QtfM-g/s1600/ricerca_scientifica_001.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="171" src="http://2.bp.blogspot.com/-Hn2uXk5X_Gs/TjAngHeSsNI/AAAAAAAAAdM/rzDZ_QtfM-g/s200/ricerca_scientifica_001.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #660000; line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;La ricerca scientifica e il futuro della specie&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="color: #660000; line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;di Antonio G. Pesce&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Dal 14 al 26 giugno si sono tenuti a Catania i lavori dell’alta scuola di formazione, promossa dalla fondazione &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Nova Universitas&lt;/i&gt;, sul tema ‹‹La ricerca scientifica e il futuro della specie››. Direttore scientifico ne è stato Pietro Bercellona, che ha moderato gli interventi e dei relatori, tutti di chiara fama nei loro ambiti di competenza, e dei giovani studiosi che si sono dati appuntamento. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;L’intento che qui si vuole perseguire è, intanto, quello di un bilancio, per quanto sommario. ‹‹Ha colto il convegno l’obiettivo scientifico che si era proposto?›› – è la prima domanda a cui vorremmo dare, più avanti, una risposta il più possibile sincera e scevra da compiacimenti verso l’impegno profuso personalmente e da altri. Poi, sarà opportuno discutere la risposta: quali i motivi del successo, e quali quelli del fallimento. Infine, chiosare il risultato, qualora sia stato positivo, o proporre una possibile e alternativa soluzione, qualora si sia ritenuto che altra avrebbe dovuto essere la conclusione della discussione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;"&gt;&lt;b&gt;Un bilancio alternativo&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;All’inizio della seconda settimana, prima che Roberto Mordacci prendesse la parola per parlare dell’etica nelle neuroscienze, Barcellona ha proposto un primo bilancio, relativo ovviamente alla settimana trascorsa. Un bilancio assai ingeneroso verso il proprio operato, poiché ha affermato di sentirsi “bocciato”, non avendo visto il dialogo che si era augurato, all’inizio della scuola, tra filosofi e scienziati. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wSBf4k0iGLs/TjAmm6e1MAI/AAAAAAAAAc8/nqbbcUToCws/s1600/Pietro_Barcellona.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-wSBf4k0iGLs/TjAmm6e1MAI/AAAAAAAAAc8/nqbbcUToCws/s200/Pietro_Barcellona.jpeg" width="187" /&gt;&lt;/a&gt;In effetti, il proposito di Barcellona era chiaro sin dalla stesura della sua relazione di presentazione del corso. La biotecnologia sta modificando – ha già modificato ‹‹alla radice il concetto della vita››, poiché le ‹‹odierne tecnologie … giocano con lo strumento primario del nostro rapporto col mondo, l’oggetto su cui si basa la nostra identità di esseri umani: la persona››. Dunque – notava il filosofo - ‹‹la crisi di civiltà è una crisi profonda dello statuto antropologico››. E concludeva indicando quale avrebbe voluto fosse il tenore degli interventi nella scuola: ‹‹Una riflessione su quest’arco tematico che non voglia restare sul terreno di una mera lamentazione di ciò che si è venuto perdendo della cultura umanistica deve misurarsi necessariamente con i contenuti che definiscono l’ambito di ciascun campo disciplinare o almeno i punti di riferimento fondamentali delle diverse aree del sapere››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Ora, questo non è avvenuto. Non è avvenuto come Barcellona lo aveva previsto e come lo voleva. Non si è poi così sbagliato, quando ha affermato che, in taluni casi, seppur si è trattato di riflessioni di amplissimo respiro, condotte da autori che, certo, non hanno mai fatto mancare problematicità al proprio pensiero, tuttavia ciascuno è parso chiudersi nel proprio orizzonte di studi, e in alcuni casi approcciandosi con troppa sufficienza al campo altrui, o risolvendo sbrigativamente ciò che, sia ai giovani studiosi presenti sia allo stesso Barcellona, sembrava semmai oggetto di discussione più ampia. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;La filosofia del ciclo di lezioni è la medesima che sembra essere la cifra degli scritti dell’ultimo Barcellona: &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;problematicismo&lt;/i&gt; che non rinuncia, preventivamente come vogliono le mode attuali, alla bellezza di una soluzione, ma cosciente che per giungervi la strada è ‹‹stretta e piena di insidie››. E che proprio perché in ballo c’è il senso dell’esperienza umana – in ogni soluzione come momento di ogni successiva e più piena soluzione – non può lesinare impegno né accogliere illusioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Tuttavia, sia consentito proporre di quell’esperienza un bilancio alternativo, non per compiacenza anche verso chi lo propone e all’impegno che vi ha speso, oltre che verso quanti della scuola sono stati coordinatori, organizzatori e guide, ma proprio perché ne è possibile un altro. E intanto è bene chiedersi: davvero la mancanza di intesa tra filosofi e scienziati può essere rubricata come assenza di dialogo? E, se la mancanza di dialogo è scontro, magari edulcorato dalle buone maniere della civiltà e dalle usanze accademiche, non è forse vero che lo scontrarsi è una relazione comunque – il &lt;i&gt;fatto&lt;/i&gt; non ancora pensato di questo incontro?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Filosofia e scienze naturali si sono parlate e pure tanto. Quel che è mancato è stato il riferimento al convitato di pietra degli ultimi quarant’anni. Nessun che si sia posto il problema di &lt;i&gt;chi&lt;/i&gt; faccia filosofia e scienza, e se e per &lt;i&gt;che cosa&lt;/i&gt; valga la pena farle. Se questo &lt;i&gt;snodo&lt;/i&gt; non fosse stato eluso, allora avremmo pure avuto il risultato tanto sperato da Barcellona. Ma il solo fatto che di quelle due settimane si possa cogliere i limiti della filosofia e le aspirazione della scienze è un dato che non va sottovalutato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;"&gt;La fondazione che non fonda&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Mi pare che un filo sottile leghi tre degli interventi più attesi, e cioè le relazioni di Cacciari, di Vitiello e di Natoli: l’impossibilità di pensare compiutamente il fondamento. Aggiungerei anche quella di Carmine di Martino, seppur diversa dalle altre per il senso che il filosofo le ha voluto dare. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Un’estrema libertà di fondo, come le radiazioni cosmiche primordiali di cui ha parlato l’astrofisico Bersanelli. Una libertà che, potendosi tematizzare ma non &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;concettualizzare&lt;/i&gt;, cioè esaurire nella compiutezza di un concetto, pare possa essere la risposta generale agli interrogativi della scienza. C’è qualcosa che non si può racchiudere, un &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;di più &lt;/i&gt;che sempre sfugge, sia perché è la base di ciò che dovrebbe poi pensarlo, sia perché è superiore ai limite che dovrebbero concluderlo. Un &lt;i&gt;di più&lt;/i&gt; che è ciò che, alla fine della fiera, ci distinguerebbe da ogni altra specie. Questo &lt;i&gt;di più&lt;/i&gt; che è oggetto di se medesimo, e dunque autocoscienza, primo (non nel senso ontologico) &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;inoggettuale&lt;/i&gt; della nostra esistenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vFhrvUGB4XE/TjAm63KZQsI/AAAAAAAAAdA/e5qDL2-5tCM/s1600/massimo-cacciari.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-vFhrvUGB4XE/TjAm63KZQsI/AAAAAAAAAdA/e5qDL2-5tCM/s200/massimo-cacciari.jpg" width="158" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Ma, proprio perché si dice &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;inoggettuabile&lt;/i&gt;, esso è congetturabile – uno sguardo gettato sull’abisso dell’inesauribilità di senso. Cioè, in fin dei conti, &lt;i&gt;ipotesi&lt;/i&gt;. Ipotesi in modo diverso dalle scienze naturali, ma ipotesi comunque. E l’ipotesi è indicazione della marcia da seguire e ricognizione del cammino già intrapreso. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Così insegna Cacciari, che afferma: ‹‹La libertà è una congettura: il nostro libero arbitrio è una congettura necessaria. E aggiungerei, per finire: non sono congetture un po’ tutte le nostre verità ultime? Tutto ciò che alla fine ci sta veramente a cuore, tutto ciò per cui alla fine davvero viviamo e a volte moriamo, non sono congetture? Proprio le congetture, gli errori originari, le insopprimibili supposizioni, lungi dall’essere le cose più deboli ed evanescenti della nostra vita, sono le cose più necessarie alla nostra vita? Nel nostro linguaggio, non sono proprio congetture ciò che ci è più proprio? Ciò che possiamo dimostrare, ciò che possiamo provare riguardo ai fenomeni, riguardo alle azioni, è ciò che ci sta davvero più a cuore? O piuttosto non ci sta più a cuore l’indimostrabile, l’inattingibile, l’incatturabile? La libertà appartiene a questo nostro &lt;i&gt;proprio&lt;/i&gt;, a questo nostro fondamento assolutamente infondato, a questo nostro originario che non potrà mai essere analizzato come analizziamo le cose e i fenomeni. Vi è un destino, che avvertiamo nella nostra mente: in questa porzione di cosmo che è la nostra mente si mostra un destino, una necessità per noi: &lt;i&gt;pensare che siamo liberi&lt;/i&gt;››. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Al di là delle disquisizioni metafisiche, sotto questo punto si nasconde un’operazione sottile che ha ampi risvolti nella discussione sul destino della nostra specie. La scienza, infatti, finisce così per essere derubricata a mera congettura sul nostro destino, diventando la proiezione (&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;congettura&lt;/i&gt;) delle domande di senso sulla nostra storia. Inoltre, l’indimostrabilità, l’incatturabilità è ciò che sfugge al riduzionismo scientista, che nutre la speranza di far finire la storia – l’ultimo uomo non è il vincitore del conflitto tra mondo libero e impero sovietico, né colui che vive il compimento del pensiero come è immaginato da Hegel, bensì colui che ha visto ridurre tutte le proprie domande ad alcuni sparuti interrogativi, e questi risolti nel gioco delle elaborazioni chimico-fisiche e matematiche. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7Z3A-iPTBf0/TjAnK7vZkrI/AAAAAAAAAdE/VfWI_FzJE04/s1600/vincenzo_vitiello.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-7Z3A-iPTBf0/TjAnK7vZkrI/AAAAAAAAAdE/VfWI_FzJE04/s200/vincenzo_vitiello.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;C’è allora ancora storia, che cresce su se medesima come il rapporto tra la &lt;i&gt;norma fondamentale&lt;/i&gt; e le norme in Kelsen. La storia fa emergere la propria normatività – una normatività interna, immanente alla storia medesima – dopo ‹‹il fallimento della logica hegeliana, per l’impotenza del pensiero a far presa su di sé … ed il fallimento della nietzschiana volontà di potenza, riconosciuto dal suo stesso autore là dove parla della malattia strutturale dell’essere umano e dell’ascetismo come unica risposta data – sinora? solo sinora? – dall’umanità storica alla sua malattia››. Vincenzo Vitiello scardina la possibilità, nella sua ricostruzione filosofica della storia dell’Occidente, di una &lt;i&gt;grande narrazione&lt;/i&gt;, o meglio della teologia politica quale si è data per millenni nel pensiero. Quindi, a rigore, neppure la scienza naturale può darsi come quel racconto in terza persona che crea non solo i personaggi, ma l’interiorità dei personaggi (in questo Verga è post-moderno), esaurendone la vita nell’arco della trama. E proprio perché la storia non veste più la maiuscola, non c’è altra norma che la &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;norma&lt;/i&gt; a permettere questa minuscola della storia: la &lt;i&gt;Grundnorm&lt;/i&gt; non è la norma fondamentale nel senso del fondamento, ma la chiave interpretativa che si ri-interpreta continuamente mano a mano che interpreta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;‹‹Dalla consapevolezza di questo duplice fallimento – dice Vitiello a proposito di Hegel e Nietzsche – muove il pensiero filsofico-giuridico della &lt;i&gt;Grundnorm&lt;/i&gt;, che non è affatto il fondamento della Costituzione compreso nella Costituzione, come mal &lt;i&gt;volle&lt;/i&gt; intendere lo scolastico [Carl Schmitt] che, andando ancora in cerca della sostanza-persona che regge la decisione – e mal gliene incolse: la trovò! -, imputava ad altri circoli logici che di vizioso avevano solo il mal volere e il peggio pensare del critico. La &lt;i&gt;Grundnorm&lt;/i&gt; non è una norma né interna, né esterna alla Costituzione, perché non è una norma “reale”, ma “pensata”. Detto altrimenti: la &lt;i&gt;Grundnorm&lt;/i&gt; è la normatività della norma, indeducibile da qualsiasi potere, volontà, comando – dacché, per poter imporre norme, la volontà ha da essere già normativa, e come tale “riconosciuta” da quegli stessi a cui la norma si rivolge! Talché il potere della decisione, che dovrebbe fondare la norma, presuppone il &lt;i&gt;riconoscimento&lt;/i&gt; della sua imperatività da parte di coloro a cui la norma si rivolge››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Grundnorm&lt;/i&gt; è lo &lt;i&gt;tizerach&lt;/i&gt;, il comando “Tu non ucciderai” che impone come fa &amp;nbsp;“l’Agisci” di kantiana memoria. Ma questo “Tu non ucciderai” c’è perché non c’è la possibilità di compiere l’assoluto, quel &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;quid&lt;/i&gt; che sfugge come si diceva più sopra. Vitiello ha parlato di altro, e ha riassunto la propria posizione, però lo &lt;i&gt;tizerach&lt;/i&gt; ci richiama al fatto che ‹‹non posso determinare nulla di assoluto, se non posso conoscere l’assoluto: questo dice il divieto di uccidere. Un comando “prima” di ogni comando, un comando che fissa il limite d’ogni comando. Non una norma, un sentire. Che si sente – quando si sente. La sua contingenza assoluta spiega la sua incondizionata normatività, da nulla dipendente. “Tu non ucciderai” – è la &lt;i&gt;Grundnorm&lt;/i&gt;: essa fissa la normatività d’ogni norma, ossia: il limite della normatività d’ogni norma››. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Niente può giustificare l’uccisione dell’altro – non solo nel senso che non lo si può ammazzare (come è ovvio), ma anche che non lo si può annientare. Non lo si può ridurre al mero positivo, non lo si può concettualizzare – il &lt;i&gt;volto&lt;/i&gt; ci parla di una vita che ha un senso che trasborda i limiti che possiamo definire. Proprio perché è altro, totalmente altro da noi. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;"&gt;La cera e le mani umane&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Il comando che dice: ‹‹Tu non ucciderai›› non deve indurre in errore: non è un assoluto quel che sentiamo, ma il corollario dell’impossibilità umana di compiere l’assoluto. È, dunque, l’esatto opposto di quel che crediamo. È la conseguenza del fatto che non è presente una trama da tessere, che l’alterità è sempre altra e non può essere ridotta. Significa una finitezza che non è solo quella ontologica, per cui tutto corre verso la fine, ma che io sono concluso in me, che solo di me e solo del mio vissuto posso avere ragione, e di nient’altro. Solo io non sfuggo a me stesso, solo io non sfuggo alla mia solitudine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Questo mondo, allora, non è una totalità data, ma solo esperita da me. Finito, io creo un mondo finito a mia immagine, opero finitamente, e il senso che riesco a compiere è un senso finito. Soprattutto, &lt;i&gt;io opero&lt;/i&gt; – forse non creo, poiché il creare significa un trarre ex-nihilo, e ciò presuppone un fondamento all’essere – io &lt;i&gt;faccio&lt;/i&gt; il mondo e &lt;i&gt;faccio&lt;/i&gt; me stesso. L’uomo, allora, è sempre &lt;i&gt;artificiale&lt;/i&gt;, e l’importante è che egli capisca di esserlo, e che il suo operare si rivolge, innanzi tutto, a se medesimo e che si tratti di un operare limitato con gravi rischi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-D8ixXnU8PNg/TjAnVhjCgxI/AAAAAAAAAdI/k4A-CG6eeqQ/s1600/salvatore_natoli_cr.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://4.bp.blogspot.com/-D8ixXnU8PNg/TjAnVhjCgxI/AAAAAAAAAdI/k4A-CG6eeqQ/s200/salvatore_natoli_cr.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;‹‹Già Anassagora diceva che l’uomo è intelligente perché ha le mani: per questo si può dire che l’uomo – nota Salvatore Natoli, nella sua relazione del 23 giugno – è l’animale artificiale per natura o meglio quell’animale che più che adattarsi alle condizioni date le ha piuttosto adatte a sé e così ha disposto il mondo-ambiente a proprio vantaggio››. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;La differenza, allora, tra il passato e il presente non è la tecnica, perché la tecnica c’è sempre stata, e il mondo è stato sempre indagato per poterlo adattare. La differenza sta nel ‹‹rischio››:&amp;nbsp; la nostra è l’epoca del rischio, e per tenere sottocontrollo il rischio della tecnica serve un uso responsabile della tecnica stessa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Ora, qui sorge un problema: chi usa la tecnica? e chi ne è responsabile? L’uomo, si direbbe. Bene, ma quale uomo? in che senso uomo? Dice Barcellona che la nostra è una crisi antropologica. Se non sappiamo cosa sia o come debba essere un uomo, allora abbiamo problemi anche ad educarlo: ogni atto &lt;i&gt;maieutico&lt;/i&gt; potrebbe essere un travisamento, uno snaturamento. Ma, ancor più in profondità, noi viviamo una crisi metafisica: non abbiamo più ragioni da apporci vicendevolmente. Viviamo, cioè, una società post-sociale e pure “postumana” – almeno in un certo senso, almeno nel senso in cui il riconoscimento dell’altro è momento portante della costruzione della nostra identità, come la direbbe Barcellona. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Questa società postumana è quella indicata da Claudia Mancina, che ha avuto la forza ammaliatrice di un canto di sirena: coinvolgente la sua visione di laicità come ‹‹accettazione di un fatto: della pluralità delle opinioni››. Opinioni, dice Mancina, e non verità – forse perché la verità, proprio perché fondata, non può che essere una? Tant’è: &lt;i&gt;opinioni&lt;/i&gt; e solo tali, e comunque &lt;i&gt;pluralità&lt;/i&gt; di opinioni o di verità che si voglia dire, purché non accettiamo una &lt;i&gt;reductio ad unum&lt;/i&gt;. Laico è anche il cattolico, nel momento in cui si mette in discussione nel suo rapporto con l’altro: potrà poi nell’intimo darsi le spiegazione che vuole del suo vissuto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Ma ancor più interessante pare la contrapposizione che si poteva cogliere nella relazione tra &lt;i&gt;narrazione&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;biografia&lt;/i&gt;. Finita l’epoca delle grandi storie scritte sulla base dei modelli storiografici di produzione filosofica, ciascuno ora può fare biografia, cioè scrivere la propria storia di senso senza l’incomodo di doverla assimilare alla storia di un’umanità che non esiste, e che mai è esistita nei termini delle descrizioni ideologiche. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Se non c’è più una grande narrazione di classe o di nazione, non ci può essere (?) neppure una narrazione scientista che neghi l’irripetibilità e l’irriducibilità della vita individuale, della &lt;i&gt;biografia&lt;/i&gt;. E questa &lt;i&gt;biografia&lt;/i&gt;, mentre è altra cosa dalla &lt;i&gt;narrazione,&lt;/i&gt; lo è pure dall’ &lt;i&gt;analisi&lt;/i&gt; biologista: non siamo vincolati alla storia come non lo siamo al nostro corpo. Noi siamo ciò che vogliamo essere, che abbiamo deciso di essere e che accettiamo di essere. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Rimane da capire- ma è un appunto marginale rispetto al tema che qui vogliamo trattare – come Mancina possa coniugare la&amp;nbsp; &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;grande&lt;/i&gt; &lt;i&gt;narrazione&lt;/i&gt; laica – quella narrazione che, per intenderci, vuole fare “laici” pure i “cattolici”! – con la &lt;i&gt;biografia&lt;/i&gt; personale: avrebbe ancora senso una &lt;i&gt;biografia&lt;/i&gt; che non collimi con la &lt;i&gt;narrazione&lt;/i&gt;? Ma questa è appunto una domanda marginale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;"&gt;Domande non marginali&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Che i filosofi debbano apprendere qualcosa dagli scienziati è fuor di dubbio. Intanto, perché questi apprendono già da quelli. Dopo la liberalizzazione del metodo scientifico all’inizio del secolo scorso, è difficile incontrare (e lì dove si incontra, ne vedremo le disastrose ricadute) il pregiudizio del &lt;i&gt;dato&lt;/i&gt; come indipendente dal soggetto che lo elabora. Il mondo è il frutto delle nostre interpretazioni (ma non è detto che le nostre interpretazioni siano il frutto del nostro arbitrio). Quando inizia l’avventura delle ricerca non è &lt;i&gt;dato&lt;/i&gt; il punto di arrivo. C’è chi arriva e non crede di essere arrivato, e ce chi, come Colombo, per errore arriva più in là di dove avesse previsto (senza esserne mai pienamente cosciente). E, come il punto di arrivo, non è &lt;i&gt;dato&lt;/i&gt; il punto di partenza. Perché la partenza è una domanda, e saperla formulare significa già avere una qualche idea di cosa bisogni chiedere. E sapere cosa sia “opportuno chiedere” significa avere una pre-comprensione dello spazio che si vuole esplorare. Quando Einstein dice che la creatività vale più del sapere non intende offrire puntelli alle vite estrose di chi, piuttosto che fare filosofia o scienza, vuol fare costume, e costume da &lt;i&gt;bohemien&lt;/i&gt;. Vuole semplicemente notare che il conoscere &lt;i&gt;dati&lt;/i&gt; non significa averne la chiave di lettura, né sapere dove questi pezzi del grande puzzle del mondo vadano messi. Essere creativi significa, allora, farsi le giuste domande, e questo, a sua volta,&amp;nbsp; pre-figurarsi l’immagine del disegno: un po’ come sapere di che colore siano i pezzi da collocare ai bordi del nostro puzzle. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Poi, una volta preso il via, i cartelli bisogna saperli leggere per non perdersi durante il cammino. I &lt;i&gt;dati&lt;/i&gt; da soli non segnano il passo, non indicano il verso. Per questo, al di là del &lt;i&gt;mitismo&lt;/i&gt; di chi abbisogna di palchi sui quali farsi banditore delle proprie pubblicazioni, riciclando oggi ciò che ritenemmo giù superato agli inizi del secolo scorso, i rapporti tra scienza e filosofia sono quelli descritti da Roberto Mordacci aprendo la seconda settimana di studi. La filosofia formula ipotesi, la scienza le verifica, entrambe si interrogano vicendevolmente. E Marco Bersanelli, astrofisico fra i promotori del progetto Planck, ha mostrato come senza lo stupore che muove l’uomo a &lt;i&gt;problematizzare&lt;/i&gt; anche gli enti più comuni, non avremmo ricerca. Perché il cielo è il tetto dell’umanità, ma quanti di noi rimangono ore ed ore, e anni e anni a fissare quello della propria stanza? Non solo &lt;i&gt;stupore&lt;/i&gt;, ma anche &lt;i&gt;relazione&lt;/i&gt;. Il secolo XX ha visto tramontare l’eroica, quanto tracotante figura dello scienziato solitario, del genio individuale. Non che manchino svolte compiute dai singoli, anzi: le svolte sono ancora opera dei singoli. Ma l’orizzonte verso cui guardare è guadagnato grazie all’impegno e alla mole di dati di più gruppi di ricerca. Le spalle dei giganti sono oggi la storia del sacrificio di intere generazioni di ricercatori. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Chiediamoci: se la scienza è costruzione di uomini, possiamo lasciare a questi e solo a questi la scelta del mondo futuro? O possiamo stimmatizzarla, affermando che in fin dei conti non ci dice nulla di fondamentale? Quale scienza non parla di fondamento? Quale scienza non ci dice nulla dell’uomo? La scienza di cui parla Odifreddi è la medesima di cui ci parla Bersanelli? E la scienza che mette a disposizione dell’uomo la libertà di sé che i filosofi hanno così tanto propugnato, davvero è inferiore alla filosofia, se sa legare teoria e prassi – conoscenza di sé e produzione di sé – come i tanti discepoli di Socrate, nell’ultimo centinaio di anni (a partire da Nietzsche) hanno indicato? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Natoli dice che scienza e tecnica vanno di pari passo, che sempre sono state legate. Capire di più il mondo che viviamo significa già cominciare a viverne un altro. Vero, ma possono alcuni decidere per tutti e non solo del luogo in cui vivere ma dell’identità da vivere?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Inoltre, abbiamo visto che i laboratori scientifici sono, nel loro piccolo, delle &lt;i&gt;agorà&lt;/i&gt; – insieme di soggetti parlanti regolati da leggi nient’affatto dissimili da quelle che regolano la vita collettiva nelle aziende, nelle facoltà, tra comunità diverse. Leggi scritte ma, soprattutto, leggi non scritte, che però hanno un impatto a volte assai più ampio dei codici. Ed è per questo che, mentre il filosofo dovrebbe chiedersi se, nella propria ricerca, si rivolga ad una comunità più estesa di quella con cui, volente o no, lo scienziato deve confrontarsi (e, dato lo stato accademico oggi imperante nel professionismo intellettuale, non pare proprio), tuttavia non può non porre la questione di una discussione ancora più ampia: quella dei fini della ricerca. Può l’operatore non chiedersi l’utilità del proprio operare? Può esistere un operare che sia scisso da colui che lo pone in essere?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Può esistere. Esiste già. E qui che si palesa il fallimento della filosofia come ultimo residuo di un mondo umano. Non certo del corso, che ha rappresentato un momento quanto meno di presa di coscienza del problema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-variant: small-caps;"&gt;Una guerra di trincea&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;L’operazione che l’intellighenzia filosofica – consapevole o no-&amp;nbsp; sta portando avanti per arginare lo straripante dominio della scienza, pare ricalcare l’atteggiamento del contadino che, vistosi scappare i buoi, neppure si premura di chiudere la stalla, perché pensa che tanto non potranno che ritornare. E i buoi poi non ritornano, perché l’indifferenza con cui si accoglie la loro fuggita è la medesima con la quale si curava la loro permanenza. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Si hanno delle buone ragioni nel credere che la scienza non può dare tutto quello di cui l’uomo abbisogni per sopravvivere. Come del resto accade anche in filosofia, da anni attraversata dalle istanze delle “pratiche filosofiche”, che le rimproverano quell’astrattismo e quell’aridità vitale che essa rimprovera, a sua volta, alle scienze. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Ma buone ragioni non sono verità, e quantunque ci si abbia provato a farla fuori o a sostituirla con altro, la verità pare ancora l’unico elemento capace di far diventare un buon discorso un’esperienza di vita – &lt;i&gt;un’esperienza vera&lt;/i&gt;. Senza verità, infatti, non c’è esperienza, ma pratiche logiche da sbrigare: cosa appare oggi &lt;i&gt;esperienza vitale&lt;/i&gt; la filosofia – e con questa intendiamo la riflessione sul destino proprio e su quello collettivo, nonché sulla struttura del reale – o la scienza? Chi delle due è oggi simbolo, cioè segno che è anche minimo comune denominatore, un &lt;i&gt;mettere insieme&lt;/i&gt;, un patto, una relazione che indica lo spazio condiviso, l’esperienza con-vissuta da più persone che spezzano la “tessera hospitalitatis”? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Questo sono le scienze oggi: &lt;i&gt;simbolo&lt;/i&gt;, segno radicato nell’immaginario collettivo. E perché ciò è avvenuto e continua ad avvenire ogni giorno? Potremmo risolvere la faccenda col richiamo ad un particolare ‹‹evento›› storico o a una epoca. Succede che si pensi alla storia come al fatto che si auto-sancisce, si autogiustifichi. Il particolare ci siamo abituati a pensarlo come irriducibile. Però ciò non spiegherebbe comunque il perché l’‹‹evento›› scientifico si sia esteso così tanto – nella storia e nello spazio – da assumere i caratteri dell’epocalità. C’è dell’altro, evidentemente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Davide Rondoni ha spiegato che l’arte rientra tra le quattro, cinque cose che gli uomini hanno sempre fatto dacché ne abbiamo memoria. E l’arte – se non interpretiamo male il pensiero del noto poeta – è un po’ come il tracciato dell’attività cardiaca o celebrale: fintanto che scorre, e non si appiattisce, c’è vita. E per questa vita non bastano le scienze. Ci dicono troppo poco. ‹‹L’azione e il movimento dell’artista come movimento di “ob-audienza” obbedienza e tensione di conoscenza, non come esibizione della personalità. Si tratta di “esprimere” (Eliot) non di creare uno stato d’animo››.&amp;nbsp; Ma se è obbedienza e tensione di conoscenza, l’arte ci dice qualcosa di vero sul reale. Ora c’è da chiedersi se qualcosa del genere non venga fatta (o se, al limite, così venga percepita) dalla scienza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;La scienza ha sostituito arte e filosofia, perché queste non sono più state capaci di dirci qualcosa che venisse percepito come “reale”. E non è un caso che il pensiero &lt;i&gt;debole&lt;/i&gt; lo è stato solo nei libri dei filosofi, mentre non veniva meno la fiducia nei laboratori e nei loro ritrovati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;L’astrofisico Bersanelli, più volte durante il suo intervento, ha usato la parola &lt;i&gt;fatto&lt;/i&gt;. Ovviamente, non intendeva una verità tutta intera, priva di ogni possibile storia che non fosse quel passato in cui, pian piano, è venuta &lt;i&gt;dis-velandosi&lt;/i&gt;. Voleva semplicemente dire che quello che ci mostrava era una verità costata anni di ricerche, consona alle attualità capacità umane e passibile di ulteriore approfondimento. Ma che quella non fosse un’illusione, e che lo spirito umano avesse tutte le sue buone ragioni per considerare ciò di una certa importanza, egli non lo metteva in dubbio. Non metteva in dubbio che la sua esperienza professionale fosse anche una esperienza umana (e viceversa), né che questa esperienza avesse un suo fine. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;Certamente, la filosofia, per lo statuto che ha e per i fini che persegue, è ricerca che si inabissa di più, e dunque non possiamo pretendere che si esprima e ci rassicuri come le scienze naturali. Filosofare è scavare alla fonte di un corso carsico. Con la filosofia vogliamo sapere perché il letto del fiume (il mondo che ci danno le scienze) si articoli così com’è. Ma non possiamo non notare che, più che una rivoluzione, si è trattato di una abdicazione non richiesta. Le scienze non hanno tolto nulla a nessuno, né hanno mutato nulla che non fosse già mutato. Hanno tentato con i propri mezzi di colmare il vuoto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;La filosofia le ha sfidate sul loro campo, dando loro perfino un vantaggio. Che abbia perso la sfida non dovrebbe sorprendere. Sorprende di più che non l’abbia rilanciata a sua volta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;E lo sguardo di sufficienza con il quale si analizza la situazione attuale, fa pensare che non si abbia poi così chiaro il baratro verso cui si è spinta l'umanità. Con l'aggravante di proporre il proprio impulso come risoluzione. Possono, infatti, darsi come risolutive talune posizione che, a ben guardare, sono animate dalla stessa logica che dicono di voler combattere o quanto meno limitare? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;La scienza di Galileo è culminata nella filosofia di Hegel, così come la filosofia di Nietzsche nella biologia di James Watson. Il nazismo, in questo caso, non c'entra niente, ma la volontà di potenza dell'uomo sì, ed è questa che i filosofi invitati a parlare nella scuola non hanno saputo depotenziare. Senza il fondamento, che è anche limite, perché non dovremmo spingerci a congetturare che la scienza sia l'ultima parola - la più recente almeno - sulla nostra esistenza? Perché non dovremo correre il rischio di far&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;ci&lt;/i&gt; ciò che vogliamo? In fin dei conti, qualcuno ricorda un passo per l'umanità che non abbia comportato seri rischi? L'era atomica voleva annientarci dall'esterno - così ci sembrava, ma era comunque qualcosa che si muoveva nelle nostre interiora. Oggi, rischiamo di spegnerci, di essere un'umanità "post-umana". Ma perché non dovremmo? Perché non potremmo fare con le nostre mani quello che desidera il nostro spirito? E - ancora- perché la biografia personale non potrebbe collimare con la grande narrazione scientista? A ben vedere, sembrerebbe l'opposto. Sembrerebbe che, proprio in questo caso, vi sia una perfetta saldatura tra come io mi vedo quale individuo e come io mi vedo come appartenente ad una specie. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;In definitiva, la filosofia ha giocato con detonatori assai più potenti degli atomi che temeva, e il prodotto le è esploso in mano. Ma ancora si stenta a prendere coscienza di quello che è accaduto, di come l'ultima forma di alienazione sia l'alienazione generazionale, cioè il mio corpo (e dunque, per alcuni aspetti io stesso) prodotto della volontà di chi mi ha preceduto. Almeno, fino a quando si avrà coscienza di una apparente differenza tra il naturale come l'indisponibile e la volontà come l'artefatto. Poi, semplicemente, ci spegneremo. Come l'umanità nelle &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Particelle elementari&lt;/i&gt; di M. Houellebecq.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;"Perché la scienza non può essere la filosofia della specie post-umana?" - questa la domanda a cui non si è risposto nelle due settimane di studi. Ma Barcellona non tema: il suo problematicismo ha fatto breccia, proprio quando qualcuno credeva di averlo (r)aggirato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 150%; text-align: right;"&gt;Antonio Giovanni Pesce.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4051737166553308462?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4051737166553308462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4051737166553308462&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4051737166553308462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4051737166553308462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/la-ricerca-scientifica-e-il-futuro.html' title='La ricerca scientifica e il futuro della specie'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Hn2uXk5X_Gs/TjAngHeSsNI/AAAAAAAAAdM/rzDZ_QtfM-g/s72-c/ricerca_scientifica_001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4136461558422419799</id><published>2011-07-27T13:18:00.000+02:00</published><updated>2011-07-27T13:18:42.247+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Il Ponte non c'è. La Sicilia neppure</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Il Ponte non c’è. La Sicilia neppure" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/picasion.com_7ce22b28adc1fa62b9dda5fa101a01e6.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;Dove  non arrivano i siciliani, arrivano gli altri. Noi siamo amletici. Noi  siamo poetici, ci piace il mare. E il rischio che, col Ponte sullo  Stretto, non ci fossero più i traghetti, e le belle file a Villa nel  pienone di agosto, ci stringeva il cuore. Così l’Europa, nonostante ci  tenga molto alla Sicilia e ai siciliani (e, in generale, a tutti i  popoli che non siano degnamente rappresentati da una banca), ha tagliato  la testa al toro. Che, in questo caso, è il corridoio n.1  Berlino-Palermo. È? Era! Perché nella proposta di bilancio per il 2020 –  tra parentesi: questi discutono un bilancio 8 anni prima, quando  riescono a malapena a salvare la moneta unica dall’attuale crisi! – il  corridoio n.1 è stato sostituito da quello n.5 Helsinki-Valletta. A  pesare pare siano i ritardi, e l’eterne posizione ondivaghe di società  civile, Stato, politica, ecc.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per evitare la Sicilia, che fa di tutto  per farsi evitare, si arriverebbe a Napoli e poi si taglierebbe per  Bari, proseguendo in nave per Malta. Dico: M A L T A ! Di tutto,  insomma, pur di non arrivare in Sicilia. Del resto, noi abbiamo fatto di  tutto: già il governo era intenzionato solo a parole, dato che ai  leghisti la cosa – è notorio – non è mai garbata. Poi siamo arrivati  noi, con la nostra poesia, la paura della mafia, l’impatto ambientale, e  tante altre scuse, sotto le quali si nasconde una paura matta del  futuro che non sia quello dei diritti civili, e della tecnologia che non  sia quale dei nuovi Frankestein.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questa diatriba contro il Ponte,  senza alcuna alternativa che non i traghetti classe 1949, abbiamo dovuto  sentire perfino il dirigente ‘paesano’ del Pd affermare: ‹‹A che serve  il Ponte, se da Sciacca a Messina ci vogliono quattro ore di  macchina?››. Come chiedere la chiusura degli aeroporti lombardi, perché  dalla Valtellina li si raggiunge dopo un paio di ore di tornanti tra le  montagne.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stiamo tranquilli, però. Non siamo soli.  Siamo in buona compagnia noi siciliani. In queste settimane c’è stata  guerriglia al Nord per la Tav. E qualche mese fa abbiamo fatto un  referendum per impedire che continuasse la ricerca sul nucleare. Tutto  giusto, per carità. Soltanto che, intanto, il mondo va da tutt’altra  parte. Capisco: noi siamo il Paese delle eccezioni. Da noi c’è sempre  una buona ragione per non fare qualcosa: la friabilità del terreno, gli  stormi di uccelli, il bimbo che prende freddo, ecc. Tutto giusto. Però,  una buona volta è bene decidersi da che parte andare. Basta dirlo, e in  poco tempo possiamo tirare fuori dalla cantina il carretto del nonno.  Sperando di trovare ancora un mulo pronto a tirarlo, senza opporci  qualche diritto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 26 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30899"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4136461558422419799?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4136461558422419799/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4136461558422419799&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4136461558422419799'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4136461558422419799'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/il-ponte-non-ce-la-sicilia-neppure.html' title='Il Ponte non c&apos;è. La Sicilia neppure'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5137350615855231204</id><published>2011-07-21T12:36:00.000+02:00</published><updated>2011-07-21T12:36:45.262+02:00</updated><title type='text'>Davvero il problema del Nord è il Sud?</title><content type='html'>&lt;h2 class="post-title" style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/2011/07/16/davvero-il-problema-del-nord-e-il-sud/" title="Permanent Link a Davvero il problema del Nord è il Sud?"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;                                                 &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/07/Salvadanaio.jpg" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-full wp-image-22982" height="177" src="http://www.thefrontpage.it/wp-content/uploads/2011/07/Salvadanaio.jpg" title="Salvadanaio" width="284" /&gt;&lt;/a&gt;Se  sono fondate le analisi che stiamo leggendo, la manovra in approvazione  avrà un impatto di circa 70 miliardi di euro. I mercati, divenuti d’un  tratto interlocutori credibili – ultimo tabù, speriamo, a cadere sotto i  colpi della liquidità post ideologica del mondo secolare – avranno di  che consolarsi, e forse per un poco, oltre alla calura di questi giorni,  l’Italia godrà del refrigerio borsistico, che solitamente segue alla  follia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con un po’ di memoria, senza scomodare altri esempi sparsi in 150  anni di storia patria, possiamo ritornare al 1992, quando l’allora capo  del governo, Giuliano Amato, varò una manovra di 70 miliardi di vecchie  lire,&amp;nbsp;metà di quella attuale, pur non essendo la nazione cresciuta più  del doppio negli ultimi vent’anni. Allora si sudò sangue, ma venivamo da  almeno un decennio di spese pazze, e solo l’estate precedente, con  Eltsin in Russia, si concludeva la contrapposizione bipolare, dalla  quale l’Italia aveva saputo trarre giovamento, anche grazie all’alleato  americano che ci doveva un paio di basi militari ad alto contenuto  nucleare. Insomma, avere qualche acciacco a quarant’anni, dopo averne  passati metà a godersi (o rovinarsi, fate voi) la salute col fumo e  l’alcol, ci può anche stare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi, invece, veniamo da un ventennio di disillusioni, che hanno  lasciato una così marcata traccia di sé, da segnare perfino il volto del  movimento-partito (non s’è mai capito) che allora pur prometteva  qualcosa. Nelle parole di Matteo Salvini c’è tutta la confusione di  quella Lega, che nel ‘92 rappresentava la novità ed ora vediamo  inabissarsi col suo mentore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre l’Italia è fatta oggetto di attacchi speculativi, ci si  aspetterebbe una lettura della vicenda un po’ più complessa di quella  data qualche giorno fa. Durante la campagna elettorale si possono  benissimo ridurre i problemi di questa nazione ad un divario tra il Nord  e il Sud, col primo che deve trascinare come zavorra il secondo. Se la  politica è mera conquista e gestione del potere, si fa difficile  tracciare una netta separazione tra ciò che è deplorevole e ciò che non  lo è nel raggiungimento di tale scopo. E, ad onor del vero, la Lega Nord  non ha potuto godere neppure di esempi edificanti, sia che venissero da  destra che da sinistra. Per chi, poi, si definisce &lt;em&gt;Un italiano di Sicilia&lt;/em&gt;,  secondo l’espressione che dà il titolo al libro di memorie di Nino  Milazzo, nessuno scandalo che il Meridione venga criticato anche  duramente. Anzi, semmai ciò che più lo addolora, è che non si sia mai  andati oltre una generica richiesta di responsabilità, lasciando  immutato il quadro politico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel che stupisce, nella lettura leghista dell’attuale situazione, è  il relativo ottimismo, quando invece, presi dall’angoscia, bisognerebbe  chiedere un capovolgimento ancor più radicale di qualsivoglia secessione  politica o economica. Il buon Seneca lo insegnava a Lucilio: «Non il  tetto sotto cui abiti, ma il tuo spirito devi mutare». L’Italia divisa  in due non sarà comunque immune dall’&lt;em&gt;oligarchismo gerontocratico&lt;/em&gt;  che la sta sfinendo col suo lezzo di putredine. Noi siamo una nazione  in decadenza, rosa dall’interno come ogni corpo vocato alla morte. Dal  2008 ad oggi potevamo avere ben più d’un’occasione per cambiare tutto.  Non abbiamo, invece, mutato nulla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Senza la chiara visione di questo tremendo male, non si va da nessuna  parte. L’Italia è un paese ingessato, iniquo e corrotto. La nostra  ricchezza ‘padana’ non è comparabile con quella bavarese. Essere ricchi  non è una &lt;em&gt;quantità,&lt;/em&gt; è una &lt;em&gt;qualità&lt;/em&gt;; non è aver soldi,  ma saperli produrre. E il nostro capitalismo, da Tangentopoli agli  ultimi scandali di ‘loggia’, passando per l’assistenzialismo della Cassa  del Mezzogiorno (nel cui libro paga figuravano la mafia, la politica e  l’industria, grande e media, del Nord), fino a quello automobilistico,  ha perso la propria verginità anni orsono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Davvero il problema del Nord è il Sud? Negli ultimi dieci anni sono  usciti dalle nostre scuole superiori, verso il mondo del lavoro,  qualcosa come sei milioni di diplomati semianalfabeti. Le nostre  Università sono fanalino di coda in ogni graduatoria mondiale, e  l’innovazione tecnologica è sporadica come i brevetti che registriamo.  Non abbiamo un costo del lavoro appetibile, una magistratura snella per  risolvere i contenziosi, e per inverso possiamo vantare un mastodontico  Leviatano burocratico. Inoltre, perfino gli enti meno virtuosi,  piuttosto che essere commissariati, vengono foraggiati dalle casse  centrali: emblematico il caso di Catania, dove all’indomani  dell’elezione alla Camera del sindaco uscente, Umberto Scapagnini, si  scoprì una voragine di tali proporzioni nei conti pubblici del Comune da  far temere il fallimento. Puntualmente, piuttosto che un commissario,  arrivarono 140 milioni di euro, con la Lega silente. La quale, del  resto, ha abbandonato ogni velleità rivoluzionaria: i simboli parlano, e  se ieri i ministeri andavano ridotti, oggi la Lega se li vuole portare  in casa. &lt;em&gt;Roma capta, ferum victorem cepit&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fiaccati nello spirito dunque, senza alcuna voglia di portare il duro  giogo della povertà, e con neppure la speranza di qualcosa di nuovo sul  fronte politico. Peggio, c’è solo questa attesa che solo un Dio possa  salvarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 16 luglio 2011  su &lt;a href="http://www.thefrontpage.it/2011/07/16/davvero-il-problema-del-nord-e-il-sud/"&gt;TheFrontPage &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5137350615855231204?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5137350615855231204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5137350615855231204&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5137350615855231204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5137350615855231204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/davvero-il-problema-del-nord-e-il-sud.html' title='Davvero il problema del Nord è il Sud?'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-2560531757049100482</id><published>2011-07-21T12:33:00.000+02:00</published><updated>2011-07-21T12:33:37.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Povertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Hanno scippato Catania</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Hanno scippato Catania" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/picasion.com_1967a2f91e3080596978a1dea2d7ff29.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;‹‹Voi  non sapete cosa sia stata questa zona negli anni Sessanta››. C’è una  malinconia di fondo, percorrendo le vie deserte della zona industriale  di Catania. Con noi, chi quella zona l’ha vista pullulante di gente, e  poi svuotarsi pian piano. Malinconici binari della ferrovia, che entrano  ancora dentro capannoni ormai abbandonati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹La mattina arrivavano almeno una  trentina di autobus. L’Amt aveva i prezzi ridotti, e una linea ogni ora,  oltre a tre mezzi ogni mezz’ora nelle ore di punta››. Malinconici cani  randagi oltrepassano cancelli arrugginiti, cigolanti con le folate di  vento che spazzano l’afa degli ultimi giorni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;‹‹Mi fa male la cosa. Mi fa molto male  ripensarci. Vedi quei canali di scolo? Non c’erano, o meglio non erano  così. Lì c’erano della latrine, una puzza che non ti dico. I viali non  avevano nomi, ed c’erano cumuli d’immondizia dappertutto. Un ingegnere  milanese mi chiese come potessimo permettere tutto questo. Però, si  lavorava. Lì c’era l’altoforno››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C’è una Catania che non entra mai nei  discorsi politici, nelle disquisizioni accademiche, nelle attività  culturali. Troppo impegnati a parlare di un futuro che non si riesce a  progettare, ci stiamo perdendo la Catania che è stata, e che non tornerà  mai più. ‹‹Era un’altra Catania – ci dice un poco commosso, come non lo  abbiamo mai visto, se non in altre e ben più doloroso vicende – Stavo  aspettando mio fratello. Doveva fare un colloquio. La fabbrica era lì,  in quel cancello. Io lo aspettavo seduto fuori. Poi, esce un signore. Mi  chiede che stessi facendo lì. Gli dico che aspettavo mio fratello, che  era venuto a portare la domanda per il lavoro. Allora non si chiamava  curriculum. Noi dicevamo ‘domanda’. Lui mi dice: “Ma tu voglia di  lavorare non ne hai”. Io gli dico sì, ce l’ho, ma non ne trovo. Ero  appena stato licenziato da un’altra fabbrica. Lavoravo nella zona  industriale dai 14 anni. Lui mi porta dentro, chiama un tizio e gli  dice: “ragioniere, faccia la domanda di assunzione a questo ragazzo, che  non vuole lavorare”. Capisci? C’era tanto lavoro, che il disoccupato  non era contemplato. Si chiamava ‘lavativo’. Come hanno potuto scipparci  questa bella Catania?››.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Piccoli brani di una conversazione. In  macchina. Non siamo al bar della politica. Qui la verità è un volto che  ti guarda commosso. È una vita che conosci, e delle cui rughe puoi  raccontare la storia. Un’esistenza da lavoratore, sotto le lamiere  infuocate di luglio, quando a turno gli operai si mettevano a sparare  acqua sui tetti con le lance dell’antincendio, sperando di raffreddare  quei forni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora non c’è più nulla. Solo i ricordi  dei padri, e qualcuno anche per i figli. Catania soffre la mancanza di  lavoro. In tutti i settori. Falliscono le partite Iva. Le assunzioni nel  comparto pubblico sono bloccate. La Sicilia avrà il più basso numero di  immissioni in ruolo nella scuola che l’intera Penisola registri.  L’industria, infine, è solo un discount svedese, o francese, o tedesco, o  pure italiano. Ma una grande macchina che fa girare soldi, e non  produce ricchezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fa male, molto male quell’ultima domanda. ‹‹Come hanno potuto scipparci questa bella Catania?››.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 21 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30685%C3%B9"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-2560531757049100482?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/2560531757049100482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=2560531757049100482&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2560531757049100482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/2560531757049100482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/hanno-scippato-catania.html' title='Hanno scippato Catania'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-1908912310934597877</id><published>2011-07-21T12:31:00.000+02:00</published><updated>2011-07-21T12:31:13.207+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Povertà'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Il volto nascosto della solitudine</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="Il volto nascosto della solitudine" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/1.1247435793.ecke-in-catania.jpg" width="400" /&gt;           &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Le grandi città sono da sempre produttrici di enormi quantità di  solitudine. La vita nella metropoli è una vita anonima, sradicata dal  rapporto intenso – il più delle volte perfino asfissiante – che  l’individuo ha con la comunità nel piccolo centro, dove ancora oggi i  cognomi sono sostituiti dalle ‘ingiurie’, dagli epiteti con i quali ci  si riconosce, e con i quali si narra la storia della famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non stupisce, allora, che si possa  vivere nell’indigenza (e nell’indecenza), senza che la macchina  pletorica dello Stato giunga a mettere ordine. Infatti, nella vicenda di  incesto, di cui davamo notizia qualche giorno fa, che ha visto  coinvolta una ‘famiglia’ della città, i primi a lanciare l’allarme sono  stati i vicini, credendo che in quell’abitazione vi fosse un cadavere in  decomposizione. Il cadavere c’era, ma non emanava alcun cattivo odore, e  si attendeva la degna sepoltura. C’era anche, in una scatola, una  bambina di appena due settimane, e tutt’intorno immondizie. Soprattutto,  l’immondizia di dentro, il degrado dell’umano: l’incesto. La bimba,  infatti, pare essere nata da un rapporto incestuoso tra la madre il  fratello di lei.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come ogni volta, il volto perbenistico  delle città arrossisce, e per non dare conto della propria generale  condotto, sforna una infinità di domande. Alcune, peraltro, fondate.  Passi, infatti, che i servizi sociali non riescano a prevenire un  incesto – seppur non impossibile, è comunque difficile – ma davvero non  potevano sapere prima delle gravissime condizioni igieniche in cui  viveva tutto il nucleo famigliare? Il territorio non va monitorato  dall’occhio vigile della vicina di casa, sempre attenta ai fatti altrui e  poco ai propri. Sapere e censire le sacche di sofferenza è un preciso  dovere di chi è pagato per farlo, e si presume ne abbia le competenze.  Se il lavoro non è soddisfacente, o non si è remunerati bene, lo si può  sempre lasciare a qualcun altro, ché di disoccupati, anche molto  qualificati, l’Italia miserabile di questi tempi non manca. Ma se si  rimane al proprio posto fino ad ogni 27 del mese, si dovrebbe tentare di  far di tutto per avere una rete di rapporti – con scuole, municipalità,  parrocchie, ecc.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo, nessuno è infallibile, e nessun  metodo è così perfetto per imbrigliare la realtà, che, come s’è visto, a  volte supera la fantasia. Tuttavia, in questo specifico caso, si può  dire, senza tema di smentita, che ogni cosa è stata fatta per evitarlo?  Si può affermare con sicurezza, che si tratti di un singolo caso, che  non inficia l’efficienza della struttura dei servizi sociali?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un’ultima domanda andrebbe rivolta alla  città intera. Dato per certo che tutta Catania soffre, quanto le elite  di questa città stanno facendo per gli ultimi? Le tante logge di  filantropi in carriere, piuttosto che ruggire nel chiuso di convegni e  staccando assegni per belle lapidi, potrebbero sporcarsi le mani tra il  fango degli ultimi. E i tanti giovincelli da sagrestia, che vogliono una  ‹‹Chiesa più missionaria››¸ piuttosto che giocare a fare gli eretici  con la chitarra da Bob Dylan in mano, potrebbero rimboccarsi le maniche,  e asciugare loro il volto sanguinante del Cristo catanese. Infine, noi  pennivendoli, che facciamo gli intellettuali e speriamo di salvare il  mondo presentando qualche libro, e scrivendo di qualche momento di  refrigerio culturale, potremmo raccontare il volto vero ed autentico  della solitudine, quando l’uomo appare una bestia, più che angelo ed  addirittura immagine di Dio.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 19 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30556"&gt;Catania Politica&amp;nbsp; &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-1908912310934597877?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/1908912310934597877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=1908912310934597877&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/1908912310934597877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/1908912310934597877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/il-volto-nascosto-della-solitudine.html' title='Il volto nascosto della solitudine'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-4382176683539162982</id><published>2011-07-21T12:29:00.000+02:00</published><updated>2011-07-21T12:29:21.386+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Brevissimo consiglio comunale a Catania</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio brevissimo" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/sudano.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt;  Dopo la sfaticata di mercoledì, che ha portato all’approvazione del  rendiconto 2010, nella seduta di ieri sera del Consiglio comunale in  molti si sono dati latitante, prima e durante la seduta. Si capisce: non  sia mai che si strafaccia. Non ci siamo abituati, né come italiani né  come siciliani di Catania. È meglio andarci piano, ché col caldo che  c’è, uno potrebbe anche sudare, seduto negli scanni di Palazzo degli  Elefanti. Dunque, al mare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30365/attachment/14072011329" rel="attachment wp-att-30366" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-30366" height="210" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/14072011329-300x210.jpg" title="14072011329" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Ma  gli eroici stacanovisti rimasti, hanno tentato comunque di combattere  il caldo, proseguendo la seduta del giorno precedente. Che si era  conclusa (sempre per mancanza di numero legale), su una pregiudiziale  proposta dal capogruppo Pid, &lt;strong&gt;Valeria Sudano&lt;/strong&gt;. Ma prima di riprenderla, il presidente &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt;  ha chiesto all’aula un momento di raccoglimento in memoria del  deputato, già professore e rettore dell’ateneo etneo, Ferdinando  Latteri, morto ieri dopo una lunga malattia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La discussione verteva sulla ‘verifica  della quantità e la qualità di aree destinate alla residenza, alle  attività produttive e la determinazione del prezzo di cessione’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Sudano aveva fatto notare che  l’adeguamento dei prezzi secondo le statistiche Istat, aspetto su cui la  relazione dell’assessore &lt;strong&gt;Roberto Bonaccorsi &lt;/strong&gt;aveva  molto insistito, avrebbe potuto essere anche illegittimo, dal momento  che ogni anno il Consiglio approva una tariffa, e aveva chiesto un  parere da parte dell’avvocatura. La pregiudiziale è stata respinta, ma  in compenso è stato approvato un emendamento a firma della stessa  Sudano, oltre che del capogruppo Mpa &lt;strong&gt;Salvo Di Salvo&lt;/strong&gt;, del capogruppo Pd &lt;strong&gt;Rosario D’Agata &lt;/strong&gt;e di altri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di seguito, il risultato delle due (ed  uniche) votazioni svoltesi ieri. Alle 20.10, per mancanza di numero  legale, la seduta è stata sciolta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Pregiudiziale Sudano: non approvata&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Balsamo assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Barresi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bellavia assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bonica astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bottino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Calanna assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castelli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castorina assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cimino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Condorelli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Consoli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Corradi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Curia assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;D’Agata astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Daidone assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;D’Avola assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Di Salvo astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gelsomino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giuffrida assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giustolisi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Rosa Domenico assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Rosa Epifanio sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Livolsi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lo Presti astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marco assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marletta astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina Alessandro si&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina Manlio astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mirenda assente – sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Montemagno assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Musumeci assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Navarria astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nicostra assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Parisi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Porto astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Raciti astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Santagati astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sciuto assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sofia astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sudano sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trichini assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tringale astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trovato astenuto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Zammataro assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Zappalà assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-decoration: underline;"&gt;Emendamento Sudano, Porto, Di Salvo, D’Agata et al. : approvato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Balsamo assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Barresi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bellavia assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bonica sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bottino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Calanna assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castelli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Castorina assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Cimino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Condorelli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Consoli sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Corradi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Curia assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;D’Agata assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Daidone assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;D’Avola assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Di Salvo sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Gelsomino assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giuffrida assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giustolisi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Rosa Domenico assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Rosa Epifanio assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Livolsi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lo Presti assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marco assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Marletta sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Messina Alessandro assente – sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Maessina Manlio sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mirenda sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Montemagno assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Musumeci assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Navarria assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Nicotra assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Parisi assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Porto sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Raciti assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Santagati sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sciuto assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sofia assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sudano sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trichini assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tringale sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Trovato sì&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Zammataro assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Zappalà assente&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 15 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30365"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-4382176683539162982?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/4382176683539162982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=4382176683539162982&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4382176683539162982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/4382176683539162982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/brevissimo-consiglio-comunale-catania.html' title='Brevissimo consiglio comunale a Catania'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-5265157821377243922</id><published>2011-07-14T15:42:00.000+02:00</published><updated>2011-07-14T15:42:59.355+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Sì al rendiconto, no a Cannizzo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Sì al rendiconto, no a Cannizzo" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/13072011319.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce -&lt;/strong&gt; A notte fonda il consiglio comunale di Catania ha approvato il rendiconto 2010. Il presidente &lt;strong&gt;Marco Consoli&lt;/strong&gt; era stato perentorio: o si approvava entro il 17 luglio, o si rischiava il commissariamento da parte della ragione. Il che, visto quello sul commercio, non era proprio il caso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30310/attachment/13072011321" rel="attachment wp-att-30311" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-30311" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/13072011321-300x225.jpg" title="13072011321" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;La battaglia, però, c’è stata comunque, per quanto la possa dare un’opposizione che, seppur in questa occasione pare abbia agito di concerto, tuttavia rimane numericamente limitata. Così, i partiti della maggioranza, serrando le fila, hanno saputo superare le ben tre pregiudiziali presentate dalla minoranza. &lt;strong&gt;D’Agata&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Castorina&lt;/strong&gt; e la &lt;strong&gt;Lo Presti&lt;/strong&gt; hanno tentato di far leva sulle contraddizioni dei partiti che appoggiano la giunta &lt;strong&gt;Stancanell&lt;/strong&gt;i, ma per ben tre volte non hanno potuto che constatarne la compattezza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Forse hanno considerato per evidente segnale di sfilacciamento, quello che potrebbe essere l’ennesimo collante di una maggioranza, che alla propria giunta di riferimento non le manda a dire. E che potrebbe darle un ulteriore colpo, magari chiedendo la testa dell’assessore Cannizzo. Perché &lt;strong&gt;Franz Cannizzo&lt;/strong&gt;, assessore al commercio, è ormai oggetto di una interminabile sequela di critiche, quando addirittura non di piccate ironie per la propensione alle esternazioni da bacheca di Facebook, che non di dichiarazioni in aula. E questa maggioranza è ben diversa da quella che siede al parlamento nazionale. Qui, a Catania, forse perché Stancanelli non mostra molto appeal col carisma, non sono i partiti che poggiano sul governo, ma l’inverso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30310/attachment/13072011322" rel="attachment wp-att-30312" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-30312" height="225" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/13072011322-300x225.jpg" title="13072011322" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;L’artiglieria è quella di &lt;strong&gt;Salvo Di Salvo&lt;/strong&gt;, capogruppo dell’Mpa a Palazzo degli Elefanti, il cui intervento, a dire il vero, era iniziato con una sfilettata al vetriolo. Gli erano parsi un po’ eccessivi i commenti, ascoltati nelle scorse sedute. Condivisibili, per alcuni versi, ma non capiva perché quelli personali. Cannizzo, dice ancora Di Salvo, è persona disponibile, basta iscriversi a Facebook e chiedergli l’amicizia per sapere quello che fa, e che progetti abbia per una città come Catania in apnea economica. Certo, ci sarebbe da sapere del regolamento sulle edicole, sui chioschi, sui paninari, ma intanto, sempre da Facebook, apprendiamo che il l’assessore si fa ispettore, sequestra camioncini di panini, per poi doversi scusare l’indomani, avendo preso un abbaglio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I colpi non sono sparati a salve. &lt;strong&gt;Montemagno&lt;/strong&gt; (Misto-Api) vuole vedere fino a che punto si può tirare la corda. Fa notare a Di Salvo la mancanza di coraggio: c’è un problema di maggioranza politica, ed egli è pronto a votare la sfiducia a Cannizzo. Ma la maggioranza è pronta? Gli risponde &lt;strong&gt;Manlio Messina&lt;/strong&gt; (Pdl), dicendo che non servono esempi di coraggio. La maggioranza il coraggio ce l’ha da sé, e se nella seduta dedicata al commercio – chiede a questo punto al presidente Consoli di indirla al più presto – l’assessore non si sarà presentato con le idee chiare, allora se ne prenderà atto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30310/attachment/13072011323" rel="attachment wp-att-30313" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-30313" height="224" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/13072011323-300x224.jpg" title="13072011323" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;E siamo al secondo colpo. Il terzo lo spara &lt;strong&gt;Valeria Sudano&lt;/strong&gt;, capogruppo del Pid. Più che attendere di essere sfiduciato, l’assessore Cannizzo dovrebbe dimettersi: la sua delega è di fatto commissariata dalla regione. Domanda perfida (ce ne scusi la Sudano), come soltanto una donna, se vuole, sa farne: a che serve allora Cannizzo? Comunque, aggiunge la Sudano, la contestazione della maggioranza nei suoi confronti non è dovuta al fatto che l’assessore non riceva se non su Fb, ma perché sa reprimere l’abusivismo, senza avere un progetto chiaro e propositivo del commercio in città.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’ultima bordata è stata tosta. Anche il Pd, con &lt;strong&gt;Lanfranco Zappalà&lt;/strong&gt;, concorda. Conclude il ‘processo’ l’attacco di &lt;strong&gt;Manfredi Zammataro&lt;/strong&gt; (La Destra-As): Cannizzo paladino della legalità? E perché? Perché fa chiudere quattro paninari? Suvvia, Catania è invasa da centri commerciali, che mettono tenda con una celerità incredibile; le licenze commerciali vengono concesse con parsimonia, tanto che chi vuol mettere su un’attività deve andarsene a comprarle a peso d’oro da altri … qui non c’è – si chiede retoricamente Zammataro – un problema di legalità?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Difficilmente, comunque, la tanto attesa seduta sul commercio sarà indetta prima di settembre, dovendosi ancora approvare il bilancio. Da qui ad allora, fossimo in Cannizzo spereremmo in un’estate meno torrida di quella che si sta profilando. Speriamo che il nostro mare riesca a rinfrescare i bollori già emersi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 14 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30310"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-5265157821377243922?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/5265157821377243922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=5265157821377243922&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5265157821377243922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/5265157821377243922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/si-al-rendiconto-no-cannizzo.html' title='Sì al rendiconto, no a Cannizzo'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-6288237172361420070</id><published>2011-07-14T15:40:00.000+02:00</published><updated>2011-07-14T15:40:17.619+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Elogio dei Lidi Plaia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Elogio della Playa" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/stancanelli-mare.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce –&lt;/strong&gt; Sono sicuro che anche questa volta l’amico Lele mi dirà: “L’hai fatta fuori dal vasino”. Come quando perorai una difesa d’ufficio del presidente del Consiglio, contro il moralismo allora (e ancora) imperante.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lele vive in Sicilia. Ha visto in opera Stancanelli, la sinistra salottiera nostrana, l’autonomismo posticcio dell’Mpa e il liberalismo feudalista del centrodestra. E gli hanno rubato l’auto sotto casa, prima gliel’avevano tamponata, e più d’una volta è rimasto terrorizzato dal traffico. Insomma, Lele ha più d’un paio di buoni motivi per dirmi anche questa volta: “L’hai fatta fuori dal vasino”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Immaginate, però, di non conoscere tutto questo. O che ne abbiate sentito parlare solo dalla bocca di un ometto verde, che mentre fa la morale all’inciviltà terrona si piazza il figlio disoccupato (e non proprio promettente) in Consiglio regionale. Immaginate, inoltre, di dover lasciare la vostra città, resa bollente da un’afa che toglie il fiato, e che il massimo che vi offre è il condizionatore e le zanzare dei laghi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che fate? Se seguite i telegiornali più modaioli del teleschermo, quali Tg4 e StudioAperto, allora vi recherete a Forte dei Marmi (prova fatta, ma non per amore di moda). Qui, il deretano di milioni di esseri umani dall’inizio del secolo scorso si è arrossato sotto il sole, ma soprattutto la vita si è incardinata nel conformismo di riti che solo la luna offre. Oggi è meta del turismo lombardo ed estero, soprattutto proveniente dall’est e dalla Germania. Gente, insomma, che si può permettere di giungervi con tanto di macchinone al seguito, e di pagare circa 55 euro per due sdraio e un ombrellone. Se vuoi spendere meno, ti aspetta una spiaggia attrezzata dal comune a 14 euro, o quella libera, i cui unici servizi sono offerti dai Vocumprà. Docce – se ci sono – sono abbastanza distanti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E per goderti cosa, in definitiva? La Toscana è ben altro: è la sua campagna, è la sua arte che, in quest’ultimo caso, è arte di tutto il mondo. Ma non è il suo mare, non è la Versilia, questo immenso fondale sabbioso che solo alcuni si possono comprare. Agli altri restano le sudate sotto il sole cocente di luglio, aspettando radi autobus guidati da poco loquaci autisti (caso insolito di toscani), e ristoratori che neppure sanno di avere una stazione ferroviaria ad una cinquina di chilometri.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Metti che Lele si trovasse una domenica di luglio, ore 15 del pomeriggio, ad aspettare un bus di cui nessuno sa niente, e che dovrebbe portarlo ad un treno a cui tutti pare preferiscano le cilindrate dei Suv teutonici; davvero Lele direbbe che l’ho fatta fuori dal vasino, se intesso le lodi di Catania e dei suoi lidi Playa? Miraggio della disperazione, che fa apparire simpatico ed efficiente pure Stancanelli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Catania è democratica. In coda al viale Kennedy si dannano tutti. Tu ci vai in autobus? E rimani imbottigliato! Ci vai con la vecchia Fiat 127 del nonno? E rimani imbottigliato. E se ci vai col macchinone? Pure! Inoltre, con 55 euro ti ci passi il fine settimana, portandoti dietro i marmocchi, la nonna con i reumatismi e la cugina che viene col puzzo sotto il naso dal tanto decantato nord. E ci stai da lusso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli autobus – è vero – sono merce rara, e fai prima a vedere la carrozza del Senato uscire dal Comune che uno sbucare in via Vittorio Emanuele. Ma quando passa, la ‘corriera’ trabocca di gente ansimante, che semmai ti sommerge di informazioni, più che lasciarti a bocca asciutta. E i treni? Pochissimi. Però dove sia la stazione lo sanno tutti, e dalla stazione si può raggiungere la bellissima riva acese. E, se per caso, si decide di restare alla Playa, il gestore dell’impianto fa di tutto per accontentarti (soprattutto se sei forestiero: qui da noi si pecca, semmai, di troppa xenofilia).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se quella domenica Lele fosse stato con me, avrebbe sentito chi mi diceva: “La Sicilia è stupenda. E voi siciliani molto gentili e accoglienti”. E allora non mi direbbe che la faccio fuori dal vasino, anche quando continuassi questo pezzo, chiedendo di impiccare chi fa di tutto per deturpare questa terra divina. E per farci agognare un’America, che potremmo invece avere a portata di una Fiat 127 e d’un paio di euro.&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #660000; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 13 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30238"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-6288237172361420070?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/6288237172361420070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=6288237172361420070&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6288237172361420070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/6288237172361420070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/elogio-dei-lidi-plaia.html' title='Elogio dei Lidi Plaia'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-8835852341835574163</id><published>2011-07-14T15:38:00.000+02:00</published><updated>2011-07-14T15:38:18.559+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cultura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Le capre, i pecoroni e la tomba di Verga</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Le capre, i pecoroni, e la tomba di Verga" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/picasion.com_75498f34b85365b5d81b94168fabfd21.gif" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;           &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;di Antonio G. Pesce – &lt;/strong&gt;La tomba di Verga fa parlare. Credetemi: non è un male. Non è male che, nel 150esimo anno dell’Unità, la nazione discuta del decoro e del rispetto che si deve ad uno dei suoi padri nobili. Contrariamente a quanto detto – o attribuitogli – da D’Azeglio, gli italiani ci sono sempre stati. Non c’era, fino al 17 marzo del 1861, lo Stato italiano, ed è dubbio che, da quel giorno in poi, abbia cominciato ad esistere. Se gli italiani ci sono sempre stati è merito di una discendenza di eroici compatrioti che, partendo da un certo Dante Alighieri da Firenze fino ad un certo siculo Gesualdo Bufalino, non si è data pace per insegnare ad un popolo che di imparare non vuole proprio saperne. E ancora oggi c’è chi crede non sia inutile sacrificarsi per questo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli italiani mostriamo attenzione per la cultura come le capre per i paesaggi: qualcuno ha mai visto una capra preferire all’erbetta del pascolo la poesia di un bellissimo tramonto italico? No, però l’angoscia del fallimento economico e dello sbando politico che stiamo vivendo, porta ad interessarsi di una tomba che, per quanto io ne possa sapere, non è mai stata tenuta nella giusta considerazione. E, fino a qualche decennio fa, neppure la casa del Verga, sita in via Sant’Anna. L’attenzione mostrata dal sottosegretario ai Beni culturali, tale Riccardo Villari, non è piaciuta all’amministrazione comunale, che ha diramato un comunicato piccato dai toni assai polemici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’onorevole Villari, il cui curriculum culturale non spicca come non spicca quello del responsabile del dicastero, l’onorevole Galan, dimostra chiaramente, con suo interessamento, che il genio è apprezzato quando è morto – la fama è questione di tomba. Prima, c’è solo la disperazione. E infatti il governo, di cui i due attenti ‘verghiani’ fanno parte, si è prodigato più degli altri che lo hanno proceduto (già abbastanza attivi in tal senso) a far sì che il genio italico prendesse la fame oppure la via dell’estero. Non ci risulta altro tipo di impegno.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stiano tranquilli al ministero: altri dieci anni così, e nessuno andrà più a vedere la tomba di Verga, semplicemente perché nessuno saprà più di Giovanni Verga. Siamo sulla buona strada. Una parte consistente dei neodiplomati non solo sa pochissimo di letteratura, ma non sa neppure chi sia Galan e Villari (e, fin qui, non si vede il danno), né quale funzione ricoprano (e qui sì che il danno c’è). Interrogati nei primi esami (e non solo nei primi) universitari, mostrano strane idee circa il ruolo del presidente della Repubblica e della distinzione tra governo e parlamento. Da quando lo studente è divenuto ‘cliente’ della scuola, i signori presidi fanno di tutto per non sacrificarne neppure uno al duro lavoro dei campi, spedendo più ragazzi possibili a fare modelli di sapienza su qualche ‘vetrina di centisti’.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi, in soldoni, dal momento che l’umanità si sta spegnendo pian piano, e quella italica è ormai al lumicino, non prendiamoci molta cura dei morti. Il futuro è dei vivi, magari intercambiabili e clonabili come la massa crescente di pecoroni, che adora la Scienza e ne recita il Credo. Tuttavia, dal momento che ancora in questa nazione e in questa città ci sono dei vetusti ‘uomini’, che preferiscono estinguersi come dinosauri, piuttosto che riciclarsi come superuomini robotizzati, è bene che il signor sindaco di Catania tenga presente alcune cose. Innanzi tutto, che la tomba di Verga, come quella di ogni genio catanese, non è conservata nel modo che le si addice, ed inoltre che, con molti meno brani di civiltà, ci sono città estere che campano di turismo culturale. Che si può fare allora? Come valorizzare quei luoghi e quelle personalità che, oltre a dare lustro a Catania, hanno fatto grande l’intera nazione? Si potrebbe cominciare nominando un assessore alla cultura. E proseguire non prendendo esempio dal compare di Palazzo Chigi, e magari assegnando a quel ruolo una persona competente. Basterebbe trovare qualcuno che abbia conseguito la terza media, prima che le tanto rivoluzionarie innovazioni del ’68 facessero comparsa sulle cattedre della scuola e dell’università italiane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo non servirà a far riprodurre meno velocemente le pecore. Servirà, quanto meno, a ricordare loro, che pur avranno l’ultima parola, che è esistito un mondo di pastori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style="color: #660000;"&gt;Pubblicato il 12 luglio 2011 su &lt;a href="http://www.blogger.com/goog_609711543"&gt;Catania Politica&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30155"&gt;. &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-8835852341835574163?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/8835852341835574163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=8835852341835574163&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8835852341835574163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/8835852341835574163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/le-capre-i-pecoroni-e-la-tomba-di-verga.html' title='Le capre, i pecoroni e la tomba di Verga'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-9203381991388074250</id><published>2011-07-14T15:34:00.001+02:00</published><updated>2011-07-14T15:36:16.104+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Consiglio Vacan(z/t)e</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio Vacan(z/t)e" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Palazzo_elefanti_esterno.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G. Pesce&lt;/b&gt; – Mi si è squagliato il Consiglio. Sotto la prima canicola estiva? No, davanti alla pregiudiziale avanzata dal consigliere &lt;b&gt;D’Agata &lt;/b&gt;(Pd). Molti i presenti, infatti, al Consiglio comunale di ieri sera, ma pochi i votanti: una sedicina, quasi tutti contrari (la maggioranza).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30052/palazzo_elefanti_esterno2" rel="attachment wp-att-30051" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-30051" height="112" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/Palazzo_elefanti_esterno2-150x112.jpg" title="Palazzo_elefanti_esterno2" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;La votazione nominale era stata richiesta dal capogruppo Pid, &lt;b&gt;Valeria Sudano&lt;/b&gt;, che di politica ne mastica parecchia. Così, abbiamo saputo chi era in aula al momento del voto, e chi non c’era. Ai lidi Plaia? Macché. D’Agata già manca poco di suo, figurarsi se avesse voglia di andarsi a prendere il fresco al viale Kennedy, quando lui è il primo a riscaldare l’aria a Palazzo degli Elefanti. E infatti è stato visto dai sudati cronisti nei pressi dell’aula. Ma far mancare il numero legale è l’unico modo per non vedersi approvato questo rendiconto 2010 nei tempi voluti dalla maggioranza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tra l’altro, anche grazie ad un maxi emendamento, sul quale s’incentra proprio la pregiudiziale di D’Agata, che vorrebbe sapere dall’avvocatura generale del Comune se è stato rispettato l’iter del provvedimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Di seguito, l’esito della votazione sulla pregiudiziale. In mancanza del numero legale, siamo andati tutti – cronisti e consiglieri – a prendere un caffè freddo o un dissetante. Ciascuno per la propria strada, s’intende.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Appello nominale sulla pregiudiziale D’agata.&lt;br /&gt;(La seconda indicazione di voto si riferisce al secondo appello)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Balsamo no&lt;br /&gt;Barresi assente&lt;br /&gt;Bellavia assente&lt;br /&gt;Bonica no&lt;br /&gt;Bottino assente&lt;br /&gt;Calanna assente&lt;br /&gt;Castelli no&lt;br /&gt;Castorina assente&lt;br /&gt;Cimino assente&lt;br /&gt;Condorelli no&lt;br /&gt;Consoli no&lt;br /&gt;Corradi assente&lt;br /&gt;Curia assente&lt;br /&gt;D’agata assente&lt;br /&gt;Daidone no&lt;br /&gt;Davola assente&lt;br /&gt;Di salvo no&lt;br /&gt;Gelsomino assente&lt;br /&gt;Giuffrida assente – no&lt;br /&gt;Giustolisi assente&lt;br /&gt;La Rosa D. assente&lt;br /&gt;La Rosa E. assente&lt;br /&gt;Livolsi assente&lt;br /&gt;Lo presti assente&lt;br /&gt;Marco no&lt;br /&gt;Marletta no&lt;br /&gt;Messin A. assente&lt;br /&gt;Maessina M. no&lt;br /&gt;Mirenda sì&lt;br /&gt;Montemagno assente&lt;br /&gt;Musumeci assente&lt;br /&gt;Navarria assente&lt;br /&gt;Nicotra assente&lt;br /&gt;Parisi assente&lt;br /&gt;Porto no&lt;br /&gt;Raciti assente&lt;br /&gt;Santagati no&lt;br /&gt;Sciuto assente&lt;br /&gt;Sofia assente&lt;br /&gt;Sudano no&lt;br /&gt;Trichini assente&lt;br /&gt;Tringale assente&lt;br /&gt;Trovato no&lt;br /&gt;Zammataro assente&lt;br /&gt;Zappalà assente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;P&lt;b&gt;ubblicato l'8 luglio 2011 su &lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/30052"&gt;Catania Politica &lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8725647417386482537-9203381991388074250?l=stanzafilosofica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/feeds/9203381991388074250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8725647417386482537&amp;postID=9203381991388074250&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/9203381991388074250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8725647417386482537/posts/default/9203381991388074250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://stanzafilosofica.blogspot.com/2011/07/consiglio-vacanzte.html' title='Consiglio Vacan(z/t)e'/><author><name>Antonio G. Pesce</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04083871954035803241</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://3.bp.blogspot.com/_sPF2Heq6A4I/SWsnx35KioI/AAAAAAAAAIc/k_TRcabCays/S220/Anton78ct2.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8725647417386482537.post-7969450572594036810</id><published>2011-07-08T09:18:00.001+02:00</published><updated>2011-07-08T09:18:59.440+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Società'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CataniaPolitica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catania'/><title type='text'>Il Consiglio comunale di Catania è risentito</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img alt="Consiglio risentito" height="153" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/woodo.jpg" width="400" /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;di Antonio G&lt;/b&gt;. Pesce –  Il Consiglio comunale non ci sta. Sente di non doverci stare. Prima  considerato improduttivo dai dati sulle presenze, poi l’Amministrazione  comunale che sembra accusarlo di non voler discutere il Prg. Non ci  stanno i consiglieri comunali. E non ci stanno nel modo migliore, tra  l’altro: sono presenti in 31. Dato che il pienone non si registra  neppure negli alberghi e nei lidi della città, c‘è da esserne felici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/29959/attachment/06072011302" rel="attachment wp-att-29960" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-29960" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/06072011302-300x225.jpg" title="06072011302" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Inizia &lt;b&gt;D’Agata&lt;/b&gt;  (Pd) la requisitoria. L’Amministrazione interloquisce più con l’esterno  che con il Consiglio comunale. E poi se ne va in giro a dire che non  lavoriamo. Capovolgiamo i termini del confronto, chiede D’Agata: sia il  Consiglio a discutere il bilancio e il Prg con la società civile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è difficile immaginare, allora, i  temi su cui si sono incentrate le comunicazione dei consiglieri. Innanzi  tutto, la risposta alle ultime esternazioni a mezzo stampa da parte  dell’Amministrazione comunale, e la lotta all’abusivismo commerciale,  piaga ancor più sentita con la crisi galoppante, sia perché si è visto  un aumento degli abusivi, sia perché i regolari hanno già visto  decurtate le entrate dalla congiuntura sfavorevole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/archives/29959/attachment/06072011304" rel="attachment wp-att-29961" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" class="alignleft size-medium wp-image-29961" height="150" src="http://lnx.cataniapolitica.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/07/06072011304-300x225.jpg" title="06072011304" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Valeria Sudano, &lt;/b&gt;“capa”gruppo  Pid, cita CataniaPolitica come unico organo di stampa che segue i  lavori del Consiglio (le dobbiamo un caffè). Gli altri – ‹‹compreso il  nostro [del Consiglio comunale, ndr] ufficio stampa›› – non lo  farebbero. La Sudano non
